Contributi e Opinioni 3 Aprile 2020 17:58

Portiamo la musica in ospedale. Non si tratta di un lusso, ma di un elemento necessario a tutti

Può la musica rispondere al bisogno di sostegno emotivo per i ricoverati ammalati di Coronavirus?

di Alessio Pesce, Infermiere Ospedale Santa Maria Misericordia, Albenga

Le persone “vivono” sole in un letto di ospedale.

Le persone in questa condizione non possono avere familiari, amici, conoscenti al proprio fianco, nessuna risorsa umana e sociale, se non quei sanitari, che, ogni giorno, attraverso tute, camici, visiere e guanti se ne prendono cura.

Persone sole con paure, incertezze, impotenti di ciò che accade fuori e dentro di sé. Un’espressione sui volti, talmente sconfortante da ricordarci come le emozioni e lo stato d’animo possano purtroppo giocare a favore e non contro il virus.

Qualche giorno fa mi sono chiesto: “Può la musica rispondere al bisogno di sostegno emotivo per i nostri ricoverati ammalati di Coronavirus? Può la musica allietare le nostre giornate di sacrificio alla cura di queste persone?”.

È stato facile per me rispondere con un sì. Ho sempre creduto nei benefici della musica in ospedale fino a crearne, non molti anni fa, una tesi di Laurea, valutando le aspettative e i benefici attribuiti ad essa dai nostri pazienti, anche in condizioni di forte disagio pre-operatorio. Sappiamo da prove scientifiche, che la musica può limitare l’ansia, distrarre, ridurre il dolore percepito, favorire l’alimentazione, il tono d’umore, l’interazione sociale, promuovere un ambiente di cura rassicurante, fino a limitare, in casi controllati, la necessità di farmaci ansiolitici ed antidolorifici. Comprovati effetti positivi sul paziente, il personale e l’ambiente, anche in termini di sostenibilità del servizio, e quindi di costi ridotti.

Non ci sono state più scuse per non mettere una freccia in più al nostro arco, contro il virus. E’ stato semplice coinvolgere il Primario di struttura, il Dr. Teresiano De Franceschi, da subito disponibile ad affiancarmi per promuovere questo nuovo progetto: diffondere la Musica in tutto il secondo piano dell’Ospedale Ingauno, nelle nostre corsie di Medicina Area Gialla Covid-19. Grazie alla squadra di tecnici dell’ospedale è stato possibile adattare un impianto audio per comunicazioni interne in uno strumento per la filodiffusione musicale, in grado di proporre il servizio in modo continuativo nell’arco delle ore diurne ed a volumi contenuti, di circa 60-70 dB, attraverso decine di altoparlanti presenti in ogni corsia, attivati e disattivati da un timer centralizzato, progettato per tale scopo. Un progetto che si avvale delle linee guida internazionali del “Joanna Briggs Institute” per un intervento di “Music Medicine” nelle strutture ospedaliere.

Questo progetto, nel suo piccolo, vuole essere anche un invito alle Istituzioni, Aziende ospedaliere e non, affinché tutti possano trovare strategie per “adottare” la musica come intervento assistenziale, ivi compresi gli artisti, le emittenti radiofoniche, televisive e i media in genere, per evidenziare una volta di più che la musica, nel suo indiscusso linguaggio universale, non conoscendo barriere né confini, possa altresì varcare le soglie ospedaliere e portare piacere e sollievo a tutti: pazienti e personale sanitario.

Portiamo dunque la musica in ospedale. Dobbiamo convincerci che non si tratta di un “lusso”, bensì di un elemento “necessario” a tutti.

Articoli correlati
Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo
Al 12 agosto, sono 588.479.576 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.430.693 i decessi. Ad oggi, oltre 12 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE. I casi in Italia Il bollettino del 12 agosto: Oggi in Italia il totale delle persone che hanno contratto il […]
Musicoterapia o intervento musicale? Le differenze spiegate dall’esperto
Il musicoterapeuta AIM Filippo Giordano: «Gli effetti della musicoterapia su pazienti Covid-19 portino a rivalutare questa branca»
Suona Jingle Bells in sala operatoria mentre il neurochirurgo gli asporta un tumore cerebrale
E. 50 anni, musicista, è il protagonista di un intervento di chirurgia da sveglio effettuato presso la neurochirurgia dell’ospedale di Cremona dal dottor Antonio Fioravanti: «Successo di squadra»
SARS-CoV-2, Clerici (Uni Milano): «Evolve in modo non favorevole. Vaccino unica arma che abbiamo»
Una ricerca dell’IRCCS Eugenio Medea e dell’Università degli Studi di Milano ha preso in esame più di 800 mila sequenze di SARS-CoV-2
di Federica Bosco
Con la FitnessWalk il benessere dopo il Covid si ritrova camminando a ritmo di musica
Per la dottoressa Marisa Gualea (medico di medicina dello sport Università di Pavia) è importante camminare e praticare attività aerobica personalizzata. Per provare la FitnessWalk e sostenere il progetto di ricerca per sconfiggere il tumore al seno con le nanosfere d’oro intelligenti, appuntamento con la Yac FitnessWalk il 24 giugno a Pavia
di Federica Bosco
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 12 agosto, sono 588.479.576 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.430.693 i decessi. Ad oggi, oltre 12 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Covid-19, che fare se...?

Paracetamolo o ibuprofene, cosa prendere contro i sintomi del Covid?

È la domanda che si fanno molti di coloro che sono stati colpiti lievemente dal virus Sars-CoV-2
Salute

Troppi malori improvvisi tra i giovani, uno studio rivela la causa

Alessandro Capucci, professore ordinario di malattie dell’apparato cardiovascolare, spiega come un eccesso di catecolamine circolanti possa determinare un danno cardiaco a volte fatale