Salute 13 Giugno 2025 12:53

In estate occhi più a rischio infezioni da parassiti. Sarnicola (SICCSO): “Problemi per accesso a unica terapia”

In estate aumentano i rischi di infezione agli occhi da parassita. Ora c’è primo farmaco salva-vista ma non è accessibile in Italia. Lo denuncia Vincenzo Sarnicola, presidente del congresso dell’International Society of Cornea, Stem Cells and Ocular Surface
In estate occhi più a rischio infezioni da parassiti. Sarnicola (SICCSO): “Problemi per accesso a unica terapia”

Li chiamano i guerrieri “AK”, sono i pazienti, in particolare giovani, colpiti da cheratite da Acanthamoeba, una patologia rara ma con un fattore di rischio molto comune, soprattutto in estate, per l’uso non corretto di lenti a contatto e molto pericolosa per la vista, con effetti devastanti fino alla perdita dell’occhio. La vita è stravolta perché al dolore lancinante si unisce la fotofobia e l’unica alternativa è stare in casa al buio per mesi. In Italia per l’accesso alla prima e unica terapia al mondo, che ha tassi di guarigione dell’85%, è efficace però solo se somministrata tempestivamente. Approvata dall’EMA nell’agosto scorso e da poco anche in Inghilterra, già disponibile in Germania, e in Spagna e Francia attraverso programmi di accesso anticipato, non è ancora accessibile per i pazienti italiani. A denunciare il ritardo è Vincenzo Sarnicola, presidente del 23esimo congresso dell’International Society of Cornea, Stem Cells and Ocular Surface (SICCSO), in corso a Grosseto.

La terapia funziona sola se usata tempestivamente

“Fino a poco tempo fa per questi pazienti le opzioni terapeutiche – spiega Sarnicola – erano scarse o nulle, e venivano trattati come meglio si poteva utilizzando preparazioni galeniche o prodotti off-label, privi di dati scientifici d’efficacia e sicurezza e di protocolli di trattamento standardizzati. Non era solo un problema di terapie disponibili, ma anche di modalità di trattamento: i pazienti erano costretti a utilizzare due o tre colliri ogni ora, senza poter dormire per giorni, e con poche speranze di guarigione. Dall’agosto scorso, l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha approvato la prima e unica terapia al mondo per il trattamento dell’infezione da Acanthamoeba che consente somministrazioni ridotte solo durante il giorno e per una durata media di circa quattro mesi. Un collirio a base di poliesanide, efficace nell’85% dei casi, solo se la terapia viene iniziata entro 30 giorni dall’esordio dei sintomi, e il cui accesso tempestivo consente di evitare il trapianto di cornea nei casi più gravi.

Problemi per l’accesso anticipato alla terapia

“Un successo terapeutico frutto della ricerca italiana, ma paradossalmente a oggi non ancora disponibile per i pazienti del nostro Paese, che nell’attesa chiedono di potervi accedere tramite il fondo AIFA per i farmaci orfani”, afferma Sarnicola. “Fatta eccezione per un unico centro del quale è stata accolta la richiesta, l’accesso anticipato al farmaco si sta rivelando inspiegabilmente problematico. I tempi troppo lunghi per l’autorizzazione – continua – non garantiscono il diritto dei malati alla cura che è efficace solo se somministrata tempestivamente. I pazienti con cheratite da Acanthamoeba, molto spesso giovani, nell’attesa di accedere all’unica terapia specifica approvata, stanno affrontando sofferenze inaudite e rischiano gravi conseguenze permanenti, inclusa la possibilità di perdita della vista o dell’intero occhio. L’appello e la speranza sono che presto l’AIFA possa rispondere a questa esigenza e porre rimedio a tale situazione, mettendo subito la terapia a disposizione dei pazienti che di fatto hanno messo in pausa la loro vita, come è consentito dall’attuale normativa AIFA”.

In Italia si stima che si verifichi 1 caso di cheratite da Acanthamoeba ogni tre giorni circa

La cheratite da Acanthamoeba è una rara patologia oftalmica che ogni anno colpisce circa 3 milioni di persone nel mondo, soprattutto nella fascia d’età più bassa, il 60% di sesso femminile. In Italia si stima che si verifichi 1 caso di infezione ogni tre giorni circa. “Si tratta di un’invisibile patogeno che vive nelle acque, e si attiva come parassita nel momento in cui trova un ospite da cui trarre nutrimento”, riprende Sarnicola. “Penetra e rosicchia il bulbo oculare, ‘mangiando’ la vista e spegnendo, di fatto, ogni progetto di vita perché la riduzione dell’acuità visiva è permanente”, aggiunge. A correre più rischi, a cominciare dai giovanissimi, sono le persone che portano lenti a contatto quando fanno il bagno in piscina, al mare, al lago e nei fiumi, ma anche quando sono sotto la doccia.

I rischi aumentano durante i mesi estivi

L’incidenza di cheratiti da Acanthamoeba aumenta nei mesi estivi perché il caldo invoglia a tuffarsi e l’attenzione all’igiene si allenta. “Finalmente oggi, come dimostrato da studi clinici, l’innovativa terapia – conclude Sarnicola – risulta efficace e in grado, per la prima volta, di distruggere l’ameba ed eradicare l’infezione. Una scommessa vinta che restituisce ai pazienti la speranza di guarire, ma che necessita urgentemente di essere messa a disposizione dei malati per tornare a vivere”.

 

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