Prevenzione 26 Ottobre 2026 16:07

La SItI sollecita il nuovo Piano nazionale vaccini: «Si pubblichi almeno la bozza». Priorità alla tutela dei pazienti fragili

Dal Congresso degli igienisti l'appello ad accelerare sul Piano nazionale di prevenzione vaccinale e sull'aggiornamento del Calendario. Di Rosa: "Vogliamo cominciare a confrontarci".

di CDRR
La SItI sollecita il nuovo Piano nazionale vaccini: «Si pubblichi almeno la bozza». Priorità alla tutela dei pazienti fragili

Pubblicare al più presto il nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale, anche soltanto in forma di bozza, per consentire alla comunità scientifica di avviare il confronto sulle strategie dei prossimi anni. È una delle richieste principali emerse dal 59° Congresso nazionale della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), che si è svolto a Genova con oltre 1.500 partecipanti. Gli igienisti sollecitano anche l’aggiornamento del Calendario vaccinale, indispensabile per adeguare le strategie di prevenzione alle esigenze della popolazione e alle nuove opportunità offerte dalla ricerca.

“Caldeggiamo l’uscita – o quanto meno la bozza – del nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale sul quale desideriamo cominciare a confrontarci”, afferma Enrico Di Rosa, presidente della SItI.

La richiesta assume particolare rilievo per le prospettive di tutela dei cittadini, soprattutto di quelli più vulnerabili. Un Piano aggiornato consentirebbe di ridefinire le priorità vaccinali, programmare gli interventi e favorire un’offerta più omogenea sul territorio nazionale. Per anziani, pazienti cronici, oncologici e immunocompromessi, la disponibilità di strategie vaccinali tempestive e appropriate può contribuire a ridurre il rischio di complicanze e ricoveri legati alle malattie infettive.

Un Piano da discutere, con attenzione ai bisogni dei pazienti

La pubblicazione di una prima bozza permetterebbe di coinvolgere società scientifiche, Regioni e altri soggetti interessati nella definizione delle nuove strategie, senza attendere il documento definitivo.

Il confronto dovrebbe riguardare anche l’accessibilità delle vaccinazioni e il coordinamento tra servizi vaccinali, medici di medicina generale e specialisti, particolarmente importante per chi convive con patologie croniche o condizioni di fragilità. Le associazioni dei pazienti potrebbero contribuire a individuare le difficoltà che ancora limitano l’adesione alle campagne e l’effettiva fruizione delle opportunità di prevenzione.

Per la popolazione generale, l’aggiornamento del Piano e del Calendario rappresenterebbe un riferimento per garantire continuità e uniformità nell’offerta vaccinale, riducendo le differenze territoriali. Gli effetti concreti dipenderanno, naturalmente, dai contenuti del nuovo documento e dalle risorse disponibili per attuarlo.

Vaccinazioni antinfluenzali, ancora assenti i dati ufficiali della scorsa stagione

Tra le criticità segnalate dalla SItI figura anche il ritardo nella disponibilità dei dati vaccinali. La nuova campagna antinfluenzale è già iniziata, ma i risultati ufficiali della precedente, relativi alle somministrazioni e alle coperture raggiunte, non sono ancora disponibili per problemi normativi.

“Sappiamo che i risultati della campagna di vaccinazione dello scorso anno sono in linea con l’anno precedente e che il numero di somministrazioni è ancora lontano dal raggiungere un livello soddisfacente. Sarebbe auspicabile, però, avere velocemente una trasmissione dei dati aggiornata sulle campagne vaccinali”, sottolinea Di Rosa. La disponibilità tempestiva delle informazioni permetterebbe di valutare l’andamento delle campagne, individuare le popolazioni meno raggiunte e programmare interventi mirati, soprattutto per gli anziani e le persone a rischio.

Dipartimenti di Prevenzione, servono organici adeguati

Il Congresso ha richiamato anche la necessità di rafforzare i Dipartimenti di Prevenzione, chiamati ad attuare sul territorio gli interventi previsti dalla programmazione nazionale. Secondo quanto ricordato dalla SItI, il Piano nazionale di prevenzione e il Piano pandemico prevedono un lavoro del Ministero della Salute, insieme ad Agenas, per definire le dotazioni organiche dei Dipartimenti.

“C’è bisogno di essere preparati e pronti a livello culturale, professionale e scientifico – e sicuramente gli Igienisti lo sono – però dobbiamo avere le forze e le risorse necessarie per poter attuare queste azioni”, osserva il presidente della SItI.

La Società scientifica ha annunciato che porterà all’attenzione del Ministero e delle istituzioni le proposte elaborate durante il Congresso. Il rafforzamento dei servizi territoriali costituisce una condizione essenziale per rendere effettivamente accessibili gli interventi di prevenzione, anche alle persone che incontrano maggiori difficoltà nel raggiungere le strutture sanitarie.

Sorveglianza delle malattie infettive, gli ostacoli normativi

Preoccupano gli igienisti anche le difficoltà dei sistemi speciali di sorveglianza delle malattie infettive. Secondo la SItI, carenze normative legate alla tutela della privacy ne impediscono attualmente la piena operatività. Di Rosa ha richiamato la necessità di mantenere alta l’attenzione sulle minacce infettive emergenti, citando il virus Shamonda e recenti eventi verificatisi in Francia. La Società scientifica ribadisce l’importanza di sistemi di sorveglianza umana e veterinaria integrati secondo l’approccio One Health, per individuare tempestivamente i rischi e orientare gli interventi. La questione assume ulteriore rilievo in un Paese nel quale, secondo i dati citati al Congresso, gli over 65 rappresentano ormai il 24,7% della popolazione.

A richiamare la responsabilità delle società scientifiche nel sostenere l’applicazione concreta delle conoscenze è stata la vicepresidente della SItI, Roberta Siliquini: “Le evidenze scientifiche sono fondamentali, ma una società che presidia la salute pubblica è una società che deve essere in grado di garantire che le evidenze scientifiche vengano applicate sul territorio”.

Per gli igienisti, il primo passaggio atteso resta la disponibilità del nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale, almeno in bozza. Un documento su cui aprire il confronto e definire le priorità, con l’obiettivo di garantire a tutti i cittadini, e in particolare alle persone più fragili, opportunità di prevenzione aggiornate ed equamente accessibili.