Ex-Specializzandi 14 Settembre 2020

Ex specializzandi, dopo i Ddl arriva la petizione. Dalla politica sostegno bipartisan

La petizione, lanciata da Consulcesi su Change.org, ha come obiettivo quello di dare ulteriore spinta ai Disegni di legge presentati in Parlamento

Due Ddl per superare definitivamente la questione degli ex specializzandi non pagati (o retribuiti solo parzialmente) tra il 1978 e il 2006, a cui si aggiunge una petizione sulla piattaforma Change.org che permette a tutti i cittadini, non solo dunque ai medici, di esprimere il desiderio che venga fatta una volta per tutte giustizia.

«In questi anni – spiega Vasco Errani, Senatore LeU – sono state vinte diverse cause in tribunale, dove è stato pienamente riconosciuto il diritto dei medici. Stiamo dunque cercando un modo per dare una risposta di giustizia e di equità, cercando nello stesso tempo una soluzione transattiva per non pesare troppo sulle casse dello Stato».

«Anche io ho sottoscritto la petizione lanciata dal gruppo Consulcesi a sostegno degli ex specializzandi che per troppi anni non hanno visto riconosciuto il loro pieno e legittimo diritto ad una retribuzione – spiega Antonio Saccone, Senatore Udc –. Abbiamo un’occasione storica rappresentata dai fondi dell’Unione europea. Finalmente si può sanare una ferita che rischiava di essere dimenticata».

«Con questa petizione possiamo finalmente far valere i sacrosanti diritti dei medici italiani – afferma Antonio Maria Rinaldi, Europarlamentare della Lega –. Sono state attivate delle iniziative parlamentari bipartisan per superare la questione. In questo momento dobbiamo veramente tanto a tutti i medici che si sono sacrificati in prima persona per l’emergenza Covid».

«Si tratta di un tema che sta a cuore non solo ai medici che si sono specializzati in quegli anni – conclude Nazario Pagano, Senatore di Forza Italia –. Significa sostanzialmente adeguarci agli altri Paesi dell’Unione europea. Con questa petizione e il sostegno dei medici i due Disegni di legge possono avere la spinta giusta».

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