Formazione 6 Settembre 2022 09:26

È arrivato il test di Medicina 2022: il racconto della giornata

Inizia la giornata del test di Medicina: 14.470 i posti a disposizione in tutta Italia. Il racconto dagli atenei di Roma, Napoli, Bologna e Milano. Nelle università le proteste contro il numero chiuso. Dai primi a uscire: complesse biologia e chimica

È arrivato il test di Medicina 2022: il racconto della giornata

È il giorno del test di Medicina 2022. Negli atenei di tutta Italia i ragazzi cominciano ad arrivare ai cancelli e superano i primi controlli per accedere nelle aule del test. L’inizio è previsto alle ore 13, quando verrà estratta la busta e i plichi verranno consegnati a tutti i candidati. Il test si compone di 60 domande a risposta multipla da svolgere in 100 minuti. I posti a disposizione sono 14.470, dunque solo 1 degli iscritti su 4 riuscirà a frequentare la facoltà di Medicina.

Dopo l’annuncio della ministra dell’Università Maria Cristina Messa, che ha annunciato dal 2023 la trasformazione del test in TOLC, anche quest’anno i ragazzi affronteranno una novità. I quesiti di cultura generale, normalmente 16, sono stati ridotti a 4 domande di comprensione del test lasciando più spazio alle materie curriculari: biologia, fisica, matematica e chimica. La ministra ha assicurato che si tratta di un passo verso un test più meritocratico, starà oggi agli studenti stabilire se sarà così. Sui TOLC serpeggia la domanda: con la caduta del governo, verrà mantenuta la promessa?

«In bocca al lupo a tutte le ragazze e i ragazzi che oggi iniziano il loro percorso per diventare medici. Il futuro del Servizio sanitario nazionale è il futuro del nostro Paese», ha scritto su Twitter il ministro della Salute Roberto Speranza.

0re 9.30

ROMA

Flashmob Consulcesi

In Sapienza gli iscritti a sostenere il test sono 4.191, suddivisi sulle sedi di Roma, Rieti e Latina. Preferenze espresse per immatricolarsi a sapienza 2022: 6737 contro i 6591 dello scorso anno. Per i ragazzi obbligo di mascherina Ffp2 per entrare in aula e modello di autocertificazione compilato e firmato. I ragazzi iniziano ad adunarsi di fronte ai cancelli di Piazzale Aldo Moro.

Le aspiranti matricole parlano con tenacia: proveranno ad ottenere uno dei posti a disposizione. Vogliono far valere i mesi, a volte gli anni di studio e sacrificio. Molti provano per la prima volta, con l’agitazione che accompagna l’ignoto. Altri per la seconda e per la terza, convinti ormai di farcela. Parlano di un’estate di studio, in gruppo e da soli, per inseguire un sogno. Al loro fianco tanti genitori e amici.

Di fronte all’ingresso della Sapienza si è svolto un flashmob promosso da Consulcesi, che da anni si occupa di ricorsi verso il test di Medicina. Nella scenetta un giovane candidato arriva in ritardo e trafelato al Test ma nei pochi metri che lo separano dall’ingresso all’università, gli succede di tutto: una suora lo investe in bici, un cuoco che passa da quelle parti gli rovescia del sale addosso e nel frattempo un calciatore con una maglia viola numero 17 lo intralcia palleggiando e si ritrova a passare sotto una scala trasportata da due operai. Una rappresentazione di ciò che significa una “giornata sfortunata”. In conclusione lo striscione: “Tranquilli è solo un flash mob, la fortuna non determina il tuo futuro, le tue azioni sì. Entri a medicina perché è giusto!”.

I ragazzi hanno osservato la scena divertiti: oltre il 68% di loro ammette di essere superstizioso e il 40% si è affidato ad un oggetto portafortuna.

La rettrice Polimeni

A Roma presente anche la rettrice Antonella Polimeni. «Questa è l’ultima volta che i ragazzi avranno un’unica occasione per accedere alla facoltà – ha detto ai giornalisti – dall’anno prossimo, il percorso di opportunità si snoderà sin dalle studentesse e dagli studenti del quarto anno di Superiori. L’evoluzione dell’accesso ai corsi a numero programmato avrà una significativa evoluzione».

«Il numero dei posti è in crescendo – ha proseguito – Sono stati messi a concorso 700 posti in più. La riflessione che va fatta in un contesto sanitario che è sotto gli occhi di tutti è che quello che alcune figure specialistiche (medicina d’urgenza, anestesia e rianimazione) a fronte di numeri che sono stati migliorati vedono delle problematiche che nascono proprio dalle attività troppo pesanti, salari troppo bassi e aggressioni continui».

Sul numero chiuso ha ribadito: «La qualità della formazione non può prescindere da laboratori, strutture cliniche e aule. Quindi i numeri che escono dalla programmazione del MUR sono a funzione della capacità formativa delle singole strutture. Capiamo che i numeri per il concorso di accesso non possono non rendere conto dei requisiti richiesti.

NAPOLI

Gli accessi sono scaglionati e regolari, il candidato più anziano è nato nel 1949. I ragazzi sembrano più sereni rispetto agli anni passati. Complice, dicono, il nuovo assetto del test con meno domande di cultura generale. «Non è ancora abbastanza», dicono alcuni. Chiedono l’abolizione del numero chiuso, argomento molto caldo viste le imminente elezioni politiche.

Di fronte all’entrata un drappello della sigla FGC, Fronte gioventù Comunista, che chiede il libero accesso alla facoltà di Medicina contro il numero chiuso, sistema troppo stringente e non meritocratico. Anche sui TOLC i ragazzi di FGC sono scettici: non soddisfa le loro istanze perché favorisce comunque chi ha maggiori possibilità economiche.

 

BOLOGNA

Anche a Bologna i ragazzi stanno entrando, accompagnati dalla classica calca iniziale. Serpeggia ancora malcontento per questa modalità di selezione. I ragazzi lamentano il grande stress a cui sono sottoposti arrivando a questa giornata. La soluzione configurata è quella dello sbarramento alla francese, una verifica alla fine del primo anno con ingresso libero.

In Emilia Romagna saranno in totale 1.135 i posti disponibili più 130 per gli studenti di lingua inglese e sono così ripartiti negli Atenei: a Bologna 364 e 70 per gli studenti di lingua inglese; a Forlì, 90; Ravenna, 90; a Ferrara, 419; a Modena, 172; a Parma, 240 e a Piacenza 60 per gli studenti di lingua inglese.

MILANO

Sono ancora pochi i ragazzi di fronte alla Statale, ma il numero totale è di 2.194. Oltre alla provincia di Milano che conta 1822 partecipanti, la seconda più presente è Bergamo con 228, poi Sondrio con 45. Il candidato più giovane ha 17 anni, il più anziano 72.

Presente anche il presidente Consulcesi Massimo Tortorella. «Quest’anno abbiamo scelto un flashmob particolare perché riteniamo che i test di ammissione siano iniqui e ingiusti, si basano quasi solo sull’avere fortuna. Per questo in un modo divertente vogliamo rappresentare come gli studenti interpretano l’ingresso nella facoltà prescelta: un colpo di fortuna. Ora con il nuovo governo cercheremo di fare di tutto perché questo sistema cambi in un processo dove mancano medici e le pandemie rappresenteranno un problema del futuro. Il sistema va cambiato, per questo chi non riuscisse “per sfortuna” a passare il test, c’è il tema del ricorso al Tar per far rispettare un proprio diritto!»

 

ore 12.30

ROMA

Prosegue l’accesso nelle aule del test che inizierà alle ore 13. Rigorosi e attenti alle procedure anti-Covid, i ragazzi seguono un procedimento di disinfezione con mascherina Ffp2 (se non l’hanno viene loro data) e consegnano il modulo di autocertificazione e il documento. Non possono avere borse con sé e sono obbligati a separarsi da qualsiasi oggetto che permetta loro di comunicare con l’esterno. Se non hanno la borsa vengono dotati di una bustina. I ragazzi ricevono un posto in aula, a due spazi dall’altro e una penna nera che sarà l’unica con cui potranno completare il test.

 

 

NAPOLI

La presidente di commissione, Antonella Scorziello, accoglie con favore il nuovo test e parla di una vera e propria rivoluzione con i TOLC, di cui vanno definite le linee guida. I ragazzi cominciano a sedersi nelle aule e si tranquillizzano tra loro.

MILANO

I ragazzi sono entrati nelle aule suddivise per data di nascita. Le procedure anti-Covid sono state rispettate e il controllo si è mosso con velocità gestendo gli ingressi per restare in tempo. I ragazzi all’ingresso erano soddisfatti per l’eliminazione della cultura generale: tra 100 minuti verificheremo le sensazioni all’uscita.

ore 14.30

I ragazzi cominciano ad uscire e arrivano le prime indiscrezioni sulle domande: difficili biologia e chimica, per qualcuno ancora qualche domanda di troppo su argomenti non inerenti. In generale si osserva un miglioramento nella qualità del test da parte dei candidati, che hanno raccontato ai nostri microfoni di aver indirizzato meglio lo studio quest’anno.

Studenti del classico per le domande di cultura generale

Alcuni, studenti del liceo classico, sottolineano un punto interessante. Spiegano che cultura generale per loro rappresentava un tentativo in più per riuscire ad accumulare punteggio. Nel liceo dove le materie letterarie sono prevalenti, quelle scientifiche che determinano l’ingresso alla facoltà di Medicina devono spesso essere approfondite a parte. Dunque alcune aspiranti matricole avrebbero preferito un maggiore equilibrio e non l’eliminazione totale dei quesiti generici: «Il medico deve avere una formazione a tutto tondo!», hanno spiegato.

In generale si celebra l’arrivo dei TOLC: tanti ragazzi ribadiscono che la possibilità di ripetere più volte il test potrà aiutarli ad avere più possibilità e alcuni lo definiscono «un test più adatto alla nostra generazione». Per ora in alcune facoltà di ingegneria e architettura questa modalità è già in uso e dà risultati promettenti.

Sulla modalità TOLC uso internet e a proprio agio, meno ansia. Sogno fin da bambino, familiari o esperienze con malattia. Cultura generale non serve per medicina, studenti del classico però più in difficoltà.

Sogni di bambini

Ogni anno è sempre molto interessante interpellare i ragazzi sul perché si trovano al test di Medicina. Per tanti è un sogno che inizia da bambini: quando scoprono che esiste una professione che aiuta gli altri curandoli. Cominciano con i giochi, poi con altri bambini e rinforzano sempre più il desiderio di diventarlo. Fino al momento del test in cui sperano di poter concedere a sé stessi quello che hanno sempre voluto. Un sogno spesso spezzato dal test e inseguito con i ricorsi, per poter proseguire in quello che si è scelto. Ancora molti i ragazzi che scelgono di fare ricorso al TAR per affermare i propri diritti e che vivono come un’ingiustizia l’esclusione dalla professione che sognano.

Per altri si tratta di una sfida. Dopo aver vissuto in prima persona una malattia difficile da curare in prima persona o sulla pelle di un parente molto caro. «Voglio fare il medico per trovare una cura alla malattia di mia sorella» racconta una ragazza dallo sguardo intenso. Un altro parla della propria patologia autoimmune e immagina un futuro roseo grazie alle proprie scoperte. Medicina è prima di tutto una vocazione per tanti e proprio per questo l’esclusione provoca tanto dolore e scoramento. La speranza è che dal prossimo anno si possa sognare ancora più in grande, ma sarà possibile?

 

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