Pandemie 5 Aprile 2022 12:50

Quali sono i sintomi della nuova variante XE?

I sintomi della variante XE sono simili a quelli delle varianti Omicron e cioè naso che cola, starnuti e mal di gola
Quali sono i sintomi della nuova variante XE?

I dati attualmente in nostro possesso sulla variante XE non permettono di trarre conclusioni sulla trasmissibilità, sulla gravità o sull’efficacia del vaccino. Tuttavia, ci sono alcune ipotesi a riguardo. Oltre alla maggiore contagiosità, sembra che la variante XE non si presenti con sintomi nuovi rispetto alle sue varianti «sorelle», Omicron 1 e Omicron 2 (BA.1 e BA.2).

I sintomi della variante XE sono molto simili a quelli di un raffreddore

Poiché la sottovariante è nuova, la situazione potrebbe cambiare ma al momento non si pensa che XE abbia nuovi sintomi o almeno è quello che riferiscono le autorità del Regno Unito, dove la nuova versione del virus Sars-CoV-2 è stata rilevata la prima volta a gennaio scorso. Considerato che la variante XE è un mix di Omicron 1 e Omicron 2, è probabile che i sintomi siano molto simili. Tra quelli più segnalati nelle infezioni collegate alla variante Omicron molti sono quasi sovrapponibili a quelli di un raffreddore, specialmente nelle persone che sono state vaccinate.

Naso che cola, starnuti e mal di gola sono tra i sintomi più comuni

I sintomi quindi includono naso che cola, starnuti, mal di gola. Sono molto diversi rispetto a quelli legati alla versione originale del virus Sars-CoV-2 che erano generalmente febbre, tosse e perdita del gusto e dell’olfatto. Tuttavia, l’elenco ufficiale dei sintomi generali di Covid-19 del Servizio sanitario inglese è stato ampliato lo scorso lunedì per includere nove nuovi segni della malattia. Tra quelli secondo cui le autorità britanniche bisognerebbe prestare attenzione ci sono: mancanza di respiro, sensazione di stanchezza o di esaurimento, corpo dolorante, mal di testa, mal di gola, naso chiuso o che cola, perdita di appetito, diarrea, sensazione di malessere o malessere.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Covid: spunta la variante JN.1, nuova “sorvegliata speciale” dell’Oms. Ciccozzi: “Aumentano le reinfezioni”
Una nuova "sorella" di Omicron è stata classificata come “variante di interesse” dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, a causa “della sua diffusione in rapido aumento”. Si tratta di JN.1, rilevata in molti paesi in tutto il mondo. Inoltre, uno studio italiano che sarà pubblicato sulla rivista "Pathogen and Global Health" ha analizzato JN.1, concludendo che questa variante "va seguita e monitorata"
Long Covid: rischio sovrastimato? Comunità scientifica divisa
Tracy Beth Høeg dell’Università della California, San Francisco, e il suo team di ricerca hanno affermato che c'è una buona probabilità che il Long Covid sia stato sovrastimato. Le conclusioni del loro lavoro hanno sollevato un polverone di polemiche all'interno della comunità scientifica
Covid: Oms, Acrux diventa variante sotto monitoraggio
L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha inserito dal 18 maggio la variante XBB.2.3 di Sars-CoV-2, battezzata Acrux dagli esperti sui social, fra le varianti sotto monitoraggio (Vum), dopo che questo mutante è cresciuto nell’arco di 5 settimane, da 1,8% del totale sequenze rilevate nel mondo a 4,64% (ultimo dato, relativo al 24-30 aprile). E’ quanto […]
Usa: caccia al paziente Covid più “lungo” di sempre. Si temono mutazioni pericolose
Negli Stati Uniti è caccia aperta al paziente Covid più longevo di sempre. Più precisamente al paziente che si pensa sia positivo da più tempo. Quello che i ricercatori oggi sanno è che il paziente potrebbe vivere nell'area di Columbus, la più grande città dello stato di quasi 1 milione di abitanti,  e che è portatore di una versione altamente mutata del virus Sars-CoV-2 che «è diversa da qualsiasi cosa» che gli esperti abbiano visto
Dobbiamo temere la nuova variante identificata in Polonia?
Una nuova variante del virus Sars-CoV-2 è stata rilevata per la prima volta in Polonia. In realtà, è nuova solo perché è stata identificata di recente. Uno studio pubblicato sulla rivista Eurosurveillance, infatti, ha dimostrato che il ceppo individuato potrebbe essere in circolazione da diverso tempo. Sembra infatti che la variante sia imparentata con una già visto oltre due anni fa nell'uomo
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

Malattie ultrarare, la SPG50 entra nella sperimentazione clinica: la testimonianza di una madre

Dopo anni di diagnosi tardive, raccolte fondi e advocacy, arriva l’approvazione della sperimentazione clinica per la SPG50 in Italia. Jessica, presidente e fondatrice dell’associazione Un ...
di Isabella Faggiano
Nutri e Previeni

Frutta cotta, poca carne, legumi e 5 km al giorno: il menu di Garattini icona della longevità

A 97 anni, il fondatore dell’Istituto Mario Negri presenta il suo nuovo libro e racconta le scelte che scandiscono le sue giornate, dall’alimentazione quotidiana al movimento costante, mos...
di Viviana Franzellitti
Salute

Cervello, ‘fare’ i nonni lo protegge: il declino cognitivo frena quando ci si prende cura dei nipoti

Un nuovo studio dell’Università di Tilburg dimostra che i nonni che si occupano dei bambini ottengono punteggi più alti nei test di memoria e fluidità verbale, e le nonne mo...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano