Lavoro e Professioni 19 Ottobre 2017 16:01

Ecco le sanzioni per i medici senza Pos: si parte da multa di 30 euro

Dal 1° gennaio, coloro che non offrono la possibilità di pagare prestazioni con bancomat o carta di credito rischiano una multa di 30 euro. Spazio anche alle App di pagamento

Anche i medici rischiano una multa di 30 euro se da gennaio non accetteranno pagamenti via bancomat o carta di credito. Il provvedimento, firmato dal Viceministro dell’economia Luigi Casero, è previsto dalla Legge di Bilancio con l’obiettivo dichiarato di combattere l’evasione fiscale. La tracciabilità dei pagamenti elettronici infatti permette all’Agenzia delle Entrate da un lato di tenere sotto controllo gli incassi di professionisti e commercianti, e dall’altro di controllare se quanto dichiarato dai contribuenti corrisponde alle spese sostenute.

Ma sono abbastanza 30 euro? È lo stesso Viceministro ad aver sottolineato al Messaggero la simbolicità del valore della multa, che deve per lo più «segnare un cambio di marcia importante» e «spingere tutto il sistema ad un deciso spostamento verso i pagamenti elettronici in Italia».

Secondo gli ultimi dati della Bce, il nostro Paese infatti si staglia in fondo alla classifica europea sia come somme pagate con le carte elettroniche sia come numero di operazioni eseguite ogni anno. Per invertire la rotta, Casero allora pensa anche ad altre novità che vanno nella direzione dei pagamenti elettronici: in un prossimo futuro, vorrebbe infatti inserire modalità di pagamento ancora più tecnologiche e innovative, come le App.

Infine, tra i cambiamenti ipotizzati, ne figura anche uno destinato a pazienti e consumatori: coloro che decideranno di pagare la parcella del medico, la benzina o la spesa con bancomat o carta di credito, potrebbero beneficiare di un piccolo sgravio fiscale. Un ulteriore incentivo per spingere sempre più persone ad abbandonare il pagamento con contanti e monete, che probabilmente in futuro, come già avviene Oltreoceano, risulterà obsoleto anche se solo per un caffè.

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Malattie rare, dalla rete nazionale all’Europa: le sfide ancora aperte per diagnosi e cure

L’attuazione del Piano nazionale malattie rare procede, ma restano criticità su diagnosi precoce, accesso ai farmaci orfani e uniformità dei percorsi assistenziali. Il punto di Ann...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti