Ad ottobre torna il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno. Tra le principali iniziative di prevenzione e ricerca AIRC, LILT, IncontraDonna, Humanitas, IEO, Fondazione Veronesi e Cracking Cancer
Dal 78% degli anni Novanta a quasi il 90% di oggi: la sopravvivenza al tumore della mammella è cresciuta, ma non tutte le donne hanno ancora le stesse opportunità di diagnosi precoce e cura. È da questa doppia realtà che parte l’Ottobre Rosa 2026, con campagne e iniziative promosse da associazioni, fondazioni e grandi strutture sanitarie in tutta Italia. Un appuntamento che non riguarda soltanto la prevenzione del carcinoma mammario, ma offre l’occasione per riportare al centro prevenzione oncologica, diagnosi precoce, stili di vita, screening e accesso alle cure, con un’attenzione crescente alle disuguaglianze territoriali. Secondo i dati di “I numeri del cancro in Italia 2025”, nel 2024 sono state stimate 53.686 nuove diagnosi di tumore della mammella, di cui 53.065 nelle donne e 621 negli uomini. Sono circa 925mila le donne viventi in Italia dopo una diagnosi di tumore della mammella. La sopravvivenza netta a cinque anni dalla diagnosi raggiunge l’88%. Nel complesso, nel 2025 in Italia sono state stimate circa 390mila nuove diagnosi di tumore. Negli ultimi dieci anni i decessi oncologici sono diminuiti complessivamente del 9%, mentre la sopravvivenza a cinque anni per i tumori più frequenti continua a essere superiore alla media europea. Numeri che raccontano i progressi della ricerca e delle cure, ma anche quanto resti importante giocare d’anticipo, attraverso la prevenzione e la diagnosi precoce.
Dal primo al 31 ottobre torna il Nastro Rosa di Fondazione AIRC, la campagna nazionale dedicata alla ricerca e alla prevenzione del tumore al seno. In Italia una donna su otto è destinata a ricevere una diagnosi di carcinoma mammario nel corso della vita. AIRC sottolinea come la sopravvivenza a cinque anni sia passata dal 78% degli anni Novanta all’attuale 89,5%, grazie ai progressi nella diagnosi e nelle terapie. Ma proprio l’ultimo tratto della strada è quello più complesso: rimangono le forme più aggressive e quelle che non rispondono alle terapie disponibili. Per questo nel 2026 Fondazione AIRC ha destinato oltre 14 milioni di euro a progetti di ricerca e borse di studio dedicati al tumore al seno. Protagonista della campagna è Beatrice, 24 anni, che nel 2022 ha scoperto di avere un tumore della mammella.
Anche la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori torna con “LILT for Women – Nastro Rosa”, la campagna nazionale che per tutto ottobre richiama l’attenzione sulla prevenzione del carcinoma mammario. Accanto alla diagnosi precoce, LILT pone l’accento sui fattori di rischio modificabili, tra cui sovrappeso e obesità, sedentarietà, alimentazione, consumo di alcol e fumo. La campagna affronta inoltre la prevenzione del tumore della cervice uterina, ricordando il ruolo della vaccinazione contro l’HPV e dello screening attraverso Pap test e HPV test.
È una delle iniziative più riconoscibili dell’Ottobre Rosa italiano. Per il sedicesimo anno consecutivo torna FrecciaRosa, il progetto promosso da Fondazione IncontraDonna con il Gruppo FS Italiane, con il supporto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica e il patrocinio del Ministero della Salute e della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Lo slogan 2026 è “La prevenzione è un viaggio da fare insieme”. Per tutto ottobre, a bordo di Frecce, Intercity e treni Regionali di Trenitalia, medici specialisti e volontari saranno a disposizione dei viaggiatori per offrire gratuitamente informazioni e consulenze sulla prevenzione oncologica. In base all’età e alla valutazione medica sarà possibile effettuare anche visite senologiche ed ecografie di supporto, con l’obiettivo di indirizzare le persone agli approfondimenti previsti dal Servizio sanitario nazionale. Sono previste inoltre possibilità di teleconsulto.
Il progetto non si ferma però ai treni. Nel 2026 la prevenzione arriva anche “a terra”, con tre appuntamenti:
In queste sedi saranno disponibili gratuitamente diversi servizi, tra cui vaccinazione anti-HPV, screening della mammella, del collo dell’utero e del colon-retto, vaccinazione antinfluenzale e screening per l’epatite C. Saranno inoltre proposte attività di valutazione dello stato metabolico, con misurazione di glicemia, peso e circonferenza vita e consulenza nutrizionale.
La campagna coinvolge anche la rete ferroviaria. 40 stazioni RFI saranno illuminate di rosa nelle serate del 30 settembre e del 1° ottobre, a partire dalle 20. La stazione di Cosenza tornerà inoltre a illuminarsi di rosa il 19 e il 20 ottobre. L’iniziativa punta così a trasformare i luoghi attraversati quotidianamente da milioni di persone in spazi di sensibilizzazione, portando il messaggio della prevenzione anche fuori dagli ospedali e dagli ambulatori. Il progetto è stato presentato a Roma alla presenza, tra gli altri, di rappresentanti del Gruppo FS, Fondazione IncontraDonna, Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute e AGENAS, con la partecipazione dell’attrice Elena Sofia Ricci come testimonial.
Durante la presentazione di FrecciaRosa, Fondazione IncontraDonna ha posto l’attenzione anche sul rapporto tra obesità, salute metabolica e rischio oncologico. La prevenzione primaria comprende infatti comportamenti individuali, come non fumare, seguire un’alimentazione equilibrata e praticare attività fisica, ma anche interventi collettivi legati all’ambiente e alle condizioni di vita. La prevenzione secondaria, invece, punta a individuare la malattia precocemente attraverso gli screening. È una distinzione fondamentale: prevenire non significa soltanto cercare eventuali tumori quando sono già presenti, ma anche intervenire sui fattori modificabili che possono contribuire al loro sviluppo.
Sul valore della prevenzione interviene anche Cracking Cancer, che in occasione dell’Ottobre Rosa richiama l’attenzione sulla partecipazione ai programmi di screening mammografico. Secondo il presidente Gianni Amunni, circa il 35% dei tumori potrebbe essere evitato attraverso comportamenti individuali e collettivi corretti. La prevenzione oncologica comprende infatti sia quella primaria, che mira a ridurre i fattori di rischio, sia quella secondaria, attraverso gli screening e la diagnosi precoce. Cracking Cancer richiama in particolare le differenze territoriali nell’adesione ai programmi di screening. L’obiettivo non è soltanto aumentare il numero complessivo delle donne che effettuano la mammografia, ma fare in modo che la possibilità di accedere alla prevenzione non dipenda dal luogo in cui si vive. Il tema delle disuguaglianze emerge anche dai dati AIOM: nel 2024 la copertura da esame dello screening mammografico era del 50% a livello nazionale, ma saliva al 62% nel Nord e scendeva al 51% nel Centro e al 34% nel Sud e nelle Isole.
Anche gli ospedali diventano protagonisti dell’Ottobre Rosa. Humanitas celebra nel 2026 i dieci anni di “Sorrisi in Rosa“, progetto nato per raccontare attraverso fotografia e testimonianze le storie delle donne che hanno affrontato un percorso oncologico. Sono oltre 170 le testimonial coinvolte negli ospedali Humanitas di Rozzano, Milano, Bergamo, Torino, Castellanza e Catania. Il 6 ottobre, all’Auditorium IULM di Milano, si terrà “Let’s talk with Sorrisi in Rosa: 10 anni insieme”, con la partecipazione delle donne protagoniste del progetto, degli specialisti delle Breast Unit e del Cancer Center e degli studenti dell’Università IULM. L’appuntamento presenterà anche il cortometraggio “Non pensavo mi riguardasse” e l’iniziativa “Dame in rosa”, realizzata con il Museo Poldi Pezzoli. Il programma inaugura un mese di attività di sensibilizzazione e consulti gratuiti negli ospedali e Medical Care del Gruppo.
L’Ottobre Rosa guarda anche a ciò che accade dopo la diagnosi e dopo le cure. Il 21 ottobre a Milano si svolgerà la sesta edizione nazionale del Breast Reconstruction Awareness Day, promosso da SICPRE in collaborazione con l’Istituto Europeo di Oncologia. L’incontro, dal titolo “Ritornare prima come prima”, sarà dedicato alla ricostruzione mammaria e alle possibilità oggi disponibili, con un confronto tra specialisti e donne sulle diverse opzioni ricostruttive. Un tema che allarga il concetto di cura: non soltanto eliminare la malattia, ma accompagnare la persona anche nella fase successiva al trattamento.
Il 18 ottobre torna anche la PittaRosso Pink Parade, la camminata non competitiva di 5 chilometri organizzata da PittaRosso e Fondazione Umberto Veronesi. L’evento, giunto alla tredicesima edizione, si svolgerà a Milano ma prevede anche una modalità diffusa per chi vuole partecipare da altre località italiane. L’obiettivo è raccogliere fondi per la ricerca scientifica sui tumori femminili e promuovere al tempo stesso l’importanza dell’attività fisica e della prevenzione. Per tutto ottobre torna inoltre “le Noci per la ricerca”, iniziativa realizzata con Life e distribuita nella Grande Distribuzione Organizzata. Una parte del ricavato delle confezioni di noci viene destinata alla Fondazione Veronesi per sostenere la ricerca sui tumori femminili.mNel 2026 si aggiunge una novità: “le Mandorle per la ricerca”, con una quota del ricavato destinata anch’essa alla ricerca.
Il significato dell’Ottobre Rosa va quindi oltre il calendario delle campagne. I dati mostrano che il tumore della mammella è oggi una malattia dalla quale un numero crescente di persone può guarire o convivere a lungo grazie alla diagnosi precoce e ai progressi terapeutici. Secondo AIOM, la sopravvivenza a cinque anni per il carcinoma mammario è dell’88%. Ma gli stessi numeri evidenziano che l’accesso alla prevenzione non è ancora uniforme. La partecipazione agli screening varia significativamente tra le diverse aree del Paese e persistono fenomeni di mobilità sanitaria, soprattutto per alcuni interventi oncologici. Per questo il messaggio dell’Ottobre Rosa non è soltanto “ricordati di fare un controllo”. È un invito a costruire una prevenzione realmente accessibile, a partire dagli screening organizzati dal Servizio sanitario nazionale, dalla promozione di stili di vita salutari e dalla riduzione delle disuguaglianze. AIRC, LILT, IncontraDonna, Humanitas, IEO, Fondazione Veronesi e Cracking Cancer, attraverso linguaggi e iniziative differenti, riportano così al centro lo stesso tema: anticipare la diagnosi, sostenere la ricerca e fare in modo che i progressi raggiunti dalla medicina siano accessibili al maggior numero possibile di persone.
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