Lavoro 30 giugno 2015

«I turni più massacranti?Pronto Soccorso ed Emergenza»

Intervista al Presidente CIMO Riccardo Cassi: «Medici a rischio nei reparti più espostiBene l’intervento delle Istituzioni, ma sono tanti i ricorsi pronti a partire»

Immagine articolo

Una questione sempre più pressante, impossibile da ignorare. Per il bene dei medici italiani, e dei cittadini, le istituzioni sono pronte a fare la loro parte per risolvere il problema dei turni massacranti cui vengono sottoposti i medici italiani, in barba alle direttive europee che legiferano sul tema.

Sanità informazione ha voluto conoscere anche il punto di vista dei sindacati medici e a tale fine ha intervistato Riccardo Cassi, presidente CIMO, il sindacato dei medici ospedalieri, presente in Senato alla conferenza stampa sulla “crociata” iniziata dal senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, primo firmatario di una interrogazione parlamentare, che potrebbe sfociare in una mozione e in un disegno di legge, e anche in un’eventuale emendamento a difesa dei medici. Tutto questo, in concomitanza con una vera e propria valanga di ricorsi pronti a partire su cui CIMO ha scelto come partner Consulcesi nel sostenere dal punto di vista legale i camici bianchi interessati.

«Dobbiamo distinguere i due piani – specifica Cassi –. Il primo, quello dei ricorsi fatti dei medici, dà comunque al governo un motivo in più per intervenire. Dall’altro lato c’è la necessità di una soluzione normativa. Il giusto riposo del medico si riflette sulla sua integrità fisica – sottolinea il presidente CIMO – e questo incide quando si tratta di prendere decisioni che i cittadini, da pazienti, subiscono. Un medico che esce da 24 ore di turno continuativo – commenta – non pone il cittadino in condizione di ricevere la migliore assistenza possibile. La nostra battaglia non è quindi solo a favore dei medici, ma soprattutto per i cittadini».

Fare di tutta l’erba un fascio, si sa, è un errore grossolano. Ma può diventare anche pericoloso se a farne le spese sono i professionisti della sanità. Secondo Cassi sarebbe infatti una questione di mancati distinguo, nella normativa che regola la dirigenza pubblica, ad aver dato vita al problema dei turni di lavoro massacranti per i medici. «Tutto è nato da una erronea attribuzione della qualifica dirigenziale ai medici, senza riconoscerne la specificità. In altri settori della dirigenza pubblica – sottolinea Cassi –  il problema della turnistica di servizio non si pone».

La domanda, a questo punto è d’obbligo: «Quanto pesano sulla vita dei medici questi turni massacranti?». E la risposta non lascia spazio a dubbi: «Nei pronto soccorso e nei reparti di emergenza, soprattutto in quelle regioni dove è in atto il blocco del turn over, la situazione è drammatica. Guarda caso – conclude Cassi – sono i reparti in cui il rischio decisionale è più alto. Sono quelli i medici sottoposti ai turni peggiori».

Articoli correlati
Rappresentatività sindacale, nell’Area sanità aumento deleghe di Cimo, FVM e Uil Fpl
In testa confermato Anaao-Assomed, con il 24,41% della rappresentatività. Per il Comparto, i confederali guadagnano il podio, con Fp Cgil sul gradino più alto
Contratto medici, Quici (CIMO): «Partita denuncia a Corte europea. Chiudiamo subito quello scaduto e pensiamo al nuovo»
«La denuncia alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e la class action, a cui i medici potranno aderire da aprile, sono atti dovuti nei confronti dei colleghi, che attendono il rinnovo contrattuale da 10 anni». Intervista al presidente della CIMO Guido Quici, che sullo spot sui ricorsi per errore medico aggiunge: «Se le strutture affogano nei contenziosi legali, ridurranno i servizi ai cittadini» 
Contratto medici, CIMO denuncia Governo, Aran e Regioni a Corte Europea per mancato rinnovo. Avviata anche class action
Il presidente Guido Quici: «È un dovere morale per CIMO attivare formalmente tali azioni giudiziarie contro chi non ha palesemente voluto il rinnovo del contratto di lavoro per i medici dipendenti. Questa difesa costante dei diritti del lavoro è un atto dovuto nei confronti non solo dei nostri iscritti ma di tutta la dirigenza medica e sanitaria»
Intramoenia, Quici (Cimo): «È un risparmio ma non viene reinvestito sulle liste d’attesa, anzi…»
«L’intramoenia è un’attività marginale dei medici, svolta al di fuori dell’orario di lavoro, che in sette anni ha fatto guadagnare alle aziende sanitarie oltre 1 miliardo di euro. Soldi che dovevano essere destinati anche alla riduzione delle liste d’attesa. Lo hanno fatto?». Intervista al presidente della Cimo Guido Quici
Contratto medici, CIMO pronta a class action contro Regioni e Aran e a denuncia alla Corte Europea dei diritti dell’uomo
Il presidente Guido Quici: «Siamo alle ultime battute di quest’anno e prendiamo atto della mancata volontà di firmare un dignitoso contratto e di riconoscere i diritti dei medici. Se neanche lo sciopero è servito, sarà un Giudice nazionale a ordinare all’Amministrazione di emendare le proprie amnesie ed un altro, europeo, a sanzionare lo Stato, le Regioni e gli organi cui è demandata la rappresentanza negoziale»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Formazione

Formazione ECM, tutte le novità 2019: dall’aggiornamento all’estero alla certificazione

Un dovere sentito sempre più come opportunità professionale. Ecco, in una rapida carrellata, i principali cambiamenti che hanno investito negli ultimi anni il sistema dell’Educazione Continua in M...
Politica

Deroga iscrizione Ordini, Beux (TSRM e PSTRP): «Condividiamo obiettivi ma così si rischia sanatoria. In decreti attuativi si ponga rimedio o faremo da soli»

Il provvedimento inserito in legge di Bilancio prevede che chi ha lavorato 36 mesi negli ultimi 10 anni possa continuare ad esercitare anche senza i titoli per iscriversi al maxi Ordine delle professi...
Politica

Deroga iscrizione Ordini, la bocciatura dei fisioterapisti. Tavarnelli (Aifi): «Si riaprano i percorsi di equivalenza già previsti dalla legge 42 del ’99»

Il presidente Aifi: «Senza un passo indietro si rischia una sanatoria globale, una grande confusione per il cittadino ed una scarsissima tutela della sua salute»
di Isabella Faggiano