Diritto 30 giugno 2014

Tutela legale, lo scudo dei camici bianchi contro l’aumento delle denunce

Livi, consulente legale: “Il proliferare della medicina difensiva danneggia medici, pazienti e Ssn”

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Le richieste di risarcimento nei confronti dei medici sono in costante aumento, ed il ricorso ad una adeguata tutela legale sta diventando un’esigenza sempre più sentita da parte dei camici bianchi. Ne abbiamo parlato con Antonello Livi, consulente legale.

Perché oggi è così importante per un medico avere una tutela legale?
Ogni giorno in Italia ci sono circa 30 richieste di risarcimento e di aperture di sinistri. E’ un problema che sta comportando degli esborsi notevoli per i medici, che rischiano il loro patrimonio per sostenere le spese difensive.

Si parla molto, infatti di medicina difensiva, e del proliferare incontrollato di esami diagnostici…
Oltre a gravare sul Sistema sanitario nazionale, il punto presenta una duplice criticità: la prima è dovuta al fatto che il paziente viene sottoposto a cure superflue, perché il medico ormai cerca di tutelarsi limitando il più possibile il rischio di apertura di sinistro. In secondo luogo si rischia, all’opposto, di non curare più i pazienti: i medici si stanno deresponsabilizzando davanti a interventi importanti pur di non esporsi a rischi.

Sono tante le denunce che i medici stanno subendo attualmente?
Sì, e sono in forte aumento: parliamo di circa 12mila richieste di risarcimento all’anno, per procedimenti che il 70% delle volte si estinguono. I medici, infatti, preferiscono uscirne prima ammettendo una colpa e pagando una cifra forfettaria pur di non intraprendere una trafila che graverà su di loro per anni. Con quale spirito un medico che si è sottoposto a questo potrà mai continuare a lavorare?

A quanto ammontano le spese legali per un medico?
Le spese legali per una difesa penale possono arrivare a decine di migliaia di euro. E’ fondamentale, quindi, che il medico abbia una tutela e si doti di una sorta di “scudo” legale che lo possa difendere.

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