Lavoro 28 Settembre 2023 16:11

Contratto della dirigenza medica e sanitaria: firmata la preintesa

Ora il testo passerà al vaglio dei Ministeri e degli organi di controllo e poi ci sarà la firma definitiva e lo sblocco dei fondi

Contratto della dirigenza medica e sanitaria: firmata la preintesa

Dopo mesi di trattativa, tutte le organizzazioni sindacali che rappresentano circa 135.000 medici, veterinari e dirigenti sanitari hanno firmato il contratto collettivo nazionale di lavoro 2019-2021. Sono previsti aumenti medi pari a circa 150 euro lordi al mese e sono state introdotte numerose novità nella parte normativa del contratto, che consentiranno di migliorare le condizioni di lavoro all’interno delle strutture sanitarie.

“Siamo soddisfatti – commenta il Segretario Nazionale dell’Associazione Pierino Di Silverio – perché, pur muovendoci in un quadro economico e normativo che penalizza la categoria con norme ormai vetuste che ingabbiano e limitano ogni possibilità di manovra – il testo sottoscritto riesce a garantire ai colleghi condizioni di lavoro migliori delle attuali. Questo è sempre stato il nostro obiettivo e ci siamo riusciti”.

“Per quanto riguarda la parte economica, abbiamo sempre saputo che questo non sarebbe stato un contratto a molti zeri – afferma Di Silverio – perché lo stanziamento fissato nella finanziaria di due anni erano esigui”.

Aumento: 289,30€ medi/lordi/mese

Arretrati al 31 ottobre 2023: 10.757€ medi/lordi

“Abbiamo gettato le basi perché cambi l’idea del nostro lavoro – conclude Di Silverio – e venga visto e vissuto sempre meno come una gabbia professionale. Ora servirà agire per modificare le leggi e uscire da logiche ormai superate”.

«Ci riteniamo soddisfatti dei risultati ottenuti nel corso della trattativa – sottolinea dal canto suo Guido Quici, Presidente CIMO – ma ci sono senz’altro alcuni aspetti che dovranno essere ancora perfezionati, come l’orario di lavoro. Sono però stati sanciti alcuni principi essenziali che ci consentiranno, nel CCNL 2022-2024, di fare ulteriori passi avanti per andare incontro alle esigenze dei medici e valorizzare al meglio il loro ruolo».

Questi, per i sindacati, i punti qualificanti dell’accordo

  1. Riconoscimento e recupero delle ore di lavoro che oggi regaliamo alle Aziende
  2. Più potere al confronto regionale e aziendale
  3. Riduzione di guardie e reperibilità
  4. Eliminazione dei “di norma” e “di regola” in virtù della quale finalmente il contratto diventa esigibile e chiaro
  5. Sicurezza e obbligo di attribuzione degli incarichi da parte delle Aziende
  6. Sblocco delle carriere
  7. Riconoscimento delle ferie anche in caso di trasferimento ad altra azienda
  8. Eliminazione dei residui nei fondi che oggi rallentano carriere
  9. Impossibilità di fare guardie o reperibilità contemporaneamente in più presidi
  10. Definizione della sede di lavoro
  11. Eliminazione del servizio esterno per gli ospedali e presidi ospedalieri che alimentava il fenomeno dei medici globetrotter
  12. Definizione della sede di guardia e della sede di lavoro
  13. Depotenziamento dell’organismo paritetico
  14. Introduzione della norma che sancisce il pagamento del lavoro extra con prestazioni aggiuntive invece che con lo straordinario
  15. Aumento del valore economico delle prestazioni aggiuntive a 80 euro che potranno essere ulteriormente aumentate in contrattazione aziendale
  16. Le ferie in caso di trasferimento non saranno perse ma le porteremo con noi.

Per i medici specializzandi

  1. Definizione del ruolo nel SSN
  2. Definizione delle regole e dei diritti per i medici informazione che con il dl Calabria finalmente potranno essere considerati professionisti e avere una formazione migliore
  3. Definizione del ruolo e delle competenze dei medici in formazione che non saranno tappabuchi.

Il commento del Ministro Schillaci

“Per mettere fine al grave ritardo accumulato negli ultimi anni il governo Meloni si era impegnato da subito ad accelerare il rinnovo contrattuale del comparto sanità 2019-2021 e personalmente ho assicurato ai sindacati il pieno sostegno alle giuste aspettative dei lavoratori. L’accordo di oggi – dichiara il ministro della Salute Orazio Schillaciè un risultato importante che introduce novità significative sia sul piano economico sia per le condizioni di lavoro. È un punto di arrivo ma anche di partenza. Ora è necessario programmare con il Mef le risorse per il rinnovo del biennio 2022-2024 per non accumulare ulteriori ritardi. Accanto a ciò prosegue il nostro impegno per il rilancio del comparto sanitario pubblico: stipendi più alti e una migliore organizzazione del lavoro per rendere di nuovo attrattive le professioni sanitarie e colmare la carenza di medici e infermieri nel servizio sanitario pubblico”.

 

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