Salute 7 Marzo 2025 10:54

Infezioni sessualmente trasmesse: “Il 60% dei giovani si dice informato ma non lo è”

Ginecologi Sigo: "Informazioni superficiali da web e social ed eccessiva sicurezza portano i ragazzi ad adottare comportamenti rischiosi"
di I.F.
Infezioni sessualmente trasmesse: “Il 60% dei giovani si dice informato ma non lo è”

Sei studenti italiano su 10 sono convinti di essere molto preparati in tema di malattie sessuali e solo il 3% ammette di non saperne nulla. Quasi il 98% afferma di conoscere tutte o alcune malattie trasmissibili durante i rapporti sessuali. Oltre l’82% dice di conoscere il Papillomavirus. Ma la realtà è molto diversa dalle convizioni: informazioni superficiali da web e social network, scarso dialogo con genitori, medici e adulti, e un’eccessiva sicurezza in se stessi portano i ragazzi ad adottare comportamenti sessuali rischiosi per la salute e potenzialmente causa di gravidanze indesiderate. A delineare il quadro della situazione è un’indagine condotta dalla Società italiana di ginecologia e ostetrica nelle scuole italiane su un campione di ragazzi dai 13 ai 18 anni.

La Sigo accanto ai giovani

La società e il sistema sanitario sono in profonda evoluzione, e le società scientifiche devono adeguarsi, per questo la Sigo ha avviato un nuovo percorso di corretta informazione e si impegna in un’attività di divulgazione scientifica, di ricerca e associativa, ma anche formativa e informativa rivolta agli operatori sanitari, alla società civile e soprattutto ai giovani. “Vogliamo far comprendere come l’interesse e la cura del proprio corpo, gli stili di vita, la giusta alimentazione e lo sport siano i principali fattori di prevenzione – afferma Vito Trojano, presidente Sigo -. n questo nuovo percorso diffonderemo i consigli ‘salute-donna’ anche attraverso una casella di posta elettronica sempre attiva (salutedonna@sigo.it) per rispondere ai quesiti. Vogliamo trasmettere un forte messaggio di dialogo e disponibilità. Oggi abbiamo dialogato direttamente con circa 250 giovani studenti, ospitati in una delle principali istituzioni italiane, la Camera dei deputati. E’ un esperimento che auspico possa essere ripetuto in molte altre città, con iniziative di formazione e informazione condivise e realizzate insieme alle istituzioni di riferimento”, conclude Trojano.

 

 

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