Contributi e Opinioni 10 Ottobre 2022 12:17

L’ospedale sicuro e il “paradosso del green”

Egregio direttore, erano tutti, in realtà, orgogliosi quei semplici e immaginari cittadini che frequentavano con piena fiducia gli ambienti di quella struttura ospedaliera dove avevano trovato sempre risposte certe e soluzioni terapeutiche aggiornate verso i problemi sanitari che si presentavano a carico del loro stato di salute. Così come altamente fiero era allo stesso tempo […]

di Emilio Piccione, Emerito di Ginecologia e Ostetricia, Università di Roma Tor Vergata e Cattolica NSBC di Tirana
L’ospedale sicuro e il “paradosso del green”

Egregio direttore,

erano tutti, in realtà, orgogliosi quei semplici e immaginari cittadini che frequentavano con piena fiducia gli ambienti di quella struttura ospedaliera dove avevano trovato sempre risposte certe e soluzioni terapeutiche aggiornate verso i problemi sanitari che si presentavano a carico del loro stato di salute. Così come altamente fiero era allo stesso tempo il corpo medico tutto nel lavorare in quel contesto ospedaliero che era stato definito essere “sicuro” fin dall’avvio della sua attività, facendone di questo fine l’obiettivo principale e vero della missione cui la struttura ospedaliera stessa era stata ed è tutt’ora destinata.

Vi era, però, nel ben organizzato contesto  di questa sicurezza, solo una nota che sapeva di vistosa stonatura e  di disturbo immotivato verso quanto, con evidenti e non comuni sforzi,  si stava realizzando per arginare e gestire gli effetti della pandemia che era occorsa.

Era stata, questa nota, configurata dall’utenza nel cosiddetto “paradosso del green”. Un paradosso ben evidente ed inquietante al tempo stesso, perché tendeva a ledere l’immagine e la serietà operativa della struttura assistenziale di cui stiamo raccontando, rischiando al tempo stesso  di dequalificare la figura di quel modo di “fare” il medico nel contesto di un sistema sanitario che si fregiava essere sicuro”. Perché, portare quella divisa verde, che abitualmente è di uso dei chirurghi che lavorano nelle sale operatorie, da parte di chi per ragioni di praticità o per comodità la veste in modo non protetto dal camice bianco nelle ore che sono di lavoro ma destinate ad altri ambienti che non sono di pertinenza propriamente chirurgica, altro non è che un’offesa al rispetto che, invece, l’essere medico comporta e alla responsabilità che deve sempre essere distintiva dell’arte medica che si sta esercitando o professando.

Preoccupante, ahimè, questo paradosso perché è la stessa figura professionale medica che, così facendo, rischia di dequalificare proprio se’ stessa attraverso la mancata osservazione di comportamenti deontologici corretti e che spesso non sembrano essere visti come illegittimi sul piano della disciplina. Sì, proprio quei comportamenti che vedono figure mediche, il più delle volte giovani, aggirarsi tra i corridoi e i locali ospedalieri senza il rispetto di quelle norme definite della “vestizione” che ne caratterizzano, poi, l’osservanza dei più corretti principi dell’igiene, oltre al rispetto di una specifica, solida etichetta. Amara constatazione, questa, perché ci ricorda tutto ciò su cui chi esercita la professione medica ha giurato nel segno di quei valori, primi  tra questi l’impegno di essere garante di un codice etico e di decoro con cui esprimersi nel proprio ruolo professionale.

Finché non si daranno regole ben precise che sanzionino chi manca di rispetto non osservando un corretto e specifico comportamento richiesto dalla figura professionale che si rappresenta, allora ogni campagna informativa, educativa, così come ogni azione organizzativa tesa ad individuare e ad arginare la diffusione di qualsivoglia pandemia, risulterà senza alcun dubbio poco efficace.

Non solo, ma  se non si agirà quanto prima possibile nell’auspicata direzione, ciò che, ovvio a dirsi, ne uscirà indebolito nella sua piena dignità sarà il senso carismatico che ancora appartiene alla figura medica che sarà destinata a subire sempre di più, nel corso del suo lavoro soprattutto pubblico, offese verbali e aggressioni fisiche, oggigiorno così preoccupanti, appunto, per la loro inaspettata e rapida escalation.

Vista dal di fuori, sarebbe indubbiamente questa, ma neanche vorremmo immaginarla,  la più violenta aggressione che possa essere rivolta a tutto il corpo medico! Un’aggressione che sarebbe assolutamente inaccettabile perché avrebbe il sapore di una delusione, anzi di una sconfitta morale  vera e propria!

Ecco perché ad ogni camice bianco si deve chiedere oggigiorno ,più che mai, di obbedire a quel forte senso di corporativismo che rifacendosi al giuramento di Ippocrate unisce in modo forte e indistruttibile la categoria medica tutta, a difesa dei suoi presupposti ed obiettivi e che non possono, non devono essere per niente scalfiti da chi vuole, viceversa, privarli di ogni significato.

L’auspicio è che anche le istituzioni competenti siano tanto sensibili quanto attente alla gestione risolutiva di tutte quelle problematiche qual è quella, per esempio, appena portata alla ribalta in questa sede, e che diano piena fiducia nel sapere spezzare proprio ab initio ogni fenomeno che possa ledere quell’immagine di dignità che deve essere propria di chi esercita la professione medico-chirurgica.

A cominciare dal debellare quell’imbarazzante paradosso, il cosiddetto paradosso del “green”, certamente di piccola portata ma sicuramente di profondo significato, che è stato oggetto di queste semplici, ma dovute nostre riflessioni.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
La Sanità è diventata un bene di lusso, cresce l’impoverimento delle famiglie
Secondo il 19° Rapporto del CREA Sanità "al Ssn servono 15 miliardi per non aumentare il distacco dal resto dell’UE, personale carente e sottopagato. Rispetto ai partner EU, il nostro Paese investe meno nella Sanità, aumenta la spesa privata ed è a rischio l’equità del sistema". Digitalizzazione necessaria per le “nuove cronicità"
Medici di famiglia sull’orlo di una crisi di nervi… Stressati 9 su 10. Pesano Covid, burocrazia e Whatsapp
Il malessere dei medici di famiglia, tra carenza di colleghi, difficoltà a trovare sostituti e una burocrazia sempre più elevata, «è palpabile» e arriva a sfiorare il 90% di professionisti. Lo dicono i sindacati, gli esperti di sanità, gli analisti del settore. E lo dicono i pensionamenti anticipati che crescono
di V.A.
Medici e cittadini contro la deriva del Ssn: manifestazioni il 15 giugno nelle piazze e sciopero in vista
Fermare la deriva verso cui sta andando il nostro Servizio sanitario nazionale, con liste di attesa lunghissime per accedere alle prestazioni, personale medico e infermieristico allo stremo, contratti non rinnovati e risorse insufficienti per far fronte all’invecchiamento progressivo della nostra popolazione e dunque della crescente richiesta di cure per malattie croniche. E’ l’appello che arriva […]
SSN, Camera approva mozioni. Quartini (M5S): «Investire almeno il 10% della spesa sanitaria in prevenzione»
Il capogruppo pentastellato in commissione Affari sociali boccia le politiche sulla sanità del governo Meloni: «Continua definanziamento, almeno 8% del PIL vada a spesa sanitaria». E contesta il numero chiuso a Medicina
«Diritto alle cure a rischio senza personale», le richieste dei medici in piazza a Roma. E Schillaci convoca i sindacati
A Roma significativa adesione per la manifestazione dell’intersindacale medica convocata per denunciare le sempre più difficili condizioni di lavoro dei camici bianchi stretti tra turni massacranti e stipendi tra i più bassi d’Europa. Ben 8mila camici bianchi hanno lasciato il SSN tra il 2019 e il 2021
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Politica

Approvato in Consiglio dei Ministri il “decreto anziani”. Normata anche la figura del Caregiver

Approvato in via preliminare il Decreto Legislativo sulle politiche in favore delle persone anziane in attuazione della Legge Delega n. 53 del 23 marzo 2023. Stanziamenti per 500 milioni di euro nel b...
di CdRR
Advocacy e Associazioni

Anziani, il ‘Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza’ al Premier: “Riformare i servizi domiciliari e riqualificare le strutture residenziali”

Le 60 organizzazioni che hanno sottoscritto il 'Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza' in una lettera aperta al Premier Meloni: “Lo schema di decreto legislativo recante disposizi...
Advocacy e Associazioni

Cancro delle ovaie: e se fosse possibile diagnosticarlo con un test delle urine? Nuove speranze per la diagnosi precoce

Cafasso (ALTo): “La sopravvivenza a cinque anni delle pazienti che scoprono la malattia ad un primo stadio si aggira intorno al 85-90%, percentuale che si riduce drasticamente al 17% nel quarto ...