Formazione 28 Maggio 2020

Laurea abilitante, l’atroce beffa di centinaia di laureandi in Medicina: «Noi ‘esodati’ potremo abilitarci solo dopo sette mesi»

Un gruppo di studenti si appella al ministro dell’Università Manfredi: «In alcune università tirocini TPVES partiranno solo a novembre, saremo fermi per mesi». I ragazzi potranno partecipare al concorso per le specializzazioni di settembre ma, in caso di vittoria, non potranno prendere servizio. E partono i primi ricorsi

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Il provvedimento sulla laurea abilitante in Medicina e Chirurgia, introdotto con il Decreto Cura Italia per cercare di immettere prima possibile i medici nel mondo del lavoro, per qualche studente si sta rivelando una atroce beffa.

Come sempre, infatti, il diavolo si nasconde nei dettagli: da un lato è vero che è stato abolito l’esame di abilitazione all’esercizio della professione medica, ma dall’altro gli studenti possono essere abilitati solo con il conseguimento della valutazione del tirocinio. Dunque senza tirocinio niente abilitazione. Ed è qui che nascono i problemi, perché ogni università si sta regolando a modo suo. Il rischio è quello che si vengano a creare degli ‘studenti esodati’ costretti ad aspettare mesi prima di poter completare il tirocinio e affrontare un concorso pubblico.

«Alcune università hanno dei criteri di accesso ai tirocini molto stringenti – spiega Valeria Romano, studentessa a Palermo – provocando l’esclusione arbitraria da parte di alcuni atenei italiani di una parte dei laureandi delle prossime sessioni ai tirocini abilitanti TPVES. Ad esempio, i laureandi di luglio 2020 cui è stato negato l’accesso ai tirocini abilitanti non avrebbero accesso al mondo del lavoro fino al febbraio del 2021».

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Per molti di loro dunque il percorso di laurea si completerà senza aver svolto il tirocinio e quindi senza la agognata abilitazione. Con l’ulteriore beffa di poter partecipare al concorso per le specializzazioni previsto a settembre 2020, ma senza poter poi prendere servizio: «Se le cose rimangono come gli anni passati – chiarisce la studentessa siciliana – anche i laureati senza tirocinio potranno partecipare al concorso di settembre, ma sarebbe un gesto fine a se stesso perché poi non ci potremmo abilitare prima di febbraio 2021, quando finirà l’ultima sessione di tirocinio. Mentre in caso di buon esito del concorso dovremmo prendere servizio già a dicembre 2020, ma senza poterlo fare».

Il problema non riguarda solo i laureandi, ma anche qualche studente già laureato che non è riuscito a svolgere il tirocinio. Per questo Valeria Romano e altri studenti hanno messo in piedi un gruppo Facebook denominato “Laureandi sessione estiva 2019-2020 esclusi dal TPVES” che presto ha raccolto un buon numero di adesioni da tutta Italia: «La tematica riguarda tra le 200 e le 300 persone – spiega Romano – ma se ci aggiungiamo anche gli studenti già laureati arriviamo a 400. Segnalazioni ci sono arrivate da Palermo, Salerno, Messina, Pisa, Padova, Parma».

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Nel mirino degli studenti (alcuni dei quali hanno anche presentato ricorso in tribunale) c’è il Decreto Fedeli 58 del 9 maggio 2018 (“Regolamento recante gli esami di Stato di abilitazione all’esercizio della professione di medico-chirurgo”): il Decreto, a cui rimanda il Cura Italia, prevede che l’esame di abilitazione debba sostenersi in tre diverse sessioni annuali (febbraio, luglio e novembre) ma al momento non vi è alcuna attuale previsione circa lo svolgimento dell’esame di abilitazione o l’espletamento del tirocinio con queste modalità e in molti atenei non sono previste tre sessioni di tirocinio.

«Per noi sarebbe già un buon risultato istituire una terza sessione di tirocinio da settembre in modo tale che tutti i laureati di luglio 2020, marzo 2020 e dicembre 2019 vi possano accedere – continua ancora la Romano -. Ciò ci permetterebbe di finire il tirocinio a novembre e di poter entrare nel mondo del lavoro prima».

Il Tirocinio Pratico Valutativo per Esame di Stato (TVPES) dura tre mesi: un mese di clinica, un mese di chirurgia, un mese di chirurgia generale. Ora di fatto rappresenta l’ultimo scoglio verso una abilitazione veloce che per il momento resta un miraggio.

«Con l’emergenza Covid-19 serve ‘mano d’opera’ – sottolinea Romano -. Tanti professionisti hanno lavorato fino ad ora con turni massacranti e condizioni di lavoro durissime. Avranno bisogno di tirare il fiato e noi siamo pronti. Ma così i tempi restano ancora lunghissimi».

L’auspicio degli studenti è l’adozione di una soluzione univoca su tutto il territorio nazionale che renda abilitante il titolo di laurea in Medicina e Chirurgia per tutti i laureandi a partire dalla prossima sessione di laurea, con i TPVES o con i tirocini post-laurea attivi immediatamente dopo la conclusione del percorso di studi. Ora spetta al ministro dell’Università e Ricerca Gaetano Manfredi battere un colpo.

 

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