Contributi e Opinioni 6 Giugno 2019

Veterinaria aggredita con un coltello, SIVeMP scrive ai ministri

Al Ministro della Salute On.le Giulia Grillo Al Ministro dell’Interno On.le Matteo Salvini LORO SEDI Prot. n. 200/3.4  – Roma 06 giugno 2019 Oggetto: Attentati alla incolumità dei medici veterinari dirigenti del Ssn Richiesta convocazione urgente Ill.mi Sigg. Ministri, l’ennesimo attentato alla incolumità di un medico veterinario dirigente del Ssn richiede una immediata presa di […]

Al Ministro della Salute
On.le Giulia Grillo

Al Ministro dell’Interno
On.le Matteo Salvini

LORO SEDI

Prot. n. 200/3.4  – Roma 06 giugno 2019
Oggetto: Attentati alla incolumità dei medici veterinari dirigenti del Ssn
Richiesta convocazione urgente

Ill.mi Sigg. Ministri,

l’ennesimo attentato alla incolumità di un medico veterinario dirigente del Ssn richiede una immediata presa di posizione e non consente ulteriori tentennamenti delle istituzioni.

Occorre da tempo, e il precipitare degli eventi impone, una rapida revisione delle inadeguate misure sino ad oggi adottate e un piano di serio contrasto e prevenzione a tutela dei lavoratori della prevenzione che operano prevalentemente – per chi non lo sapesse – al di fuori dei presidi delle aziende sanitarie, quasi sempre in zone rurali poco collegate, prive di copertura telefonica o in stabilimenti industriali che per la loro natura altamente “infortunistica” sommano condizioni che aumentano li disagio lavorativo dei veterinari ufficiali e incrementano il rischio di lesioni fisiche che vanno ad aggiungersi ad aggressioni verbali e intimidazioni, sempre più frequenti.

La giovane collega, dottoressa, Veterinario dirigente della ATS della Sardegna, è stata minacciata con un coltello puntato al collo mentre operava in un macello al fine di garantire il benessere animale e la salubrità delle carni macellate.

Di fronte a un nuovo atto violento e intimidatorio perpetrato nei confronti di un veterinario, le SSLL non possono pensare di aver risposto efficacemente alla richiesta di intervento adeguato che da anni rivolgiamo ai ministeri in indirizzo.

L’unica iniziativa che è stata adottata un po’ ovunque dalle ASL: un piano di rotazione del personale volto a mitigare l’eventuale percezione di un’eccessiva personalizzazione del servizio, servito solo a delegittimare i veterinari ufficiali trasferiti dopo che, operando con giusto rigore, hanno fatto raggiungere gli importanti obiettivi sanitari di cui Assessori e Ministero della salute si possono vantare.

La “rotazione” mette sempre gente nuova (e meno esperta) davanti a problemi vecchi. Nei casi più pericolosi mette a rotazione nuovi bersagli davanti alla roulette russa.

Chi va a lavorare in sostituzione di un collega in un posto dove le condizioni non sono cambiate, dovrà difendersi da pericoli che non sono stati rimossi.

Dove ci sono operatori che ritengono di poter impunemente infrangere le leggi continuando a farla franca e non si interviene con la forza necessaria di tutta la pubblica amministrazione, sembra che sia stato trasferito per punizione proprio il collega che ha lavorato con giusto rigore.

Ciò che noi abbiamo sempre chiesto, una soluzione indubbiamente più costosa, ma più efficace se non si vuole che i danni li subiscano in prima persona i singoli veterinari, consiste nell’affrontare e presidiare le situazioni più critiche con équipe di più veterinari e tecnici della prevenzione.

Nessun veterinario ufficiale di polizia giudiziaria (dirigente o convenzionato) può essere inviato ad agire nelle sue funzioni preventive e soprattutto repressive senza la dovuta copertura nei territori a legalità limitata e nelle aziende zootecniche o alimentari i cui titolari o operatori alimentari manifestano resistenza alle norme di sanità pubblica.

L’attività dei Servizi Veterinari si realizza grazie alla dedizione, alla serietà e all’impegno dei veterinari ufficiali. Il raggiungimento di standard di sicurezza sanitaria indispensabili alla nostra economia dipende dalla serenità ed efficacia del loro lavoro.

Non vorremo che l’inerzia delle istituzioni dopo questa ennesima chiamata ci costringa ad attuare azioni sindacali emergenziali quanto dannose per l’economia nazionale.

Attendiamo una convocazione ai massimi livelli per affrontare nel dettaglio la problematica e formulare proposte.

Distinti saluti.

Il Segretario Nazionale
Dott. Aldo Grasselli

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