Lavoro 9 Aprile 2020 13:15

Coronavirus, operatori sanitari senza Dpi. Consulcesi: «Diffide in partenza, pronti a portare Stato in Tribunale»

Centinaia di segnalazioni al network legale su mancanza di Dpi, turni infiniti ed esposizione a rischi di contagio. Situazione particolarmente critica al Sud ed in Sardegna. I legali di Consulcesi a loro disposizione per raccogliere segnalazioni, raccogliere documentazione e diffidare chiunque per dare voce e forza a chi, oggi eroe, domani si dovesse scoprire vittima

Coronavirus, operatori sanitari senza Dpi. Consulcesi: «Diffide in partenza, pronti a portare Stato in Tribunale»

«Davanti alla tragica quotidiana conta dei caduti in prima linea, medici ospedalieri e di famiglia, infermieri e tutte le professioni sanitarie coinvolte a diverso titolo non possiamo rimanere inermi: chiederemo conto alle Istituzioni e se necessario porteremo lo Stato, le Regioni e gli Enti locali in tribunale. D’altronde, per quanto ci riguarda, non sarebbe la prima volta visto che lo abbiamo già fatto e lo stiamo ancora facendo per gli ex specializzandi 78-2006». Massimo Tortorella, il Presidente di Consulcesi annuncia azioni legali per l’assenza di adeguati dispositivi di protezione con cui i sanitari stanno affrontano il Covid-19. «Medici, infermieri e tutto il personale sanitario stanno eroicamente combattendo contro il Coronavirus pagando un prezzo altissimo in termini di vite perse. I camici bianchi sono il 10 % dei contagiati totali, così da vittime rischiano di trasformarsi in untori, con gravi ripercussioni sul Sistema Salute, soprattutto a livello di prevenzione visto che i CUP sono inutilizzati e le strutture vuote. La situazione emergenziale non può in alcun modo essere una giustificazione e per questo, oltre a difenderli contro chiunque vorrà attaccarli e sostenere le misure già intraprese previste dall’emendamento al Cura Italia, agiremo anche a tutela dei loro diritti ad ogni livello. Siamo pronti anche a lanciare azioni collettive».

LEGGI ANCHE: CORONAVIRUS, I MEDICI COMPETENTI SCRIVONO AL GOVERNO: «NON SIAMO AUTORIZZATI AD EFFETTUARE TAMPONI. STOP A VISITE NELLE AZIENDE»

Ogni giorno centinaia di operatori sanitari si rivolgono a Consulcesi per segnalare la situazione in cui sono costretti a lavorare. «Abbiamo dedicato il nostro Telefono Rosso anti-aggressioni 800.620.525 al supporto psicologico – spiega Tortorella – per dare il nostro contributo consulenziale ed, alla luce di quanto stiamo raccogliendo direttamente e anche attraverso gli studi legali di C&P (Consulcesi & Partners), stiamo consigliando di segnalare le carenze riscontrate e raccogliere documentazione a sostegno, perché siamo pronti a partire con le diffide». Si tratta di una situazione critica in tutta Italia e spesso nonostante la forte attenzione mediatica sul Coronavirus il tema della sicurezza e della salute degli operatori sanitari non è affrontato con la doverosa attenzione anche dagli amministratori regionali. In particolare in Sardegna la situazione sta diventando esplosiva, secondo quanto ha appreso Consulcesi.

Il Decreto Cura Italia, all’articolo 5, stabilisce che i dispositivi di protezione individuali debbano essere forniti con priorità agli operatori sanitari e le disposizioni del DPCM del 17 marzo avrebbero dovuto essere attuate entro 5 giorni dalla sua entrata in vigore. Secondo l’OMS, il personale sanitario in contatto con un caso sospetto o confermato di COVID-19 deve indossare filtranti respiratori FFP2 e FFP3 per le procedure che generano aerosol. Necessario, secondo i riferimenti competenti, l’utilizzo della protezione facciale, del camice impermeabile a maniche lunghe, dei guanti. Questo purtroppo non accade in molte strutture ospedaliere, dove il personale è costretto a lavorare in condizioni estreme, per la scarsità di DPI idonei.

«A noi – aggiunge Tortorella –segnalano di aver ricevuto mascherine della consistenza dei panni utili a raccogliere la polvere o di aver dovuto comprare da sé i dispositivi di sicurezza previsti dalla legge, di dover sostenere turni estenuanti ed, in molti casi, senza neppure ricevere una preparazione adeguata al caso concreto provenendo da reparti completamente disomogenei, oltre a doversi reperire (per i liberi professionisti) una copertura assicurativa adeguata al nuovo rischio per poter continuare a fornire la loro prestazione. Ci sono delle palesi responsabilità di cui qualcuno dovrà rispondere e Consulcesi, come sempre, sarà dalla parte degli operatori sanitari». Consulcesi ricorda che è possibile contattare gli esperti al numero verde 800 122777 o utilizzando la chat del sito Consulcesi.

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

 

Articoli correlati
Gas serra e cambiamento climatico: il Tribunale Internazionale per il Diritto del Mare emette la prima advisory opinion
Legali Consulcesi: “Pronuncia storica che sottolinea la responsabilità degli Stati nel contrastare l’inquinamento dell’aria, riconosciuta, insieme al cambiamento climatico, una reale minaccia per i diritti umani”
Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo
Ad oggi, 28 febbraio 2023, sono 675.188.796 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.870.894 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE. I casi in Italia L’ultimo bollettino disponibile (23 febbraio 2023): Oggi in Italia il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 25.576.852 (4.720 in più rispetto a ieri). Il […]
Test Medicina, Consulcesi: «Con riforma “doppia” chance per entrare, ma non premia merito»
Marco Tortorella, legale di Consulcesi: «Dare agli studenti la possibilità di ripetere il test di ingresso alla facoltà di Medina non è una riforma vera e propria. Il sistema di accesso è sempre lo stesso e non premia i meritevoli. Il ricorso continuerà a rimanere una possibilità concreta per tutti gli aspiranti medici esclusi ingiustamente»
Relazioni tossiche: l’amore patologico colpisce almeno il 5% della popolazione
Gori (docente Consulcesi): «Ce ne accorgiamo solo quando sfocia in gesti estremi, necessaria sensibilizzazione tra medici ed educazione affettiva»
Test Medicina: con ricorso iscrizione con riserva, per esclusi “ultima spiaggia”
Marco Tortorella, legale di Consulcesi: «Negli ultimi 20 anni lo strumento del ricorso alla giustizia amministrativa ha permesso a decine di migliaia di studenti, esclusi ai test di selezione alla Facoltà di Medicina, di iscriversi ai corsi, di studiare, di fare gli esami e infine di laurearsi. L'esperienza indica che gli studenti entrati con il ricorso, forse anche perché più motivati, sono tra coloro che possono vantare un ottimo percorso accademico»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Politica

Liste d’attesa: nel decreto per abbatterle c’è anche la Carta dei diritti dei cittadini

Il Cup dovrà attivare un sistema di “Recall”. Il paziente che non si presenterà alla visita senza disdirla dovrà pagare la prestazione. Cambiano le tariffe orarie per ...
Contributi e Opinioni

Giornata Infermieri. Testimonianze: “Chi va via, e chi ritorna…”

Rosaria ha accolto l’ordine di servizio arrivato a dicembre 2013. Ad accompagnarlo una frase: “Sono pazienti particolari, si prenda cura di loro”. Era il 2013 e Rosaria da allora non...
Politica

Diabete: presentate al Governo le istanze dei medici e dei pazienti

Dopo aver promosso gli Stati Generali sul Diabete, lo scorso 14 marzo, alla presenza del ministro della Salute, di rappresentanti dell’ISS e di AGENAS, FeSDI, l'Università di Roma Tor Ver...