Pandemie 29 Gennaio 2021 15:28

Vaccini anti-Covid, quali sono le reazioni avverse più frequenti?

Quali rischi per la salute corre una persona a cui viene iniettato il vaccino anti-Covid? Le risposte dell’AIFA
Vaccini anti-Covid, quali sono le reazioni avverse più frequenti?

La campagna vaccinale prosegue nonostante le difficoltà di approvvigionamento delle ultime settimane. Difficoltà che hanno messo un po’ in secondo piano la discussione (e, in alcuni casi, le polemiche) sulle possibili reazioni avverse al vaccino. Ma quali sono i rischi per la salute correlati all’inoculazione di uno dei vaccini anti-Covid attualmente a disposizione? C’è da preoccuparsi oppure si tratta di sintomi lievi? Una risposta a queste domande la dà l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco).

Le reazioni avverse ai vaccini Moderna e Pfizer/Biontech

Per quanto riguarda i vaccini a mRNA come Comirnaty (di Pfizer/Biontech) e Moderna, l’AIFA spiega che le «reazioni avverse più frequentemente osservate negli studi clinici e nella iniziale esperienza successiva all’autorizzazione sono le reazioni locali nel sito di iniezione» (come, ad esempio, dolore, gonfiore o arrossamento), ma anche stanchezza, mal di testa e dolori muscolari o articolari. «Si possono verificare anche febbre, nausea o più raramente gonfiore dei linfonodi». Si tratta di reazioni «non gravi, di entità lieve o moderata». Reazioni che, «seppur fastidiose, si risolvono in poche ore o pochi giorni». Molto spesso non si ricorre neanche a trattamenti sintomatici, come antidolorifico o simili.

Le precauzioni adottate

«Come per tutti i farmaci – spiega l’AIFA –, sono inoltre possibili, seppur rarissime, reazioni di tipo allergico fino allo shock anafilattico». È per questo motivo che le vaccinazioni vengono eseguite da «personale addestrato» e solo in «contesti sicuri». E’ inoltre previsto un periodo di osservazione, successivo alla vaccinazione, di almeno quindici minuti. Un altro aspetto di cui si tiene conto è «che, in seguito all’iniezione, si possono verificare anche reazioni di tipo ansioso con fenomeni vaso-vagali che vanno dalla sensazione di stare per svenire fino allo svenimento vero e proprio, per cui il personale – conclude l’Agenzia – presta attenzione a evitare traumatismi da caduta».

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Alopecia areata, un problema per 120mila italiani. In arrivo la prima terapia orale
Litfulo (ritlecitinib) rappresenta il primo trattamento orale approvato per l’Alopecia Areata severa negli adulti e negli adolescenti dai 12 anni in su. Un’innovazione che modula la risposta autoimmune alla base della malattia; interrompe l’infiammazione e favorisce la ricrescita dei capelli.
di Redazione
Vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale (RSV). L’impatto sull’ospedalizzazione degli anziani in Scozia
A partire dal mese di agosto 2024 la Scozia ha lanciato un programma di vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) per i cittadini tra i 75 e i 79 anni. L’operazione ha portato a una diminuzione pari al 62,1% delle ospedalizzazioni per RSV in questa fascia di età
RSV: parere positivo CHMP per vaccino bivalente Pfizer negli adulti tra i 18 e i 59 anni
Via libera dal Comitato per i Medicinali per Uso Umano dell’Agenzia Europea per i Medicinali per il vaccino bivalente di Pfizer contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) per gli adulti di età compresa tra i 18 e i 59 anni. Se approvato dalla Commissione Europea, questo vaccino offrirà l’indicazione di somministrazione più ampia per gli adulti, giacché attualmente include solo quelli di età pari o superiore a 60 anni
Vaccini, Oms e Unicef: “Oltre 120mila bambini a ‘dose zero” tra Europa e Asia Centrale”
La specialista regionale dell'UNICEF per le vaccinazioni in Europa e Asia Centrale: "Non c’è ragione per cui i bambini debbano correre il rischio di morire per malattie prevenibili con un vaccino. Dare priorità ai finanziamenti e investimenti sui programmi di immunizzazione e sistemi sanitari”
Nasce il progetto PMLAb per i pazienti COVID-19 immunocompromessi
La gestione del paziente immunocompromesso con COVID-19 richiede una particolare attenzione, che si concretizza con le Profilassi Pre-Esposizione con anticorpi monoclonali. A questo scopo è nato il progetto Prevention Management LAboratory (PMLAb), presentato oggi a Roma
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Sanità

Verso un nuovo patto per la salute: famiglie sotto pressione. Il XXI Rapporto Sanità del CREA

Secondo il Rapporto la Sanità pubblica in affanno: cresce il divario tra bisogni dei cittadini e risposte del sistema.
di Redazione
Advocacy e Associazioni

Famiglie e caregiver, prorogato al 26 gennaio il termine del sondaggio Anffas sul diritto di cura

Dopo l’inchiesta pubblicata da Sanità Informazione a dicembre sulle difficoltà di accesso alle terapie riabilitative per ragazzi con disabilità dopo i 12 anni, &e...
di Redazione
Advocacy e Associazioni

Caregiver familiari, approvato il disegno di legge dal Consiglio dei Ministri

Tutele, riconoscimento e risorse per chi si prende cura dei propri cari
di Redazione
Advocacy e Associazioni

Famiglie e caregiver, il tempo stringe: partecipare al sondaggio Anffas per difendere il diritto di cura

Dopo l’inchiesta pubblicata da Sanità Informazione a dicembre sulle difficoltà di accesso alle terapie riabilitative per ragazzi con disabilità dopo i 12 anni, è anco...
di Isabella Faggiano
Salute

Sclerosi multipla, svelato il meccanismo che collega il virus di Epstein-Barr al danno cerebrale

I ricercatori hanno scoperto che, durante la risposta immunitaria contro il virus, alcuni linfociti T possono attaccare anche una proteina del cervello attraverso un processo di mimetismo molecolare, ...
di I.F.