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Malattie e terapie 4 Febbraio 2021

Mal di schiena, ne soffre il 60% della popolazione. È un sintomo spia anche del Covid-19

Peso eccessivo, sedentarietà e smartworking i fattori scatenanti. Quando rivolgersi allo specialista?

Peso eccessivo, sedentarietà, smartworking. Sono tanti i fattori che scatenano il mal di schiena, un disturbo comune che colpisce a ogni età. Ma quando è opportuno rivolgersi ad uno specialista?

Le cause del mal di schiena

«Il problema affligge un po’ tutti e le cause possono essere varie – spiega il dottor Lorenzo Panella, direttore del Dipartimento di Riabilitazione dell’ASST Gaetano Pini- Cto di Milano all’agenzia di stampa Dire -. Il 40-60% della popolazione dei Paesi occidentali ed industrializzati soffre di mal di schiena. La prima causa in assoluto è la sedentarietà, non a caso un tempo era soprannominato la ‘malattia delle dattilografe’ proprio perché caratterizzava chi stava molto seduto. Ci sono ovviamente poi altre situazioni più gravi che non bisogna escludere come ad esempio una genesi infiammatoria o addirittura, anche se raramente, neoplastica. Un fattore cruciale è il sovrappeso – prosegue -, il peso corporeo eccessivo che va a gravare sulla colonna è uno degli altri elementi che deve essere preso in considerazione nell’eziologia del mal di schiena».

Lo smart working, con posture o sedute sbagliate, peggiora il mal di schiena?

Lo smart working, con posture o sedute sbagliate, peggiora il mal di schiena?

«Assolutamente sì, è una delle cause prevalenti. Costringerci in casa – oltre agli aspetti emotivo-relazionali che il Covid si porta dietro con strascichi drammatici – si è costretti a stare davanti ad un computer per ore. Molte persone dunque trascorrono la maggior parte della giornata assumendo posture sbagliate e ciò condiziona molto il dolore lombare e dorsale».

Quando recarsi dallo specialista e perché?

«Il dolore è sintomo d’esordio che può avere un’intensità diversa. Nella lombalgia acuta il dolore è molto violento e quindi è chiaro che questo spinge il paziente a ricorrere al parere del medico. Anche le forme di dolore subdolo meno importanti – continua il medico – devono essere valutate dal punto di vista clinico attraverso una diagnosi differenziale. La nostra attività ambulatoriale, anche durante la prima fase della pandemia – precisa – è rimasta sempre attiva: mediamente il 60% dei pazienti ha problemi di lombalgia o cervicalgia ed accede alle attività ambulatoriali per criticità di questo genere».

Mal di schiena e sensazione di “ossa rotte”: può essere la spia del Covid?

«Sì. Spesso l’esordio del Covid-19 è caratterizzato dalla poliartralgia, una sensazione di dolori diffusi che trovano la loro localizzazione nelle articolazioni e che possono avere una densità più o meno grave» conclude lo specialista.

 

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