Lavoro 21 febbraio 2017

Appropriatezza: sanzionato un medico. Smi: «Mmg in confusione»

Lo sfogo di Pina Onotri (Segretario Smi): «Il decreto è tuttora in vigore. La sospensione non ha effetto e un collega di Napoli è stato appena sanzionato». Ma la replica del Ministero della Salute chiarisce che il “decreto appropriatezza” viene superato dai nuovi Lea. Ecco tutti i dettagli…

Si chiama “Decreto appropriatezza prescrittiva“, ma per chi indossa il camice bianco significa noiosa burocrazia, poca chiarezza, ingiuste sanzioni e, soprattutto,  dei “no” (o meglio dei “nì”) da rivolgere ai pazienti. A ribadirlo Pina Onotri, Segretario Generale Sindacato medici Italiani (SMI) che ai nostri microfoni, segnala lo stallo del Decreto Legge, “colpevole” di confusione per tanti medici e, in alcuni casi, di sanzioni considerate immotivate, come in un recente caso a Napoli.

«Troppe le incertezze applicative – spiega Onotri – cartine fumogene dietro le quali ci si nasconde e si ribalta sui medici tutta la responsabilità». Il Decreto, entrato in vigore nel gennaio 2016, individuava le condizioni di erogabilità e le indicazioni di appropriatezza prescrittiva per circa 200 prestazioni (ora scese a 98 come è possibile vedere da questa tabella) di assistenza specialistica ambulatoriale erogabili nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale.  Il provvedimento, definito anche ‘taglia-esami’, prevedeva che, nell’ottica della razionalizzazione e contenimento della spesa, esami e visite considerati inappropriati, fossero a carico dell’assistito. Questa soluzione ha da subito rivelato grosse criticità, soprattutto un appesantimento dei costi per i cittadini e per queste ragioni il Ministro Beatrice Lorenzin, accogliendo le osservazioni della categoria medica, ha sospeso le sanzioni.

«Nonostante la sospensione, le sanzioni continuano ad essere in vigore – denuncia Pina Onotri, mostrando sul suo computer la schermata che segnala i vincoli normativi – questo perché, il decreto è ancora valido e in funzione nei sistemi elettronici». Infatti quando il medico eroga una prestazione e vuole effettuare delle prescrizioni, il sistema elettronico blocca il procedimento e rimanda alla Legge. «Il decreto è in vigore – ribadisce Onotri – io lo applico perché le Legge va applicata, non ho alternative. La circolare Lorenzin ha sospeso solo le sanzioni, ma una circolare non ha la dignità di un Decreto legislativo, ci voleva un altro decreto per la rettifica del primo. Inoltre il decreto è stato ribadito con i Lea, tanto è vero che alcune aziende stanno sanzionando i medici, noi su questo stiamo protestando». Emblematico, in questo senso, il recente caso di un medico di Napoli sanzionato per aver superato di soli 18 euro la media delle prestazioni prescrivibili.

La problematica, stando ai chiarimenti che arrivano dal Ministero della Salute, avrebbe comunque i giorni contati. La questione dovrebbe essere, infatti, superata dall’aggiornamento dei Lea e della promozione dell’appropriatezza del Ssn. I provvedimenti sono al centro dei lavori di un’apposita Commissione che entro il 28 febbraio dovrà formulare una prima revisione sulla base dell’intesa Stato-Regioni del 7 settembre 2016 (in particolare riguardanti quanto sancito dagli artt. 2 e 5 dell’Intesa) e quelle previste dal Dpcm (artt. 12, 19, 21 e 64). Entro il 15 marzo i Lea aggiornati saranno, poi, approvati in un decreto del premier Paolo Gentiloni adottato su proposta dei ministri di Salute ed Economia – come da Finanziaria 2016 articoli 554-559. Chiusa definitivamente la trafila burocratica, l’aggiornamento dei software consentirà anche di risolvere le criticità informatiche e dare dunque piena applicazione all’appropriatezza, come già detto, ora ridotta a 98 prestazioni.

«Si fa confusione su appropriatezza ed erogabilità – riprende Pina Onotri -. L’appropriatezza impone di fare la cosa giusta al momento giusto per dare al paziente la cura ottimale, l’erogabilità è, invece, un criterio prettamente economico che utilizzano i nostri amministratori. Noi medici veniamo controllati da vicino, cioè nel momento in cui ci discostiamo da una media generale, sia di prescrizioni sia di esami diagnostici, veniamo convocati dalle Commissioni di Appropriatezza che monitorano i costi da noi generati. Certo non dobbiamo rendere conto della condizione clinica del paziente né del contesto in cui abbiamo fatto quella prescrizione, ma la media di spesa è una media matematica, un’asticella per cui alcune persone sono al di sopra e altre al di sotto, quanto più gli estremi tendono ad avvicinarsi e tanto più questa questa asticella scende in basso e per la maggior parte di noi è sempre più difficile essere allineati secondo i criteri amministrativi».

«Andremo in tutte le sedi opportune, a volte una burocrazia invadente impedisce a noi di lavorare come dovremmo lavorare. Auspico dal Ministero più chiarezza – conclude la dottoressa Onotri – soprattutto nei confronti dei cittadini, siamo in una situazione di crisi dal punto di vista economico e di sostenibilità del sistema sanitario nazionale, allora si abbia il coraggio di fare chiarezza e dire le cose come stanno».

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