Plastic Free Onlus: “Il PPWR introduce nuove regole su riciclo, riuso e riduzione dei rifiuti, ma servono tempi rapidi, meno deroghe e misure nazionali efficaci”.
Dal 12 agosto entrerà in applicazione, in via generale, il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, noto come PPWR. Il Regolamento (UE) 2025/40 introduce un quadro normativo organico destinato a intervenire sull’intero ciclo di vita degli imballaggi: dalla progettazione al riuso, dalla riciclabilità alla riduzione dei rifiuti. Le nuove disposizioni riguarderanno tutti gli imballaggi e i relativi rifiuti, indipendentemente dal materiale utilizzato o dal settore di provenienza.
Tra gli obiettivi previsti figurano requisiti più stringenti affinché gli imballaggi immessi sul mercato europeo siano progettati per essere riciclabili, l’aumento del contenuto di materiale riciclato in specifiche applicazioni, la riduzione dell’impiego di materie prime vergini e nuove limitazioni per alcune tipologie di imballaggi monouso.
Nel dibattito pubblico l’attenzione si è concentrata soprattutto sulla futura limitazione delle pellicole di plastica utilizzate per raggruppare prodotti, come le tradizionali confezioni da sei bottiglie d’acqua. Secondo Plastic Free Onlus, organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica, la portata del provvedimento è però più ampia e rappresenta un cambio di paradigma nel modo in cui gli imballaggi vengono progettati, utilizzati e gestiti a fine vita.
“Dobbiamo avere l’onestà di dire due cose insieme. La prima è che l’Europa è oggi il punto di riferimento mondiale per le politiche ambientali sugli imballaggi e sull’economia circolare. Nessun’altra grande area economica ha costruito un quadro normativo così organico – dichiara Luca De Gaetano, presidente di Plastic Free Onlus – La seconda è che la crisi della plastica corre molto più velocemente dei tempi della politica. Se vogliamo guidare davvero il cambiamento, non possiamo continuare a rinviare al 2030 o agli anni successivi misure che il pianeta ci chiede di adottare oggi”.
Dalle confezioni monouso al riuso: cosa prevede il PPWR
Il PPWR non si limita alle restrizioni su alcune confezioni in plastica, ma introduce misure che riguardano più aspetti della produzione e dell’utilizzo degli imballaggi. Tra le novità più significative rientrano, secondo le scadenze e le modalità stabilite dal regolamento, il divieto di alcune tipologie di imballaggi monouso ritenuti superflui, comprese le confezioni monodose per salse e condimenti in determinati contesti, e l’obbligo per gli operatori del settore del take-away di consentire ai clienti di utilizzare contenitori riutilizzabili, anche portati da casa, senza costi aggiuntivi.
Il regolamento introduce inoltre restrizioni sull’impiego di sostanze potenzialmente pericolose, tra cui i PFAS negli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti oltre le soglie previste, e misure per promuovere il riuso, la ricarica e la riduzione della produzione di rifiuti alla fonte. Per Plastic Free, tuttavia, la transizione non può limitarsi alla sostituzione della plastica con altri materiali destinati comunque a un singolo utilizzo.
La priorità, secondo l’associazione, deve essere la riduzione complessiva degli imballaggi, a partire da quelli privi di una reale funzione di protezione, conservazione o trasporto del prodotto. “Per anni è stato chiesto soprattutto ai cittadini di fare correttamente la raccolta differenziata. Oggi il regolamento europeo manda finalmente un messaggio ulteriore: il rifiuto migliore è quello che non viene prodotto – prosegue De Gaetano – Significa eliminare gli imballaggi inutili, favorire il riuso, permettere ai consumatori di utilizzare i propri contenitori e ridurre la presenza di sostanze problematiche negli imballaggi alimentari. È questo il vero cambio di paradigma. Il riciclo resta fondamentale, ma interviene quando il rifiuto esiste già. La prevenzione deve diventare la prima scelta”.
Plastic Free: servono tempi rapidi, controlli e meno deroghe
Secondo Plastic Free, l’efficacia del nuovo quadro europeo dipenderà dalla rapidità con cui saranno adottati gli atti necessari alla sua attuazione e dalla capacità di evitare deroghe, rinvii e interpretazioni che possano indebolirne gli obiettivi ambientali. Per l’associazione sarà inoltre necessario accompagnare le imprese nella trasformazione dei processi produttivi, sostenendo l’innovazione, l’eco-design, il riuso e lo sviluppo di modelli realmente circolari. Il rischio, secondo Plastic Free, è che il dibattito resti concentrato su singoli prodotti o su singole limitazioni, senza cogliere l’impianto complessivo del regolamento, che punta a intervenire sulla prevenzione dei rifiuti, sulla sicurezza dei materiali e sulla responsabilità dell’intera filiera.
“Se continueremo a discutere soltanto della plastica che tiene insieme sei bottiglie d’acqua, avremo perso l’occasione più importante offerta da questo regolamento – conclude il presidente di Plastic Free – Il PPWR non riguarda una singola pellicola: parla di prevenzione, riuso, sicurezza dei materiali e responsabilità dell’intera filiera. È il tentativo più avanzato oggi al mondo di cambiare il modo in cui produciamo e consumiamo. Sosteniamo con convinzione questa direzione, ma chiediamo che sia percorsa con maggiore coraggio e velocità. Perché, mentre la politica scandisce i propri tempi, la plastica continua ad accumularsi nei fiumi, nei mari e perfino nel nostro organismo”.
Plastic Free auspica infine che l’applicazione del PPWR sia accompagnata da misure nazionali tempestive, controlli efficaci e da un confronto costante tra istituzioni, imprese, comunità scientifica e società civile, affinché la prevenzione dei rifiuti diventi il principio guida delle politiche sugli imballaggi.
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