Oltre 650 pediatri riuniti a Napoli per il 20° Congresso Nazionale FIMP. Al centro continuità assistenziale, vaccinazioni, obesità, stili di vita e salute digitale
Estendere la presa in carico del Pediatra di Famiglia fino ai 18 anni per garantire una maggiore continuità assistenziale proprio nella fase dell’adolescenza, quando aumentano le fragilità legate alla salute psicologica, alle dipendenze, alla sedentarietà e ai disturbi del comportamento alimentare. È una delle proposte rilanciate dalla Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) in occasione del 20° Congresso Nazionale, inaugurato oggi a Napoli e in programma fino al 4 ottobre con la partecipazione di oltre 650 pediatri provenienti da tutta Italia. Secondo un’elaborazione FIMP sui dati della popolazione residente Istat al 1° gennaio 2026, l’estensione riguarderebbe oltre 2,2 milioni di ragazzi tra i 14 e i 17 anni. L’obiettivo è rafforzare la continuità dell’assistenza sul territorio, consentendo di intercettare più precocemente non soltanto le patologie, ma anche le situazioni di disagio psicologico, sociale e relazionale.
“Il Pediatra di Famiglia conosce il ragazzo, la sua storia clinica e nella maggior parte dei casi anche il contesto familiare. Mantenere questo riferimento fino alla maggiore età significa evitare una frattura proprio negli anni in cui cambiano i bisogni di salute”, spiega Antonio D’Avino, presidente nazionale FIMP. Il passaggio dalla Pediatria di Famiglia alla Medicina Generale rappresenta infatti un momento delicato. “L’adolescenza è ancora troppo spesso una ‘terra di mezzo’ dell’assistenza, nella quale la transizione verso la medicina d ell’adulto può tradursi in discontinuità o abbandono dei percorsi di cura”, sottolinea D’Avino.L’ipotesi, precisa la FIMP, non punta a ridefinire semplicemente i confini tra Pediatria di Famiglia e Medicina Generale, ma a rendere più graduale e integrato il percorso verso l’età adulta. “Per le famiglie significa poter contare più a lungo su un interlocutore di fiducia; per i ragazzi, affrontare l’adolescenza con un professionista che li conosce già; per il sistema, costruire un passaggio più ordinato e integrato verso il Medico di Medicina Generale, valorizzando le rispettive competenze”, aggiunge il presidente FIMP. Per rendere sostenibile un’eventuale estensione fino ai 18 anni sarebbe però necessario intervenire anche sull’organizzazione dell’assistenza territoriale, sul numero dei professionisti e sui massimali. Un’esigenza che si inserisce in un quadro demografico segnato dalla progressiva riduzione della popolazione nelle fasce pediatriche più giovani.
La continuità assistenziale è soltanto uno dei temi al centro del congresso. Ampio spazio è dedicato alla prevenzione e alla promozione della salute, dalle vaccinazioni agli stili di vita, fino al benessere psicologico e al rapporto con le tecnologie digitali. Con l’avvicinarsi della stagione invernale, l’attenzione si concentra anche sulle infezioni respiratorie. “Stiamo già osservando una diffusione importante di adenovirus, rinovirus e virus parainfluenzali, che interessano attualmente circa il 20-30% dei bambini in età scolare”, riferisce D’Avino. Il Pediatra di Famiglia, sottolinea la FIMP, può svolgere un ruolo importante nell’informare le famiglie sui comportamenti di prevenzione e nel contrastare il ricorso improprio agli antibiotici. Sul fronte delle vaccinazioni, la Federazione richiama l’attenzione anche sull’andamento del morbillo. “I recenti dati del Ministero della Salute mostrano una crescita dei casi di morbillo rispetto allo stesso periodo del 2025: nei primi cinque mesi del 2026 sono stati confermati 472 casi contro 322”, afferma D’Avino. Secondo quanto riportato dalla FIMP, il maggior numero di casi si concentra nella fascia 15-39 anni, prevalentemente tra persone non vaccinate, mentre l’incidenza più elevata riguarda i bambini sotto i 4 anni. In adolescenza, inoltre, resta centrale il recupero delle vaccinazioni, compresa quella contro il papillomavirus (HPV).
Un altro capitolo centrale del congresso riguarda l’obesità e la promozione di stili di vita salutari fin dall’infanzia. Secondo i dati citati dalla FIMP, circa il 19% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni è in sovrappeso e il 10% è obeso. La condizione può inoltre protrarsi nel tempo: oltre la metà dei bambini con obesità mantiene l’obesità durante l’adolescenza e più del 70% degli adolescenti con obesità continua a esserlo anche in età adulta. “Intervenire presto significa quindi avere la possibilità di cambiare la traiettoria di salute di un bambino e dell’adulto che diventerà”, osserva D’Avino. È proprio in quest’ottica che a Napoli viene presentato BAS-e-ROC – Bambini e Adolescenti di Sana e Robusta Costituzione, un progetto educazionale che punta a rafforzare il Pediatra di Famiglia come promotore di corretti stili di vita. “Il progetto punta a rafforzare il Pediatra di Famiglia come promotore di corretti stili di vita, fornendo strumenti per intervenire precocemente su alimentazione, attività fisica e comportamenti quotidiani e coinvolgendo le famiglie nel percorso di prevenzione”, spiega D’Avino.
Tra le nuove sfide della Pediatria c’è poi il rapporto con il mondo digitale. Smartphone, social media e tecnologie fanno ormai parte della quotidianità di bambini e adolescenti e possono avere ricadute su sonno, relazioni, benessere psicologico e comportamenti. Anche per questo il tema della salute digitale entra nel dibattito congressuale, in parallelo alla discussione europea sulle misure per rafforzare la tutela dei minori online. “Il digitale è ormai parte integrante della crescita di bambini e adolescenti e va affrontato come un tema di salute”, conclude D’Avino. La FIMP richiama in questo ambito anche la guida “Bambini e adolescenti in un mondo digitale”, realizzata per fornire a pediatri, genitori ed educatori strumenti utili a promuovere un rapporto più equilibrato e consapevole con le tecnologie. Il congresso di Napoli riporta così al centro una Pediatria di Famiglia chiamata non soltanto a curare, ma anche a intercettare precocemente i nuovi bisogni di salute e a sostenere bambini, adolescenti e famiglie nei passaggi più delicati della crescita.
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