Salute 22 Novembre 2019 18:40

Visita fiscale a malata terminale. Mattioli (SMI): «Non doveva essere nel sistema, la donna era esente»

Il Sindacato Medici Italiani che assiste anche i medici fiscali ricorda come quest’ultimi siano da trent’anni senza un contratto che li tuteli. «L’Inps ha ragione, non siamo formati - spiega la sindacalista Piera Mattioli. Con il contratto avremo finalmente i corsi ECM»

«Non ha funzionato l’intera procedura» così commenta Piera Mattioli, del Settore Medici Fiscali del Sindacato Medici Italiani (SMI) la visita fiscale effettuata nei confronti di una donna malata terminale in cura in un hospice di Gorlago, in provincia di Bergamo. La notizia è rimbalzata sui social network, destando scalpore e sollevando polemiche riguardo la miope osservazione della burocrazia.

«La signora essendo malata oncologica avrebbe dovuto avere un’invalidità superiore al 67% e quindi esente dalla visita fiscale» spiega Mattioli, raggiunta al telefono da Sanità Informazione. Di fatto, la donna non doveva risultare nell’elenco dei pazienti da controllare. «Le visite vengono richieste tramite un sistema informatico. Quando andiamo ad effettuare gli accertamenti noi sul tablet non abbiamo la diagnosi della paziente per una questione di privacy». Non manca la responsabilità del medico: «Certo, possiamo rifiutarci di effettuare la visita quando ad esempio si è trovata davanti l’hospice. Abbiamo questa possibilità, ma magari la collega è giovane o ha iniziato a lavorare da poco».

All’indomani dello sfortunato episodio, l’Inps si è scusato con la famiglia. “Siamo molto dispiaciuti” hanno risposto dalla sede provinciale, affermando come “Purtroppo spesso abbiamo a disposizione medici a contratto, non sempre formati a dovere sulle procedure da adottare”.

«L’Inps ha ragione, non siamo formati» spiega la sindacalista. Perché ad oggi i medici fiscali sono liberi professionisti a partita Iva. «Non abbiamo un contratto da trent’anni. Siamo in trattativa ai tavoli con l’Inps e siamo a buon punto». Il prossimo incontro è previsto per martedì 26 novembre. «Stiamo per firmare una convenzione dove ci sarà anche la formazione». «Sulla bozza inviata dall’Inps, – spiega – l’Istituto ci garantirà dei corsi professionali ECM. Il 70% li organizzerà l’Inps e saranno obbligatori, mentre il restante sarà ad opzione volontaria e a carico del medico». Anche se, «la formazione dopo trent’anni ce la siamo fatta sul campo» puntualizza Mattioli.

«In questi anni non abbiamo avuto nessuna garanzia, nessuna tutela» ricorda ancora la sindacalista dei medici fiscali. Tuttavia, presto la situazione potrebbe cambiare: «Nel contratto sarà presente anche un riconoscimento contributivo da parte dell’Inps che verserà direttamente nelle casse dell’Enpam. Poi, il riconoscimento di ferie, giorni di riposo e il contributo per il riconoscimento della malattia nei primi 30 giorni».

LEGGI: REPERIBILITÀ, AGGRESSIONI, INCERTEZZA: LA DIFFICILE VITA DEL MEDICO FISCALE “RIDER” DELLA SANITÀ

Articoli correlati
Quali criteri deve adottare il Provider in riferimento alla sponsorizzazione commerciale?
Gli eventi possono essere sponsorizzati, mediante apposito contratto, da imprese commerciali operanti anche in ambito sanitario purché ciò non influenzi i contenuti formativi dell’evento. Non è consentito indicare lo sponsor commerciale nell’esposizione dei contenuti formativi, se non indicando il logo dello Sponsor prima dell’inizio e dopo il termine dell’evento. Lo sponsor può essere coinvolto nella […]
Come deve essere effettuata dal Provider la verifica dell’apprendimento?
La verifica dell’apprendimento può essere effettuata con diversi strumenti: quesiti a scelta multipla o a risposta aperta, esame orale, esame pratico, produzione di un documento, realizzazione di un progetto, ecc. Se vengono usati i quesiti, devono essere standardizzati in almeno 3 quesiti per ogni credito ECM erogato e nel caso si predispongono quesiti a scelta […]
Scadenza triennio formativo, gli Ordini richiamano gli iscritti con informativa personalizzata
Il contenuto della lettera inviata agli iscritti all'Ordine dei medici di Siena. Del Gaudio (Opi Foggia): «Evitare rischio mancata copertura assicurativa». D’Avino (FIMP): «Il Cogeaps ha agito secondo la normativa, che gli iscritti conoscono». Antonazzo (Opi Lecce): «Solo il 28% degli iscritti certificabile»
Relazioni tossiche: l’amore patologico colpisce almeno il 5% della popolazione
Gori (docente Consulcesi): «Ce ne accorgiamo solo quando sfocia in gesti estremi, necessaria sensibilizzazione tra medici ed educazione affettiva»
ECM, ultimi due mesi per mettersi in regola. Anelli: «Assicurazione a rischio»
Dopo le lettere del Cogeaps alle Federazioni (trasmesse poi agli Ordini), i principali esponenti della sanità ribadiscono ai propri iscritti l’importanza di farsi trovare in regola alla scadenza del triennio
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Sanità

La tempesta estiva del NITAG: agosto 2025 tra nomine, polemiche e revoche

Quello che avrebbe dovuto essere un normale atto amministrativo, la nomina dei nuovi membri del NITAG – il Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni – si è trasformato ...
Salute

“Bimba piuma” di 750 grammi operata al cuore: salva grazie alla sinergia di due ospedali milanesi

Salvata a Milano grazie a un intervento di chiusura del dotto di Botallo eseguito direttamente nella Terapia intensiva neonatale del San Raffaele dai cardiochirurghi del Policlinico San Donato
di I.F.
Prevenzione

Pertosse, il ritorno inatteso: cosa ci insegna l’epidemia del 2024 in Toscana

Dopo anni di silenzio durante la pandemia, la pertosse è tornata con forza. Uno studio del Meyer di Firenze pubblicato su Eurosurveillance rivela come ritardi nei richiami e scarsa adesione all...