Uno studio del King’s College London su oltre 228mila adulti della UK Biobank rileva un’associazione tra alimentazione di tipo mediterraneo e minore probabilità di acne, soprattutto nelle donne.
Una dieta in stile mediterraneo, ricca di verdura, frutta, cereali integrali e grassi sani, è associata a una minore probabilità di acne negli adulti, soprattutto nelle donne. È quanto emerge da uno studio del King’s College di Londra, pubblicato sul Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology, che ha analizzato i dati di 228.757 partecipanti alla UK Biobank. I ricercatori hanno identificato 1.603 persone con acne sulla base di diagnosi recenti riportate nei dati sanitari o dai partecipanti stessi.
L’analisi ha considerato sia la qualità complessiva dell’alimentazione sia il consumo di specifici gruppi alimentari. Negli uomini, invece, le diete povere di carboidrati e ricche di alimenti di origine animale sono risultate associate a una maggiore probabilità di acne. Lo studio affronta un ambito ancora poco documentato: sebbene l’acne sia frequente nell’adolescenza, può persistere anche nell’età adulta e colpisce circa un adulto su dieci nel Regno Unito.
L’analisi ha evidenziato associazioni differenti anche in relazione ai singoli alimenti. Negli adulti che consumavano maggiormente verdure cotte, formaggio e yogurt è stata osservata una minore probabilità di acne, mentre il consumo di latte scremato e dessert a base di latte è risultato associato a una maggiore probabilità della condizione. I risultati suggeriscono quindi che il rapporto tra alimentazione e acne potrebbe essere più articolato della semplice indicazione di eliminare tutti i latticini o gli alimenti zuccherati dalla dieta.
Le differenze tra i prodotti lattiero-caseari sono state sottolineate anche da Bochen Li, primo autore dello studio e dottorando al King’s College di Londra: “Le differenze che abbiamo osservato tra i vari prodotti lattiero-caseari sono risultate interessanti. Da una prospettiva epidemiologica, i nostri risultati suggeriscono che i latticini non dovrebbero essere considerati come un’unica categoria nello studio dell’acne”.
Secondo Li, i prodotti fermentati, come yogurt e, in alcune analisi, formaggio, hanno mostrato associazioni differenti rispetto al latte scremato e ai dessert a base di latte. Questi dati potrebbero orientare ulteriori ricerche sul rapporto tra le diverse tipologie di latticini e l’acne.
Un altro elemento emerso dallo studio riguarda le differenze osservate tra uomini e donne. L’associazione tra una dieta complessivamente più vicina al modello mediterraneo e una minore probabilità di acne è risultata particolarmente evidente nelle donne, mentre negli uomini le diete povere di carboidrati e più ricche di alimenti di origine animale sono state associate a una maggiore probabilità della condizione. Bochen Li ha sottolineato che queste differenze potrebbero essere legate a fattori biologici, inclusi gli ormoni, ma anche a differenze nelle abitudini alimentari, nella segnalazione dei sintomi e nell’utilizzo dei servizi sanitari. L’acne, infatti, è più comune nelle donne in età adulta, un dato che ha portato a considerare anche il possibile ruolo dei fattori ormonali.
“Il nostro studio mirava a esaminare se la qualità generale della dieta e specifici gruppi alimentari siano associati all’acne negli adulti”, ha spiegato Li. “I nostri risultati preliminari suggeriscono che la dieta potrebbe avere un impatto diverso sull’acne nelle donne e negli uomini”.
Gli autori invitano però alla cautela nell’interpretazione dei risultati. Lo studio osservazionale evidenzia infatti delle associazioni tra alimentazione e acne, ma non dimostra che una determinata dieta possa causare o prevenire la condizione. Come ha sottolineato Wendy Hall, autrice corrispondente della ricerca, gli adulti con acne tendono ad avere un’alimentazione complessivamente meno sana e le associazioni osservate potrebbero differire tra uomini e donne.
Anche il rapporto con i latticini richiede ulteriori approfondimenti. “Questo studio non può affermare con certezza che la dieta causi o prevenga l’acne, ma ci fornisce importanti indizi sui modelli alimentari che dovremmo ora testare negli studi clinici”, ha spiegato Hall.
Secondo la ricercatrice, portare avanti questa linea di ricerca permetterà di verificare se un’alimentazione sana che includa anche alimenti come formaggio e yogurt possa contribuire a ridurre il peso dell’acne, una condizione che può avere un impatto significativo sul benessere delle persone.
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