Formazione 16 Settembre 2019 09:42

Numero chiuso, Studenti indipendenti al Ministro: «Più posti al test e raddoppiare le borse di specializzazione»

Il Movimento studentesco ha protestato contro l’imbuto formativo e la carenza di posti per la specializzazione: «Ci viene detto dal Ministero che ci sono numeri programmati, a seconda del fabbisogno della salute del Paese, ma se guardiamo i nostri ospedali ci rendiamo conto che non è così». Irregolarità al test di ingresso, continuano le segnalazioni

di Federica Bosco
Numero chiuso, Studenti indipendenti al Ministro: «Più posti al test e raddoppiare le borse di specializzazione»

Medici senza futuro e futuro senza medici: questo è lo scenario ipotizzato dal Movimento studenti indipendenti, giovani camici bianchi e specializzandi che, in attesa di conoscere l’esito del test, che ha interessato oltre 68 mila studenti, per 11 mila posti, bocciano l’attuale sistema e chiedono al Ministro Speranza più risorse per la categoria.  Li abbiamo incontrati all’Università Bicocca il giorno del test di medicina. Mentre gli studenti in fila attendevano il loro turno per la registrazione, in un gazebo poco distante loro, in camice bianco, mascherina sul volto e striscioni in mano, richiamavano l’attenzione dei presenti con fischietto e megafono per dichiarare l’emergenza sanitaria.

Altro tema su cui sono puntati i riflettori è quello degli errori e irregolarità al test che sono stati segnalati in tutta Italia: Consulcesi, network legale leader nella tutela dei medici, segnala che sono già centinaia le segnalazioni raccolte sul portale w ww.numerochiuso.info, sui canali social e dai consulenti presenti fisicamente in diverse università in giro per l’Italia.

«Ci viene detto dal Ministero che ci sono numeri programmati, a seconda del fabbisogno della salute del Paese, ma se guardiamo i nostri ospedali ci rendiamo conto che non è così. – Dichiara uno degli studenti del sesto anno della Bicocca di Milano –  Se poi teniamo conto di quota 100 e dell’età anagrafica di molti medici, è evidente che nei prossimi anni andranno in pensione molti camici bianchi e non ci sarà il ricambio necessario per rendere efficiente il servizio sanitario, quindi il rischio di avere sempre liste di attesa più lunghe nella sanità pubblica è reale.  Al contempo esiste un altro grave problema che sono le borse di studio per gli specializzandi. L’ultima tornata di ammissione ha visto 20 mila candidati per 8 mila borse di studio, il che significa che molti studenti di medicina non riusciranno ad entrare nella scuola di specializzazione».

«Al Ministro Speranza  – continua lo studente – chiediamo che vengano raddoppiate tutte le borse di studio per affrontare questa emergenza e garantire il diritto alla salute di tutto il Paese. Ad oggi invece di fronte ad una carenza di organico in alcune Regioni vengono richiamati medici in pensione o, peggio ancora, affidati i turni a medici neoabilitati che non hanno una formazione specialistica e quindi all’interno del Pronto Soccorso si va a diminuire la qualità della cura».

«Come consiglio cico loro di affrontare questo percorso con la determinazione di chi vuole realizzare un obiettivo – conclude – Fare il medico è un lavoro molto impegnativo, ma di sicuro gratificante. I ragazzi devono assumersi la responsabilità di chiedere di essere formati per poter garantire un servizio sanitario di qualità».

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