Contributi e Opinioni 9 Aprile 2024 09:37

Il malessere delle giovani generazioni e la  tutela della salute

Sul mondo degli adulti e di riflesso su quello dei minori pesa la percezione di un futuro incerto: guerre, pandemia, povertà disuguaglianza portano sfiducia negli adulti che loro volta diventano portatori di un messaggio negativo che sminuisce una progettualità di vita di un futuro incerto per i  nostri ragazzi

di Ludovico Abbaticchio, Presidente Nazionale Sindacato Medici Italiani (SMI)

Il malessere delle giovani generazioni si esprime in diversi modi e riguarda diverse fasce di età. Dati nazionali ci dicono che un giovane su dieci  in Italia abbandona precocemente gli studi. Un bambino su cinque tra i 6 e i10 anni non pratica sport. Il 12% del mondo giovanile adolescenziale è a rischio di dipendenza da videogiochi. Forte è l’isolamento del mondo giovanile tra 15 e i 19 anni. Aumentano i casi di disturbi da comportamento alimentare come quelli anche legati a patologie della neuropsichiatria infantile. Aumenta la diffusione online di pornografia e pedopornografia. Il 25% degli studenti delle scuole superiori ha dichiarato di essere vittima di bullismo e di cyberbullismo e di questi il 4,3% lo vivono in modo sistematico. Le figure genitoriali spesso sono impreparate a gestire queste complessità di situazione di vita quotidiana dei loro figli, genitori che avvertono questa fragilità in rapporto alle varie fasi di crescita dei loro figli.

La scuola, unico vero momento di aggregazione socio educativa democratica del nostro paese, viene percepita lontana, i giovani  e gli stessi docenti si sentono soli,  avvertono una assenza globale della rete istituzionale che parte dagli Enti Locali fino a quelli del Parlamento Nazionale. Diventa necessario affrontare seriamente le criticità presenti  anche attraverso piani legislativi con architetture finanziarie dedicate e processi di investimenti che producono progetti obiettivi rivolti allo star bene dei nostri giovani, al miglioramento della qualità della  scuola e  al sostegno alle loro famiglie.

Abbiamo bisogno  di nuovi progetti di educazione civica e di salute all’interno delle scuole che avvino percorsi educativi e formativi fondamentali  per la crescita sana dei nostri ragazzi. Per queste ragioni ci battiamo per la medicina scolastica, anche con la reintroduzione quale materia di studio dell’educazione sanitaria. Siamo convinti che il Governo debba assumere   misure per la  riattivazione della medicina scolastica in tutto il Paese, per  ridare piena attuazione a quanto previsto all’articolo 14 della legge n.833 del 1978 che istituisce il servizio sanitario nazionale, prevedendo che  le Aziende Sanitarie Locali provvedono, tra l’altro, all’igiene e alla medicina scolastica negli istituti di istruzione pubblica e privata di ogni ordine e grado.

In molte delle nostre città mancano punti territoriali di riferimento. Punti di aggregazione  che si possano definire sicuri per la vita quotidiana dei nostri giovani. Spazi e luoghi aperti devono essere, invece, occupati sempre più da proposte aggregative sociali  che valorizzino il gioco come aggregatore  collettivo, Spazi gestiti dal volontariato laico,  religioso o da progetti condivisi con il mondo del terzo settore sociale. Le piazze e i nostri cortili devono essere occupati da presenze sociali e istituzionali e non dal mondo della criminalità soprattutto dopo le ore 20.00. Abbiamo bisogno  di tutelare e ampliare gli spazi verdi dei nostri territori, comprese la tutela delle coste e del mare dandone libero accesso alla fruizione per lo sviluppo psicofisico dei giovani.

Sul mondo degli adulti e di riflesso su quello dei minori pesa la percezione di un futuro incerto: guerre, pandemia, povertà disuguaglianza portano sfiducia negli adulti che loro volta diventano portatori di un messaggio negativo che sminuisce una progettualità di vita di un futuro incerto per i  nostri ragazzi. Il mondo degli adulti e chi tra loro si presta alla vita politica della “cosa pubblica“ deve assumersi doverosamente, una volta per tutte, la responsabilità istituzionale dichiarata nei propri programmi politici come prioritari nella loro attività istituzionale se riusciranno ad essere eletti. S’è vero che vogliamo combattere fenomeni di devianza sociale, criminalità, povertà e disagio interpersonale  vi è bisogno che la classe  politica e gli adulti s’impegnino affinché  il  territorio sia più sano, più sicuro, per il futuro delle nostre ragazze e ragazzi>.

 

 

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