Uno studio internazionale condotto su 581 bambini, tra cui 78 italiani, ha permesso di elaborare curve di crescita specifiche per lo spettro della sindrome di Beckwith-Wiedemann
La crescita di un bambino con sindrome di Beckwith-Wiedemann non può essere valutata utilizzando esclusivamente i parametri della popolazione generale. L’iperaccrescimento, infatti, è una delle caratteristiche più rilevanti dello spettro della sindrome e può interessare l’intero organismo oppure manifestarsi in modo asimmetrico. Ora, uno studio internazionale condotto su 581 bambini, di cui 78 italiani, ha consentito di elaborare specifiche curve di crescita per altezza, peso e circonferenza cranica. Complessivamente sono state raccolte 3.107 misurazioni in diverse fasce di età, coinvolgendo centri di Italia, Olanda e Stati Uniti. I risultati, pubblicati nel 2025, sono stati successivamente integrati nella revisione del Consensus internazionale dedicato alla gestione della sindrome.
La sindrome di Beckwith-Wiedemann (BWSp) è una rara condizione genetica congenita per la quale non esiste attualmente un trattamento farmacologico specifico. In Italia si stima che interessi circa 35 bambini ogni anno. Si parla di “spettro” perché le manifestazioni cliniche possono essere molto diverse da una persona all’altra. Tra le caratteristiche più frequenti c’è l’iperaccrescimento, che può riguardare, per esempio, la lingua, determinando macroglossia, oppure una parte del corpo. In alcuni casi può verificarsi un’accrescimento asimmetrico degli arti, con una differenza di lunghezza definita dismetria. Un altro elemento importante è la maggiore predisposizione allo sviluppo di alcuni tumori embrionali, motivo per cui il monitoraggio clinico dei bambini con BWSp richiede un approccio multidisciplinare. Proprio in questo contesto le nuove curve di crescita rappresentano uno strumento particolarmente utile.
“Non tutte le condizioni sindromiche si avvalgono di uno strumento come le curve di crescita, fondamentale nella pratica clinica per il monitoraggio individualizzato di situazioni come l’iperaccrescimento su base genetica”, spiegano Donatella Milani e Federica Alberti, medici genetisti della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, rispettivamente presso la Genetica e la Pediatria. Per la prima volta sono disponibili indicazioni specifiche sull’evoluzione nel tempo di altezza, peso e circonferenza cranica nei bambini con BWSp. “Le curve specifiche mostrano come dovrebbe crescere un individuo con BWSp rispetto alla popolazione generale. Un bambino con BWSp tenderà ad essere più alto dei coetanei, ma questa rappresenta la sua norma”, sottolineano le genetiste. Il valore dello strumento non è quindi soltanto quello di fotografare la crescita, ma anche di permettere di individuare eventuali variazioni rispetto all’andamento atteso per la sindrome. “Le curve di riferimento permettono inoltre di intercettare eventuali anomalie nella crescita e di approfondirne tempestivamente le possibili cause”.
Le nuove curve possono avere ricadute concrete nella pratica clinica. A partire dal pediatra, che dispone di un riferimento più specifico per interpretare altezza e peso del bambino. “Le curve di crescita diffondono la consapevolezza della patologia, tranquillizzando le famiglie e anche i pediatri: evitiamo così, spesso, che i bambini vengano sottoposti a esami non necessari”, spiegano Milani e Alberti. Lo strumento può essere utile anche ad altre figure specialistiche. «Statura e peso sono parametri importanti per gli endocrinologi, che possono così interpretarli correttamente. E anche per gli ortopedici che si occupano della dismetria e della scoliosi”. Proprio sul versante ortopedico, le curve rappresentano la conferma di un’esperienza clinica maturata negli anni. “Le curve di crescita confermano un lavoro sul campo di circa vent’anni”, aggiunge Maurizio De Pellegrin, ortopedico presso Le Piccole Figlie Hospital di Parma. “L’esito della ricerca è coerente con la scelta di intervenire, quando è necessario, bloccando temporaneamente lo sviluppo delle cartilagini dell’arto più lungo, che è quello patologico, mediante un intervento di epifisiodesi”. La dismetria può infatti raggiungere anche diversi centimetri e può essere evidente già durante l’infanzia.
Una delle domande che rimangono aperte riguarda la possibilità di utilizzare questi dati per prevedere la statura finale dei bambini con BWSp. Per ora, spiegano Milani e Alberti, i dati disponibili sono ancora prevalentemente pediatrici. “Sembrano indicare una statura che rimarrà superiore alla media. Sarà fondamentale implementare questo studio, in particolare nella fase adolescenziale e post-pubere». L’esperienza clinica di De Pellegrin lascia intravedere una possibile evoluzione: «Credo che sarà possibile predire la misura finale, basandosi sulla casistica dei suoi pazienti BWSp: questa tenderà a essere superiore a quella dei genitori”. Un dato che potrebbe avere importanza anche nel momento in cui si valuta un eventuale intervento per correggere la dismetria. “Bloccare l’arto più lungo o allungare quello più corto? La scelta giusta è intervenire sulla cartilagine laddove si verifica l’iperaccrescimento lateralizzato”. Tra gli sviluppi futuri dello studio c’è anche la possibilità di costruire curve di crescita specifiche per la popolazione italiana. “Potremmo elaborare le curve di crescita del BWSp specificamente nella popolazione italiana, anche in base agli stili di vita”, spiegano Milani e Alberti.
Le nuove curve si inseriscono nel lavoro internazionale di aggiornamento delle indicazioni sulla sindrome. Il Consensus ha riunito 50 medici provenienti da 12 Paesi, chiamati a ridefinire l’approccio alla BWSp. Un confronto necessariamente multidisciplinare, che ha coinvolto genetisti, pediatri, oncologi, ortopedici, chirurghi maxillo-facciali, endocrinologi, logopedisti e psicologi. Si tratta della revisione del primo Consensus, elaborato a Parigi nel 2018, con l’obiettivo di aggiornare le conoscenze e gli strumenti a disposizione dei professionisti che seguono i bambini con questa rara condizione. L’evento si è svolto a Cervia, in provincia di Ravenna, ed è stato organizzato da AIBWS, Associazione Italiana della Sindrome di Beckwith-Wiedemann, che rappresenta oltre 200 persone e famiglie. L’iniziativa ha inoltre ottenuto il patrocinio del Parlamento europeo della presidente Roberta Metsola. Le curve di crescita rappresentano così un ulteriore tassello di un percorso più ampio: non una semplice tabella di altezza e peso, ma uno strumento per leggere correttamente la crescita di ogni bambino con BWSp, riconoscendo ciò che rientra nelle caratteristiche della sindrome e ciò che, invece, può richiedere un approfondimento clinico.