Advocacy e Associazioni 7 Giugno 2024 11:02

Liste di attesa, Cittadinanzattiva: “Nel Lazio agenda di prenotazione bloccata per 7 cittadini su 10. Ma la legge lo vieta”

Mandorino sui nuovi provvedimenti ‘liste di attesa’: “Nessuna riforma sostanziale può funzionare senza investimenti adeguati: la nostra proposta è che gli investimenti siano posti a carico del fondo sanitario con vincolo di utilizzo, che impegni cioè le Regioni a rendicontarne l’effettivo utilizzo”

Liste di attesa, Cittadinanzattiva: “Nel Lazio agenda di prenotazione bloccata per 7 cittadini su 10. Ma la legge lo vieta”

Liste di attesa per una vista o un esame medico lunghissime, di fronte alle quali c’è chi rinuncia, chi si sposta anche molto lontano e chi mette mano al portafogli e prenota in intramoenia. Anche se la fotografia è stata appena scattata da Cittadinanzattiva, che ha condotto un’indagine online tra i cittadini del Lazio, le immagini ritratte non cambiano, sono uguali, se non peggiori, a tutte quelle emerse dai precedenti Report. “Ci preme sottolineare che nessuna riforma sostanziale può funzionare senza investimenti adeguati: la nostra proposta è che gli investimenti siano posti a carico del fondo sanitario con vincolo di utilizzo, che impegni cioè le Regioni a rendicontarne l’effettivo utilizzo. È importante infatti che ci sia un impegno condiviso e responsabile di tutti gli attori coinvolti nel governo delle liste di attesa”, commenta Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, in riferimento ai due provvedimenti approvati nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri con l’obiettivo di snellire le liste di attesa.

 

Il Report in sintesi

I dati non lasciano dubbi: nel 2023 il 48,8% dei cittadini del Lazio, praticamente quasi uno su due, racconta di non aver ottenuto l’appuntamento medico per la prenotazione richiesta, il 70% ha trovato liste d’attesa chiuse, il 58% ha ottenuto visite e esami con tempi superiori al codice di priorità indicato dal medico, il 38% si è dovuto spostare in luoghi lontani per avere la prestazione in tempi giusti e quasi il 29% ha ricevuto la proposta di effettuare visita o esame in intramoenia. Incontrando questi ostacoli, quattro su 10 hanno deciso di effettuate la prestazione a pagamento nel privato, il 21% ha accettato, suo malgrado, tempi e luoghi proposti dal servizio pubblico, il 12% ha optato per l’intramoenia e il 7% ha rinunciato del tutto, a discapito della propria salute.

 

C’è chi non conosce i codici di priorità

Ma i numeri potrebbero essere assai peggiori, se si considera che, dalla stessa indagine, è emerso che circa un cittadino su tre non conosce le tempistiche associate ai codici di priorità (U-Urgente: entro le 72 ore, B-Breve: entro 10 giorni, D-Differibile: entro i 30gg se trattasi di visita specialista ed entro i 60 giorni per gli accertamenti diagnostici, P-Programmabile: entro 120 giorni). In altre parole, non è escluso che a diversi cittadini sia stato negato il proprio diritto di priorità senza che se ne siano resi contro. Solo uno su due o poco più, per la precisione il 51,2%, ammette di aver ottenuto l’appuntamento richiesto nei tempi previsti dalla impegnativa, nove su dieci ritengono che i tempi di attesa nel Lazio non siano compatibili con le proprie esigenze di salute e oltre il 37% pensa che la situazione sia peggiorata negli anni.

Come e dove i cittadini prenotano visite ed esami

Il 66% dei cittadini ha prenotato tramite Cup telefonico, il 30% è andato direttamente allo sportello, il 27% ha telefonato alla struttura prescelta, il 21% ha scelto la piattaforma online Recup, il 3% ha prenotato in farmacia. In merito al servizio telefonico Cup, emerge un 17,4% di cittadini che ne lamenta disagi per il funzionamento. Lamentele anche sulla piattaforma online che, per il 28%, non disporrebbe di tutte le prestazioni, mentre un quinto sostiene che la piattaforma sia complessa e lenta. Rispetto alle modalità di prenotazione, oltre la metà degli intervistati dichiara che l’introduzione di ulteriori piattaforme per la prenotazione potrebbe consentire di migliorare le liste di attesa.
“Da parte nostra- conclude il segretario generale di Cittadinanzattiva- vigileremo affinché le misure previste siano rispettate e siano presi i necessari provvedimenti, anche di tipo sanzionatorio, per rispettare i diritti dei cittadini”.

 

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