Salute 2 Novembre 2026 14:08

Una playlist su misura può calmare il corpo più dei rumori rilassanti

Uno studio canadese ha confrontato gli effetti della musica personalizzata e del rumore rosa su ansia e stress, scoprendo che il modo in cui ascoltiamo la musica può fare la differenza per il nostro organismo

di Viviana Franzellitti
Una playlist su misura può calmare il corpo più dei rumori rilassanti

Una canzone può cambiare l’umore, aiutare a ritrovare la calma e accompagnare un momento difficile. Ma la musica potrebbe avere effetti anche sulla risposta fisiologica allo stress, influenzando alcuni meccanismi dell’organismo che non sempre coincidono con ciò che percepiamo. A indagare questo legame è stato un gruppo di ricercatori della Toronto Metropolitan University, in Canada, con uno studio randomizzato che ha coinvolto 83 studenti universitari con almeno un recente sintomo di ansia generalizzata. L’obiettivo era confrontare gli effetti di una selezione musicale personalizzata, accompagnata da stimolazioni sonore ritmiche, con quelli del rumore rosa, un suono continuo spesso utilizzato per favorire il rilassamento. I partecipanti hanno ascoltato i due diversi stimoli per 24 minuti. I risultati, pubblicati il 18 ottobre 2026 sull’International Journal of Psychophysiology, mostrano che la musica personalizzata è stata associata a una riduzione del cortisolo salivare superiore al doppio rispetto al rumore rosa, nonostante entrambi gli interventi abbiano prodotto miglioramenti simili nell’ansia percepita.

Come funziona la musica personalizzata contro lo stress

L’intervento sperimentale non prevedeva semplicemente l’ascolto di una playlist scelta in base ai gusti personali. I ricercatori hanno utilizzato un sistema musicale costruito intorno allo stato emotivo dei partecipanti, con l’obiettivo di accompagnarli progressivamente verso una condizione di maggiore tranquillità. Alla musica sono state associate stimolazioni sonore ritmiche, una tecnica conosciuta come Auditory Beat Stimulation (ABS), che utilizza sequenze acustiche per influenzare l’attività cerebrale.

Il gruppo di controllo ha invece ascoltato rumore rosa, caratterizzato da una distribuzione delle frequenze diversa rispetto al rumore bianco e spesso impiegato per creare un sottofondo sonoro uniforme. Il confronto ha permesso di verificare se un intervento musicale personalizzato potesse produrre effetti differenti rispetto a uno stimolo acustico non musicale.

Cortisolo salivare e altri indicatori: come è stata misurata la risposta allo stress

Per valutare gli effetti dei due interventi, gli studiosi hanno preso in considerazione sia le sensazioni riferite dai partecipanti sia alcuni parametri fisiologici. Tra questi, il cortisolo salivare, un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali e coinvolto nella risposta dell’organismo allo stress. Le sue concentrazioni possono variare in relazione a diversi fattori, tra cui l’orario della giornata e le condizioni individuali. Sono stati analizzati anche l‘attività cerebrale, la variabilità della frequenza cardiaca, i livelli di ansia e lo stato emotivo. Le misurazioni sono state effettuate prima e dopo l’ascolto, con ulteriori rilevazioni del cortisolo nei minuti successivi all’intervento. In questo modo, i ricercatori hanno potuto confrontare la risposta biologica con quella dichiarata direttamente dagli studenti.

La musica personalizzata riduce il cortisolo più del rumore rosa

Il risultato più significativo riguarda proprio il cortisolo. Entrambi gli interventi hanno determinato una riduzione dell’ormone, ma nel gruppo che aveva ascoltato musica personalizzata accompagnata da stimolazioni ritmiche il calo è stato superiore al doppio rispetto a quello osservato tra gli studenti esposti al rumore rosa. Anche alcune misurazioni dell’attività cerebrale hanno evidenziato differenze tra i due gruppi: dopo l’intervento musicale è stato osservato un lieve aumento dell’attività associata alla regolazione emotiva, mentre nel gruppo del rumore rosa si è registrata una diminuzione. Questi risultati suggeriscono che non tutti gli stimoli sonori agiscono allo stesso modo sui processi fisiologici legati allo stress.

Perché la percezione dell’ansia non coincide con la risposta del corpo

C’è un altro elemento interessante emerso dalla ricerca. Nonostante la differenza nella riduzione del cortisolo, i partecipanti di entrambi i gruppi hanno riferito un miglioramento simile dell’ansia e dello stato emotivo. In sostanza, sia la musica sia il rumore rosa li hanno aiutati a sentirsi meglio, ma le misurazioni biologiche hanno restituito un quadro differente. Questo aspetto evidenzia come la percezione soggettiva del rilassamento non corrisponda necessariamente alla risposta fisiologica dell’organismo. Una persona può sentirsi più tranquilla senza che tutti gli indicatori biologici dello stress cambino nella stessa misura. Per questo, nello studio degli interventi sul benessere psicofisico, affiancare alle valutazioni personali parametri oggettivi può offrire informazioni importanti.

I limiti dello studio e le prospettive per la gestione dello stress

I risultati sono interessanti, ma non dimostrano che ascoltare una playlist personalizzata sia sufficiente per trattare l’ansia o i disturbi legati allo stress. La ricerca ha coinvolto un campione relativamente contenuto, composto da studenti universitari, e ha analizzato gli effetti di un intervento breve. Non è quindi possibile stabilire se i benefici osservati persistano nel tempo o siano riscontrabili anche in altre fasce di popolazione. Inoltre, poiché la musica personalizzata è stata associata a stimolazioni ritmiche, non è ancora chiaro quale componente abbia contribuito maggiormente alla riduzione del cortisolo. Saranno necessari ulteriori studi per distinguere gli effetti dei singoli elementi e verificare i risultati su campioni più ampi. La ricerca aggiunge un tassello alla comprensione del rapporto tra musica e benessere: non conta soltanto ascoltare un suono rilassante, ma potrebbe fare la differenza anche il modo in cui lo stimolo musicale viene costruito in relazione alle emozioni della persona.

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