Salute 26 Ottobre 2026 11:37

Tumori, in Europa il rischio cambia da un Paese all’altro: 29mila casi in eccesso

L’analisi presentata al congresso ESMO 2026 confronta l’incidenza del tumore del polmone e della cervice uterina nei 27 Paesi dell’Unione europea

di I.F.
Tumori, in Europa il rischio cambia da un Paese all’altro: 29mila casi in eccesso

Il rischio di ammalarsi di tumore non è distribuito in modo uniforme in Europa. A incidere sono anche le differenze tra i Paesi nelle politiche di prevenzione e nella capacità di raggiungere la popolazione con interventi efficaci. A fotografare queste disuguaglianze è uno studio della Rete oncologica nazionale del Ministero della Salute, presentato da Diego Serraino, epidemiologo e consulente di Alleanza Contro il Cancro, al congresso 2026 della Società europea di oncologia medica (ESMO), a Madrid. L’analisi, intitolata Impact of cancer inequalities in Europe on preventable cancers: focus on cervical and lung cancer, si basa sulle stime 2024 dell’European Cancer Information System (ECIS) e prende in esame l’incidenza del tumore del polmone, distinta per sesso, e del tumore della cervice uterina nei 27 Stati membri dell’Unione europea. Il risultato è significativo: nei Paesi con tassi superiori alla media comunitaria sono stati stimati complessivamente 29.412 casi in eccesso. Si tratta di una misura statistica delle differenze rispetto ai livelli di riferimento europei, non del numero di tumori che si sarebbero certamente potuti evitare.

Tumore del polmone, differenze marcate tra uomini e donne

Per il tumore del polmone negli uomini, nel 2024 si stimano circa 199mila nuove diagnosi nell’Unione europea, con un’incidenza media di 89 casi ogni 100mila abitanti. La distanza tra gli estremi è ampia: si passa dai 38 casi ogni 100mila della Svezia ai 130 dell’Ungheria. Nei 12 Paesi con tassi superiori alla media europea, lo studio stima 11.105 casi in eccesso. I numeri più elevati si registrano in Polonia, con 3.934 casi, seguita da Ungheria (1.734), Romania (1.533), Grecia (1.391) e Francia (1.348). Il divario emerge anche tra le donne. Le nuove diagnosi stimate sono circa 116mila, con un’incidenza media di 43 casi ogni 100mila. In questo caso, la Danimarca registra 83 casi ogni 100mila donne, contro i 20 della Lituania: una differenza superiore a quattro volte. Negli 11 Paesi con un’incidenza sopra la media, i casi in eccesso sono stimati in 13.441. Germania e Paesi Bassi presentano i valori più elevati, rispettivamente con 3.074 e 3.069 casi, seguiti da Polonia (1.978), Ungheria (1.427) e Danimarca (1.325). Considerando uomini e donne, il numero stimato di casi in eccesso per il tumore del polmone raggiunge così quota 24.546.

Tumore della cervice uterina, Romania oltre sette volte Malta

Le differenze tra Paesi sono ancora più evidenti per il tumore della cervice uterina, per il quale nel 2024 si stimano circa 28mila nuove diagnosi nell’Unione europea. L’incidenza media è di 12 casi ogni 100mila donne, ma i valori nazionali si discostano sensibilmente: in Romania si arriva a 36 casi ogni 100mila, mentre a Malta il tasso è pari a 5. Il rapporto tra i due Paesi è di 7,2 a 1. Nei dieci Stati con un’incidenza superiore alla media europea, lo studio calcola 4.866 casi in eccesso. La quota maggiore riguarda la Romania, con 2.475 casi, seguita dalla Polonia (861), dalla Bulgaria (407), dall’Ungheria (360) e dal Portogallo (263). Numeri che richiamano l’attenzione sulle differenze nell’effettiva possibilità di beneficiare degli strumenti di prevenzione, dalla vaccinazione agli screening, e sulla necessità di rendere questi interventi accessibili in modo più omogeneo.

Prevenzione, le strategie per ridurre le disuguaglianze

Per il tumore del polmone, la lotta al tabagismo rappresenta una leva fondamentale per ridurre il rischio. Politiche antifumo efficaci, interventi di prevenzione e iniziative capaci di raggiungere le persone più esposte sono strumenti centrali per contrastare una neoplasia che continua a mostrare forti differenze di incidenza tra gli Stati europei. Per il tumore della cervice uterina, invece, la prevenzione può contare su strumenti specifici: la vaccinazione contro il papillomavirus umano (HPV), principale responsabile della malattia, e la partecipazione ai programmi di screening, che permettono di individuare precocemente eventuali lesioni precancerose. Secondo Serraino, le differenze rilevate non sono soltanto una questione statistica, ma indicazioni utili per orientare le politiche sanitarie. La sfida è fare in modo che le opportunità di prevenzione raggiungano la popolazione indipendentemente dal Paese di residenza, rafforzando la collaborazione tra i sistemi sanitari europei. La riduzione delle disuguaglianze oncologiche è anche uno degli obiettivi del Piano europeo di lotta contro il cancro e della Joint Action EUnetCCC, la rete europea che promuove la collaborazione tra centri oncologici integrati nelle attività di ricerca, prevenzione, diagnosi e assistenza. In questo contesto, Alleanza Contro il Cancro partecipa alle iniziative di cooperazione tra le strutture dei diversi Paesi. I dati indicano una priorità per la sanità europea: non basta disporre di strumenti efficaci contro i tumori, occorre garantire che siano utilizzati e accessibili in maniera equa. Ridurre la distanza tra i Paesi significa intervenire sulle opportunità di prevenzione e, potenzialmente, contribuire a diminuire il peso delle neoplasie prevenibili sulla salute della popolazione.

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