Formazione 14 Ottobre 2021 12:44

Green pass, operatori sanitari si preparano per 1 milione di tamponi al giorno con corso FAD e podcast di Consulcesi

Tortorella (Consulcesi): «Nell’ultima settimana abbiamo registrato un vero e proprio boom di iscrizioni al corso ECM “Un test per tutti. Test di screening diagnostici e il loro funzionamento”: influisce l’attualità ma anche la voglia di non farsi trovare impreparati alla scadenza della proroga»

Green pass, operatori sanitari si preparano per 1 milione di tamponi al giorno con corso FAD e podcast di Consulcesi

Da domani entra in vigore il decreto “super Green pass” che obbliga tutti i lavoratori, privati e pubblici, ad avere il certificato verde per poter continuare ad andare al lavoro. Ad oggi sono 3 milioni i lavoratori senza Green pass, molti dei quali non hanno alcuna intenzione di fare il vaccino. Si prevede quindi che i nostri operatori sanitari saranno costretti a eseguire qualcosa come 1 milione di tamponi al giorno. È probabilmente questo il motivo del vero e proprio boom di iscrizioni al corso di formazione professionale ECM di Sanità In-Formazione per Consulcesi Club intitolato “Un test per tutti. Test di screening diagnostici e il loro funzionamento“.

«La particolare situazione determinatasi con il super Green pass, ma riteniamo anche l’approssimarsi del termine perentorio della scadenza della proroga per mettersi in regola con l’obbligo ECM, come ricordato dal sottosegretario Pierpaolo Sileri e dalle comunicazioni di FNOMCeO e Ordini, ha fatto registrare un’impennata di iscrizioni ai nostri corsi. In particolare, sul corso dei tamponi, negli ultimi 10 giorni c’è stato un incremento delle iscrizioni e delle fruizioni pari al 20% rispetto al trend dei mesi scorsi», spiega Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi.  Per questo è stata anche ulteriormente implementata l’offerta e sarà possibile accedere al corso anche in modalità podcast. «I podcast che introducono e approfondiscono i corsi su Spotify – aggiunge Tortorella -, vanno ad affiancarsi alle video-lessons, i corsi in realtà aumentata, al paziente virtuale, sempre con lo stesso obiettivo: proporre contenuti scientificamente rilevanti, a cura di esperti di alto livello, a cui accedere facilmente grazie al digitale e che possano rendere la formazione un’esperienza coinvolgente e appassionante».

Nel corso si approfondiranno i diversi test in base alle attuali raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS): quindi tamponi antigenici rapidi e semi-quantitativi, tamponi molecolari in RT-PCR e test sierologici quantitativi per il dosaggio degli anticorpi anti-Sars-CoV-2. Si analizzerà la corretta esecuzione del tampone rino-faringeo, gold standard tra le procedure diagnostiche di ricerca del Sars-CoV-2, la vestizione con i dispositivi di protezione individuale prima di eseguire il test, consigli per una buona pratica e infine un focus dedicato al paziente pediatrico. Al termine del corso l’operatore sanitario conoscerà i diversi test di screening e diagnostici ed il loro funzionamento e sarà in grado di eseguire correttamente, in sicurezza, il tampone rino-faringeo come da indicazione dell’ISS.

«Il tampone molecolare oro-nasofaringeo attualmente è considerato il metodo di diagnosi più efficace con maggiore specificità e sensibilità diagnostica», dice Marina Baldi, docente di genetica forense presso l’Università eCampus e una degli esperti del corso ECM. Se fatto bene, è indolore ed è minimamente invasivo. Ai fini dell’ottenimento del Green pass la sua validità è stata recentemente estesa dalle 48 alle 72 ore. «Il test rapido antigenico è invece utile per la ricerca di casi di infezione in atto in un gruppo esteso di persone», afferma Claudio Rizzardi, biologo e specialista in Microbiologia e Virologia, altro docente del corso. «Hanno il vantaggio di essere eseguiti e dare un risultato in un tempo minore rispetto ai test molecolari», aggiunge. Ma la loro validità ai fini del Green pass è di 48 ore,

I test sierologici non sono invece considerati test diagnostici per l’infezione da Covid-19. «Il principale limite del test sierologico – spiega ancora Rizzardi – è la capacità di confermare o meno un’infezione in atto a causa della risposta anticorpale tempo-dipendente e dello scarso valore predittivo positivo dei test, anche nelle prime fasi della malattia. Per questo necessita, in caso di positività, di un test molecolare su tampone per conferma. Pertanto, la strategia d’uso del test sierologico in questo contesto è in via di valutazione».

L’obiettivo di Consulcesi è quindi quello di aiutare gli operatori sanitari a orientarsi in questa “giungla” di test. «Ancora una volta gli operatori sanitari sono chiamati a dare il loro contributo alla gestione di questa emergenza e, stando al numero delle iscrizioni al corso, molti hanno già risposto responsabilmente a questa chiamata», conclude Tortorella.

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