Covid-19, che fare se...? 8 Maggio 2017 13:10

Giornata mondiale per l’igiene delle mani: primo report su infezioni resistenti a antibiotici. Il Ministro risponde…

di Beatrice Lorenzin - Ministro della Salute

In occasione della  Giornata mondiale del lavaggio delle mani sono stati presentati a Roma il 5 maggio 2017, nel corso del convegno Antibiotico-resistenza in Italia: problemi attuali e impegno per il futuro, i dati elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), relativi al sistema di sorveglianza delle batteriemie da enterobatteri resistenti ai carbapenemi del Ministero della Salute. Il sistema di sorveglianza è attivo dal 2013.
Proprio quest’anno, con lo slogan “Fight antibiotic resistance… it’s in your hands” (Combattere la resistenza agli antibiotici… è nelle tue mani) l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha voluto focalizzare l’attenzione degli operatori sanitari sull’importanza del lavaggio corretto delle mani per prevenire le infezioni correlate all’assistenza e, conseguentemente, per prevenire fenomeni di resistenza agli antibiotici.

Dati del sistema di sorveglianza

Ogni anno si verificano circa 2.000 casi di batteriemie da Enterobatteri resistenti ai carbapenemi, antibiotici di ultima linea per infezioni da batteri multi-resistenti, la maggior parte in pazienti di età compresa tra 65 e 80 anni, ricoverati per lo più in unità di terapia intensiva, ma anche in reparti medici e chirurgici. Il batterio più frequente è Klebsiella pneumoniae, resistente ai carbapenemi e/o produttore di carbapenemasi (CPE), responsabile del 96,8% dei casi segnalati, mentre nel 3,2% dei casi è E. coli.
L’incidenza nel 2016 è risultata 3/100.000 abitanti, ma sale a oltre 8/100.000 nell’anziano.
Le batteriemie hanno riguardato per il 62% soggetti di sesso maschile, con età media di 65,4 anni e mediana di 68. L’84% dei pazienti si trovava in ospedale al momento dell’insorgenza della batteriemia.
I dati dei primi 3 anni di sorveglianza indicano da una parte una progressiva aderenza delle regioni alla sorveglianza, dall’altra una probabile sotto-notifica in alcune aree del Paese e suggeriscono la necessità di rafforzare e sostenere questa attività.
La mortalità associata alle batteriemie è almeno del 30%. Il batterio Klebsiella pneumoniae, oltre a batteriemie, può causare infezioni urinarie e polmoniti ed è anche frequentemente associato a resistenza nei confronti di altri antibiotici.
L’Italia è un paese che si può considerare “iperendemico”, al secondo posto in Europa, dopo la Grecia, per incidenza, in base ai dati dello studio EuSCAPE (recentemente pubblicato su Lancet Infectious Diseases).

 

FIG. 1 – Distribuzione dei casi per mese e anno, 1 aprile 2013 – 31 luglio 2016

FIG. 2 – Incidenza per classi di età, per anno, 2014-2016 (per il 2016 la popolazione riferisce solo ai primi 7 mesi dell’anno)

FIG. 3 – Esito al momento della segnalazione dei casi per fascia di età, 1 gennaio 2015 – 31 luglio 2016

I dati europei

Ogni anno, nell’Unione europea, si stima che circa 3,2 milioni di pazienti si ammalino per infezioni contratte durante la permanenza in strutture ospedaliere. Di questi, circa 37 mila muoiono a causa di conseguenze correlate a tali infezioni. I dati europei sono stati pubblicati, ad aprile 2017, dall’ECDC nel rapporto “Economic evaluations of interventions to prevent healthcare-associated infections – literature review”. Il documento punta a supportare i decisori che si occupano di controllo e prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza (ICA), identificando e riassumendo le principali valutazioni economiche e di costo-efficacia già esistenti sulle strategie di prevenzione come l’igiene delle mani, l’equipaggiamento, gli screening, l’isolamento e la disinfezione.

 

 

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