Nutri e Previeni 28 Settembre 2026 14:56

Bambini, obesità e malattie intestinali. SIGENP: “L’alimentazione è parte della terapia”

Al Congresso nazionale SIGENP di Genova il focus sulla nutrizione come strumento terapeutico. Un bambino su tre con sovrappeso o obesità presenta una steatosi epatica. Nel Crohn pediatrico la nutrizione enterale esclusiva resta una delle principali strategie per indurre la remissione. Gli esperti: "Serve un approccio sempre più personalizzato, soprattutto negli adolescenti"

di Redazione
Bambini, obesità e malattie intestinali. SIGENP: “L’alimentazione è parte della terapia”

Non più soltanto prevenzione, ma parte integrante della terapia. È il ruolo che la nutrizione sta assumendo nella gestione di alcune condizioni pediatriche sempre più rilevanti, dalla steatosi epatica associata all’obesità alle malattie infiammatorie croniche intestinali. Il tema è stato al centro della seconda giornata del XXXIII Congresso nazionale della Società italiana di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica (SIGENP), in corso a Genova dal 24 al 26 settembre 2026. Due condizioni diverse, ma accomunate da un elemento: intervenire sull’alimentazione può contribuire concretamente alla gestione della malattia.

Fegato grasso, un bambino su tre con sovrappeso o obesità

La steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD) interessa circa il 2-3% della popolazione pediatrica e arriva a coinvolgere circa un bambino su tre tra quelli con sovrappeso o obesità. È oggi la più frequente malattia epatica dell’età pediatrica ed è strettamente legata all’aumento dell’obesità. Il problema è che nella maggior parte dei casi non provoca sintomi evidenti e può quindi rimanere a lungo non riconosciuta. Una condizione silenziosa, ma non innocua. Se non viene intercettata e gestita, può associarsi a un aumento del rischio metabolico e cardiovascolare e, nel corso degli anni, evolvere verso forme più severe di malattia epatica, fino alla cirrosi e, nei casi più avanzati, al trapianto. Per questo la diagnosi precoce, anche attraverso strumenti non invasivi, rappresenta un passaggio fondamentale.

Nessun farmaco specifico approvato per la steatosi pediatrica

Sul fronte farmacologico, tuttavia, restano ancora importanti aree di incertezza. “Ad oggi nessun farmaco è approvato specificamente per la steatosi in età pediatrica, e lo stile di vita da solo, per molti bambini, non basta”, spiega Emanuele Nicastro, dell’Università dell’Insubria e dell’Ospedale Del Ponte di Varese. La ricerca si sta orientando verso trattamenti sempre più mirati ai meccanismi della malattia. Tra le strategie studiate ci sono anche i farmaci utilizzati per il trattamento dell’obesità, in particolare gli agonisti del recettore del GLP-1. Negli adolescenti con obesità, la semaglutide ha prodotto negli studi una significativa riduzione dell’indice di massa corporea rispetto al placebo. Nei trial condotti negli adulti con steatoepatite associata a disfunzione metabolica sono stati inoltre osservati benefici sui processi infiammatori e sulla fibrosi epatica. L’utilizzo di questi farmaci in età pediatrica richiede però cautela. Tra le questioni ancora aperte ci sono la disponibilità di dati di sicurezza a lungo termine, la possibile ripresa del peso dopo la sospensione del trattamento, l’accesso alle terapie e il monitoraggio di eventuali disturbi del comportamento alimentare.

Crohn e colite ulcerosa, la dieta entra nella terapia

Un altro capitolo riguarda le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), in particolare morbo di Crohn e colite ulcerosa. Si tratta di patologie che possono comparire già durante l’infanzia e l’adolescenza e che risultano in aumento, soprattutto nei Paesi occidentali. L’esordio pediatrico è più frequente nella fascia compresa tra i 10 e i 12 anni. Nel Crohn pediatrico la nutrizione non è soltanto un supporto, ma può diventare una vera e propria strategia terapeutica. “Per indurre la remissione nel Crohn del bambino la prima scelta resta la nutrizione enterale esclusiva: per alcune settimane una formula nutrizionale completa sostituisce tutti gli alimenti, spegnendo l’infiammazione senza cortisone”, spiega Massimo Martinelli, del Centro di riferimento regionale per le MICI dell’Università Federico II di Napoli. L’efficacia di questo approccio è stata osservata anche nella pratica clinica. In una coorte nazionale di 649 bambini con nuova diagnosi di Crohn, il 77% ha seguito la nutrizione enterale esclusiva.

Il problema dell’aderenza negli adolescenti

Se la strategia è consolidata, la difficoltà maggiore può essere rappresentata dall’aderenza, soprattutto durante l’adolescenza. Per questo la ricerca sta valutando anche regimi alimentari basati su alimenti solidi, che possano risultare più facilmente sostenibili nella vita quotidiana. Tra le opzioni studiate c’è la Crohn’s Disease Exclusion Diet, un approccio alimentare che, nelle forme lievi-moderate, può rappresentare un’alternativa alla nutrizione enterale esclusiva per alcuni bambini. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra efficacia terapeutica e possibilità concreta di seguire il trattamento nel tempo.

Biologici e nutrizione, due strumenti che possono integrarsi

La terapia nutrizionale non esclude l’utilizzo dei farmaci biologici. Nei bambini con malattia più aggressiva o con fattori di rischio, la nutrizione enterale può essere associata alle terapie farmacologiche, compresi gli anti-TNF. “Nel mantenimento le diete restrittive vanno maneggiate con prudenza”, avverte Martinelli, perché le evidenze sul lungo periodo sono ancora limitate e una restrizione alimentare protratta può aumentare il rischio di comportamenti alimentari problematici. La raccomandazione è quindi di evitare approcci fai-da-te e di affidare la gestione dell’alimentazione a un dietista esperto nella gestione delle MICI pediatriche, all’interno del percorso multidisciplinare.

Dall’alimentazione alla salute globale

Il messaggio che arriva dal congresso SIGENP è dunque quello di una nutrizione sempre più integrata nella medicina pediatrica. Nel fegato grasso associato all’obesità, l’intervento precoce sugli stili di vita resta centrale mentre la ricerca farmacologica sta cercando nuove opzioni terapeutiche. Nel Crohn, invece, la nutrizione enterale può rappresentare direttamente uno strumento per ottenere la remissione. Due condizioni diverse che mostrano quanto sia importante superare l’idea dell’alimentazione come semplice accompagnamento della cura. “Il cibo come cura” diventa così un paradigma che richiede però personalizzazione, monitoraggio clinico e un approccio multidisciplinare, soprattutto quando a essere coinvolti sono bambini e adolescenti.

 

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