Advocacy e Associazioni 11 Aprile 2025 12:27

Educazione digitale, da Save the Children la guida per i genitori

Save the Children lancia la campagna sull’Educazione Digitale per promuovere un accesso pieno, competente e sicuro alla rete. Nel report “Educare al digitale. Dati utili per adulti consapevoli” l'analisi dell'utilizzo degli smartphone dall'infanzia all'adolescenza
Educazione digitale, da Save the Children la guida per i genitori

Nel giro di cinque anni il numero di bambini, tra i 6 e i 10 anni, che usa lo smartphone tutti i giorni è quasi raddoppiato. Se nel 2018-2019 erano il 18,4% del totale, oggi hanno superato il 32%, percentuale che al Sud e nelle Isole schizza al 44,4%, oltre 20 punti percentuali in più rispetto al 23,9% del Nord. A mettere in guardia sull’eccessivo utilizzo dei dispositivi tecnologici da parte di piccoli e piccolissimi, soprattutto in virtù delle numerose evidenze scientifiche che ne sconsigliano l’uso, è Save the Children in occasione del lancio della campagna sull’Educazione Digitale. L’iniziativa è stata ideata proprio per promuovere un accesso pieno, competente e sicuro alla rete, “la cui importanza – sottolinea Save the Children – è resa evidente anche dagli episodi di cronaca che vedono adolescenti e giovani coinvolti in casi di cyberbullismo, hate speech, condivisione di immagini intime senza consenso e altre forme di violenza”. I dati sono contenuti nel brief “Educare al digitale. Dati utili per adulti consapevoli”, a cura del Polo Ricerche dell’Organizzazione. La campagna comprende inoltre una guida con consigli utili per genitori e altri adulti di riferimento, affinché possano accompagnare bambine, bambini e adolescenti, aiutandoli a vivere la dimensione online con un adeguato livello di autonomia e protezione.

Lo smartphone in preadolescenza

Il Report di Save the Children analizza anche le abitudini dei preadolescenti, tra gli 11 e i 13 anni: il 62,3%, ovvero oltre tre su cinque, ha almeno un account social. Nel dettaglio, il 35,5% ne ha uno su più social e un ulteriore 26,8% soltanto uno. “E questo nonostante la legge (il GDPR) preveda che siano necessari 14 anni (13 anni con l’autorizzazione dei genitori) per fornire il consenso al trattamento dei propri dati online necessari ad aprire un account e, di conseguenza, le principali piattaforme abbiano stabilito il limite minimo di 13 anni per aprire un account sui social media”, sottolinea l’Organizzazione. Il 31,3% dei ragazzi e delle ragazze di quest’età è connesso online con i suoi amici attraverso chat, chiamate, videochiamate più volte al giorno, il 5% lo è continuamente. L’82,2% dei preadolescenti usa internet per scambiare messaggi, poco meno del 40% per inviare e ricevere mail, quasi 1 su 5 (il 18,5%) per leggere giornali o siti di informazione, l’11,3% per esprimere opinioni su temi politico-sociali, il 9,6% per seguire corsi online.

La dimensione onlife

“Bambini, bambine e adolescenti crescono oggi in una dimensione ‘onlife’, in cui il mondo materiale e quello digitale si intrecciano, ma ciò non significa che abbiano gli strumenti necessari per rapportarsi consapevolmente con l’universo online – commenta Daniela Fatarella, Direttrice generale di Save the Children -. La rete, infatti, può rappresentare una straordinaria opportunità di apprendimento e socializzazione, permettendo ai più giovani di esplorare e sviluppare nuove competenze, ma anche nascondere rischi di fronte ai quali i ragazzi non possono essere lasciati soli. Serve un’azione collettiva e strutturale, che parta proprio dalla sensibilizzazione degli adulti e crei un’alleanza ampia tra famiglie, scuola, istituzioni, imprese e società civile, e che intervenga a colmare le disuguaglianze digitali così presenti nel nostro paese. I divieti da soli rischiano di rivelarsi inefficaci e addirittura controproducenti, e potrebbero spingere i minori verso spazi digitali più rischiosi e meno regolamentati, oltre che scoraggiare un dialogo tra adulti e minori sulla vita online”.

Il ruolo degli adulti

“Il ruolo dei genitori e degli adulti di riferimento è determinante per un utilizzo sicuro e critico e per la prevenzione di rischi come il cyberbullismo e altre forme di violenza perpetrate on-line. Per questo motivo abbiamo voluto lanciare una guida con consigli e strumenti utili destinata proprio a chi ogni giorno può e deve accompagnare i minori nella dimensione online.  Allo stesso modo, come i recenti tragici casi di cronaca hanno reso evidente, è fondamentale l’introduzione di percorsi obbligatori di educazione all’affettività e alla sessualità a scuola, che affrontino temi come il rispetto dell’altro, il consenso, l’identità di genere, l’orientamento sessuale, perché ragazze e ragazzi possano vivere in modo sano le relazioni, sia nell’ambiente fisico che in quello digitale. È fondamentale – conclude Fatarella – che siano attuate pienamente le regole esistenti, con l’individuazione da parte delle istituzioni europee e nazionali di sistemi di ‘age verification’ efficaci e rispettosi della privacy, e che sia definito da parte dell’Unione Europea di un chiaro quadro legale per stabilire le responsabilità delle piattaforme nella prevenzione dei rischi di abusi sui minori online”.

 

 

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