La Società Italiana dell’Obesità propone di partire dalle persone con BMI superiore a 40, o superiore a 35 in presenza di altre patologie
Ampliare l’accesso ai nuovi farmaci contro l’obesità, partendo dai pazienti con le forme più gravi della malattia. È la proposta avanzata dalla Società Italiana dell’Obesità (SIO), che indica come possibile platea iniziale le persone con BMI superiore a 40 kg/m² oppure superiore a 35 kg/m² in presenza di comorbidità.
La questione riguarda anche l’accessibilità economica delle nuove terapie. Semaglutide, liraglutide e tirzepatide, quando prescritte per la gestione del peso, sono attualmente in classe C e quindi non sono rimborsate dal Servizio sanitario nazionale. Per tirzepatide la situazione cambia quando il farmaco viene utilizzato per il diabete di tipo 2: in questa indicazione può essere rimborsato dal SSN secondo le condizioni stabilite dall’AIFA. Esistono inoltre alcune eccezioni per forme rare di obesità su base genetica. È il caso di setmelanotide, rimborsabile in presenza di specifiche condizioni genetiche e secondo criteri definiti dall’AIFA. Si tratta però di situazioni molto diverse dall’obesità che interessa la gran parte dei pazienti.
I dati AIFA mostrano una crescita significativa del ricorso a questi medicinali. Le confezioni di farmaci a base di semaglutide acquistate privatamente sono passate da circa 29.700 nel 2020 a oltre 326 mila nel 2024, anche se il dato comprende utilizzi per indicazioni diverse e non può essere riferito interamente al trattamento dell’obesità. Più indicativo è il dato relativo ai medicinali autorizzati per la gestione del peso: nel 2024 gli acquisti nel canale privato sono aumentati del 142,8% rispetto all’anno precedente.
La proposta della SIO punta dunque a individuare una priorità: garantire inizialmente l’eventuale copertura pubblica ai pazienti con obesità più grave e maggiore rischio di complicanze. Una possibile rimborsabilità non sarebbe però automatica. Spetta all’AIFA valutare le condizioni per porre un farmaco a carico del SSN, considerando benefici clinici, appropriatezza e sostenibilità economica. Nel frattempo resta un elemento concreto: per semaglutide, liraglutide e tirzepatide utilizzate nella gestione del peso, il costo è oggi sostenuto dal cittadino. La discussione aperta dalla SIO riguarda quindi come ampliare l’accesso alle nuove terapie, individuando criteri che tengano insieme gravità della malattia, equità e sostenibilità per il Servizio sanitario nazionale.