Tra i destinatari anche chi assiste un familiare con disabilità grave e le persone con invalidità civile almeno pari al 74%, in presenza degli ulteriori requisiti previsti.
L’APE sociale potrebbe essere prorogata fino al 31 dicembre 2027, confermando la possibilità di accesso anche per determinate categorie di lavoratori che assistono familiari con disabilità grave e per persone con invalidità civile almeno pari al 74%. La proroga è contenuta nell’articolo 51 del disegno di legge di Bilancio 2027, che deve ancora completare il proprio iter parlamentare.
La misura consentirebbe ai lavoratori in particolari condizioni di ottenere un’indennità economica a carico dello Stato fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia. Non si tratta di una pensione anticipata in senso stretto, ma di un trattamento temporaneo, riconosciuto dall’INPS a chi possiede i requisiti anagrafici, contributivi e personali richiesti.
Il testo della Manovra propone, per il 2027, un requisito di età pari a 63 anni e 6 mesi. Rispetto alla disciplina applicabile nel 2026, che richiede 63 anni e 5 mesi, si tratterebbe quindi di un incremento di un mese. La proroga riguarderebbe le categorie già individuate dalla normativa, tra cui disoccupati in determinate condizioni, lavoratori addetti ad attività gravose, persone con invalidità civile almeno pari al 74% e caregiver familiari.
Per i caregiver, il semplice riconoscimento della Legge 104 in capo al familiare assistito non è sufficiente per ottenere l’indennità. Secondo la disciplina vigente, il lavoratore deve assistere da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con disabilità grave riconosciuta ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104.
L’accesso è previsto anche per chi assiste un parente o affine di secondo grado convivente, ma soltanto quando i genitori o il coniuge della persona con disabilità abbiano compiuto 70 anni, siano affetti da patologie invalidanti oppure risultino deceduti o mancanti, secondo le condizioni previste dalla legge. Per queste categorie è inoltre richiesta, in via ordinaria, un’anzianità contributiva di almeno 30 anni. La normativa contempla riduzioni del requisito contributivo per le lavoratrici madri, pari a 12 mesi per figlio, fino a un massimo di due anni.
Un altro percorso riguarda le persone alle quali sia stata riconosciuta un’invalidità civile almeno pari al 74%. Anche in questo caso occorrono i requisiti anagrafici e contributivi, ma non è necessario dimostrare di assistere un familiare.
Le due condizioni non vanno confuse: il riconoscimento della disabilità grave ai sensi della Legge 104 e una percentuale di invalidità civile almeno pari al 74% costituiscono accertamenti distinti.
L’APE sociale, inoltre, richiede la cessazione delle attività lavorative secondo le disposizioni applicabili e non è cumulabile con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, fatta eccezione per quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale entro 5.000 euro lordi annui. Il trattamento non può superare 1.500 euro mensili, viene corrisposto per dodici mensilità e non prevede una tredicesima. La sua durata termina al raggiungimento dei requisiti per la pensione previsti dalla normativa.
La Manovra propone di rifinanziare la misura con 180 milioni di euro nel 2027 e ulteriori stanziamenti per gli anni successivi, necessari a sostenere anche i trattamenti che proseguiranno oltre l’anno di accesso. La proroga non è però ancora definitiva. Il Parlamento potrà, infatti, intervenire sul testo prima dell’approvazione della legge di Bilancio. Per le domande relative al 2026 continuano ad applicarsi le disposizioni già vigenti, mentre per il 2027 occorrerà attendere l’eventuale approvazione e le istruzioni operative dell’INPS.
Quindi, chi ritiene di possedere i requisiti può rivolgersi a un patronato per verificare la propria posizione contributiva e la documentazione relativa all’assistenza prestata. L’INPS mette inoltre a disposizione il servizio per la verifica delle condizioni di accesso all’APE sociale e per la successiva richiesta del beneficio.