Salute 2 Novembre 2026 10:52

Creatività artistica associata a una salute mentale più fragile

Uno studio pubblicato su Molecular Psychiatry evidenzia un contributo genetico all'associazione tra creatività artistica e difficoltà psicologiche. La creatività scientifica mostra risultati differenti.

di Arnaldo Iodice
Creatività artistica associata a una salute mentale più fragile

Un’elevata creatività artistica è associata a una salute mentale più fragile, mentre quella scientifica non sembra presentare lo stesso legame. È quanto emerge da uno studio condotto da ricercatori del Max Planck Institute for Empirical Aesthetics, del Karolinska Institutet e di altre istituzioni, pubblicato su Molecular Psychiatry.

L’indagine ha analizzato i dati di 14.658 gemelli residenti in Svezia, raccolti attraverso due rilevazioni effettuate nel 2012-2013 e nel 2022-2023. L’obiettivo era approfondire una relazione sulla quale gli studi precedenti avevano prodotto risultati contrastanti, distinguendo tra diverse forme di creatività e valutando sia i sintomi psichiatrici riferiti dai partecipanti sia le diagnosi presenti nei registri sanitari. I risultati indicano che la creatività artistica è associata a un numero leggermente maggiore di problemi di salute mentale, mentre quella scientifica non presenta correlazioni significative con la maggior parte dei disturbi considerati.

Lo studio ha coinvolto oltre 14mila gemelli e misurato diverse forme di creatività

La ricerca ha utilizzato i risultati di due questionari somministrati a gemelli svedesi in un arco temporale di dieci anni. Dei 14.658 partecipanti complessivi, 6.419 hanno preso parte a entrambe le rilevazioni, consentendo ai ricercatori di esaminare anche l’evoluzione delle caratteristiche individuali nel tempo. La creatività è stata valutata considerando i risultati raggiunti in diversi ambiti artistici, tra cui musica, scrittura, danza, teatro e arti visive, ma anche in campo scientifico e nell’inventiva. Sono state inoltre raccolte informazioni sulle professioni svolte dai partecipanti e sulla loro apertura all’esperienza, una caratteristica della personalità associata alla curiosità e alla disponibilità verso nuove idee e situazioni.

La seconda rilevazione ha introdotto anche una misura del pensiero divergente, cioè la capacità di generare molteplici idee o soluzioni davanti a un problema. Per valutarla, ai partecipanti è stato chiesto di elencare dieci parole con significati il più possibile differenti tra loro. Sul versante della salute mentale, i ricercatori hanno preso in considerazione sia i sintomi riferiti attraverso questionari di autovalutazione sia le diagnosi psichiatriche registrate nei sistemi sanitari svedesi, comprese quelle relative al disturbo bipolare e alla depressione maggiore.

Questa pluralità di indicatori ha permesso di evitare che la creatività venisse identificata con una sola capacità o con il semplice svolgimento di una professione artistica.

Il confronto tra gemelli identici per distinguere il ruolo dei geni e dell’ambiente

Uno degli aspetti più rilevanti dell’indagine riguarda il confronto tra gemelli identici, che condividono quasi tutto il patrimonio genetico e una parte significativa dell’ambiente di crescita. I ricercatori hanno utilizzato questo approccio per verificare se le associazioni tra creatività e salute mentale rimanessero osservabili anche tenendo conto delle influenze genetiche e ambientali condivise all’interno delle coppie. L’analisi ha considerato le differenze individuali nei risultati creativi, nei sintomi psichiatrici autoriferiti e nelle diagnosi cliniche.

Il gruppo ha inoltre esaminato la predisposizione genetica dei partecipanti, cercando di capire se il rischio ereditario di sviluppare disturbi mentali potesse predire i livelli di creatività e, viceversa, se la predisposizione genetica alla creatività fosse associata alla salute mentale. I risultati indicano che le influenze genetiche condivise contribuiscono in misura importante alla relazione osservata tra creatività artistica e difficoltà psicologiche. Questo elemento, tuttavia, non dimostra che il rapporto sia determinato esclusivamente dai geni. Come sottolineato dai ricercatori, anche i fattori ambientali potrebbero contribuire all’associazione e richiedono ulteriori approfondimenti. L’indagine ha inoltre evidenziato che i sintomi depressivi nelle fasi iniziali della vita predicevano una maggiore apertura all’esperienza in un momento successivo, un’associazione rimasta osservabile anche nel confronto tra gemelli identici.

Nessun rapporto semplice tra genio e sofferenza psicologica: servono nuove ricerche

Nel complesso, i risultati suggeriscono che il rapporto tra creatività e salute mentale sia più articolato di quanto lasci intendere la tradizionale convinzione secondo cui genio e follia sarebbero strettamente collegati. L’associazione osservata riguarda soprattutto la creatività artistica, mentre quella scientifica non mostra una relazione significativa con la maggior parte delle condizioni psichiatriche esaminate. Per alcune misure, anzi, la creatività scientifica risulta associata a minori difficoltà di salute mentale. Si tratta di differenze importanti, che potrebbero spiegare almeno in parte le conclusioni contrastanti raggiunte dalle ricerche precedenti, spesso caratterizzate dall’utilizzo di definizioni e indicatori differenti della creatività.

Secondo Miriam A. Mosing, coautrice senior dello studio, non è quindi opportuno considerare tutte le forme di creatività come un fenomeno unitario quando si analizza il loro rapporto con il benessere psicologico. La combinazione di attività artistiche e scientifiche in un’unica misura potrebbe infatti nascondere associazioni specifiche e condurre a interpretazioni fuorvianti.

Anche Penghao Xia, primo autore della ricerca, sottolinea che il contributo genetico emerso dall’indagine non esclude l’importanza dell’ambiente. Sarà necessario approfondire quali geni intervengano nella relazione tra creatività artistica e salute mentale e attraverso quali meccanismi biologici e psicologici.

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