Salute 29 Ottobre 2026 15:35

BPCO, camminare di più può ridurre le crisi anche con l’aria inquinata

Lo smog è un nemico dei polmoni, ma il movimento potrebbe riservare una sorpresa anche a chi soffre di BPCO. Una ricerca europea indaga un legame che potrebbe cambiare il modo di guardare alle passeggiate in città

di Viviana Franzellitti
BPCO, camminare di più può ridurre le crisi anche con l’aria inquinata

La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una malattia respiratoria che può compromettere progressivamente la respirazione e provocare episodi di peggioramento dei sintomi, chiamati riacutizzazioni. Per chi convive con questa patologia, mantenersi fisicamente attivi è importante, ma vivere in una zona caratterizzata da traffico intenso e aria inquinata può sollevare dubbi sui benefici dell’attività all’aperto. Per approfondire questo aspetto, un gruppo di ricercatori guidato da Alícia Josa-Culleré e Judith Garcia-Aymerich del Barcelona Institute for Global Health (ISGlobal) ha coinvolto 262 persone con BPCO nel Regno Unito, in Spagna, Belgio, Svizzera e Grecia. Lo studio prospettico, pubblicato su ERJ Open Research di recente, ha esaminato l’associazione tra attività di camminata, esposizione all’inquinamento atmosferico e frequenza delle riacutizzazioni moderate o gravi nell’arco di due anni.

Come è stato condotto lo studio sulla BPCO

I ricercatori hanno misurato l’attività fisica dei partecipanti attraverso dispositivi indossabili utilizzati per sette giorni consecutivi. I sensori hanno permesso di raccogliere informazioni sul numero di passi compiuti durante le camminate, sulla loro durata e sulla velocità del movimento. Parallelamente, il gruppo di ricerca ha stimato l’esposizione residenziale a quattro inquinanti atmosferici: particolato fine PM2,5, carbonio nero, biossido di azoto e ozono, considerando i livelli registrati nei due anni precedenti. Le riacutizzazioni moderate o gravi sono state invece ricostruite attraverso le cartelle cliniche e i diari compilati dai partecipanti durante i due anni di osservazione. L’obiettivo era verificare se l’inquinamento potesse modificare l’associazione tra attività di camminata e frequenza degli episodi di peggioramento della malattia.

Più passi al giorno associati a meno riacutizzazioni

Dall’analisi è emersa un’associazione tra una maggiore quantità di camminata e una frequenza inferiore delle riacutizzazioni. In particolare, ogni 1.000 passi quotidiani in più erano associati a una riduzione del 5% del tasso di riacutizzazione. Anche una maggiore durata complessiva delle camminate risultava associata a un andamento favorevole. Non è però emersa un’associazione statisticamente significativa con la velocità media della camminata o con gli altri parametri di intensità considerati singolarmente. Si tratta di risultati osservazionali: indicano una relazione tra il livello di attività fisica e gli esiti della malattia, ma non dimostrano da soli che aumentare il numero di passi determini necessariamente una riduzione delle riacutizzazioni in ogni paziente.

L’inquinamento atmosferico non annulla l’associazione con l’attività fisica

Uno degli aspetti centrali della ricerca riguarda proprio la qualità dell’aria. Gli autori non hanno rilevato differenze significative nell’associazione tra quantità di camminata e tasso di riacutizzazione in relazione ai livelli dei quattro inquinanti analizzati. In altre parole, l’associazione favorevole con il numero di passi è stata osservata anche tra le persone esposte a concentrazioni relativamente più elevate di inquinanti. Questo dato è rilevante per chi soffre di BPCO e vive in contesti urbani, dove il traffico e le emissioni possono rendere più difficile scegliere quando e dove svolgere attività all’aperto. I risultati, tuttavia, non significano che respirare aria inquinata sia innocuo né che l’esposizione agli inquinanti non comporti rischi per la salute respiratoria.

Quali indicazioni per chi convive con la BPCO

La ricerca offre elementi utili per affrontare una questione concreta: come incoraggiare il movimento nelle persone con una malattia respiratoria cronica che vivono in aree inquinate. I risultati suggeriscono che rinunciare sistematicamente a camminare per timore dell’inquinamento potrebbe far perdere un’opportunità di mantenersi attivi, mentre è preferibile, quando possibile, scegliere percorsi meno esposti alle emissioni e orari con una qualità dell’aria migliore. Le indicazioni devono comunque essere adattate alle condizioni cliniche individuali e alle raccomandazioni del medico, soprattutto in presenza di sintomi importanti o di una malattia non adeguatamente controllata.

Gli stessi autori sottolineano che i risultati riguardano livelli di inquinamento osservati in diversi Paesi dell’Europa occidentale e non possono essere automaticamente estesi alle aree caratterizzate da concentrazioni estremamente elevate di inquinanti. Saranno necessari ulteriori studi, condotti su campioni più ampi e in contesti ambientali differenti, per chiarire meglio il rapporto tra attività fisica, esposizione all’inquinamento e andamento della BPCO.

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