Salute 30 Settembre 2026 10:58

Tumori, perché gli uomini si ammalano di più? La risposta cambia da Paese a Paese

Un’analisi internazionale su quasi 590mila adulti in Cina e Regno Unito mostra quanto fumo, alcol, obesità e altre condizioni possano incidere diversamente sul divario oncologico tra uomini e donne

di Viviana Franzellitti
Tumori, perché gli uomini si ammalano di più? La risposta cambia da Paese a Paese

Un grande studio internazionale ha esaminato le differenze nell’incidenza dei tumori tra uomini e donne per capire quanto possano essere ricondotte a fattori di rischio modificabili e quanto, invece, restino senza una spiegazione riconducibile alle variabili considerate. La ricerca ha coinvolto 589.766 adulti tra 40 e 74 anni, provenienti da tre coorti prospettiche in Cina e nel Regno Unito, seguiti fino al 2021. I ricercatori hanno preso in esame 34 tipi di tumore non specifici per sesso e 11 fattori modificabili, tra cui fumo, consumo di alcol, attività fisica, alimentazione, obesità, diabete e malattie del fegato. I risultati, pubblicati il 24 settembre 2026 su JAMA Oncology, mostrano una differenza molto marcata tra le due popolazioni: i fattori analizzati spiegavano l’84,4% del divario uomo-donna in Cina, ma appena il 26,2% nel Regno Unito.

Quasi 590mila persone per studiare il divario oncologico

L’obiettivo dell’analisi era capire perché, considerando complessivamente i tumori non specifici per sesso, gli uomini presentino generalmente un’incidenza superiore rispetto alle donne e quanto questa differenza possa essere spiegata da esposizioni e condizioni potenzialmente modificabili. Per farlo, i ricercatori hanno utilizzato i dati di 589.766 persone di età compresa tra 40 e 74 anni, raccolti attraverso tre grandi coorti prospettiche realizzate in Cina e nel Regno Unito.

I partecipanti sono stati seguiti nel tempo fino al 2021 e i ricercatori hanno confrontato l’incidenza dei tumori negli uomini e nelle donne, valutando contemporaneamente il contributo di 11 fattori di rischio modificabili. Tra questi figuravano il fumo, il consumo di alcol, la sedentarietà, alcuni aspetti dell’alimentazione, l’obesità, il diabete e le malattie epatiche. L’analisi ha riguardato 34 diverse tipologie di tumore non specifiche per sesso, con l’obiettivo di distinguere la quota del divario attribuibile ai fattori considerati da quella che rimaneva invece non spiegata.

In Cina i fattori modificabili spiegano gran parte della differenza

Il risultato più evidente riguarda proprio la distanza tra le due popolazioni studiate. In Cina, gli 11 fattori presi in considerazione spiegavano complessivamente l’84,4% della differenza nell’incidenza dei tumori tra uomini e donne. A pesare maggiormente era il fumo, che da solo rappresentava il 51,75% del divario. Un ruolo rilevante emergeva anche per il consumo di alcol, responsabile del 15,1% della differenza osservata. Il dato suggerisce quindi che, nella popolazione cinese analizzata, una parte molto consistente della maggiore incidenza oncologica osservata negli uomini sia associata a esposizioni che possono essere modificate. Questo non significa che tali fattori rappresentino una spiegazione universale della differenza tra i sessi. È proprio il confronto con il Regno Unito a mostrare quanto il quadro possa cambiare.

Nel Regno Unito resta da spiegare una quota molto più ampia

Nella popolazione britannica, infatti, gli stessi fattori spiegavano soltanto il 26,2% del divario nell’incidenza dei tumori tra uomini e donne. La parte non spiegata dall’insieme delle variabili considerate risultava quindi molto più ampia rispetto a quella osservata in Cina.

Anche il peso dei singoli fattori cambiava. Nel Regno Unito emergevano soprattutto obesità, fumo e diabete, mentre il contributo complessivo degli 11 fattori risultava nettamente inferiore a quello osservato nella popolazione cinese. Il confronto è particolarmente importante perché mostra che non basta identificare i principali fattori di rischio oncologico per spiegare automaticamente le differenze tra uomini e donne. Lo stesso fattore può avere un peso molto diverso in popolazioni differenti, in relazione alla frequenza dell’esposizione, alla sua distribuzione tra uomini e donne e alle caratteristiche della popolazione studiata.

Non esiste un’unica spiegazione per il maggiore rischio maschile

I risultati indicano quindi che il maggiore carico di tumori osservato negli uomini non può essere ricondotto a una sola causa. Fumo, alcol, obesità, diabete, attività fisica e altri fattori possono contribuire al divario, ma il loro peso dipende dal contesto.

La differenza tra Cina e Regno Unito suggerisce inoltre che una parte del divario rimane indipendente dai fattori modificabili analizzati, almeno sulla base delle variabili considerate nello studio. Questo lascia aperta la possibilità che entrino in gioco altri elementi non inclusi nell’analisi, comprese caratteristiche biologiche, esposizioni ambientali, differenze comportamentali non misurate o altri determinanti della salute. L’aspetto più interessante della ricerca, dunque, non è soltanto quantificare quanto gli uomini siano maggiormente colpiti dai tumori, ma mostrare quanto possa cambiare la spiegazione di questa differenza da una popolazione all’altra.

Prevenzione oncologica: il contesto conta

I risultati rafforzano l’importanza di considerare il contesto della popolazione quando si analizzano le differenze di rischio oncologico tra uomini e donne. Le strategie di prevenzione non possono infatti essere interpretate come se i principali fattori di rischio avessero lo stesso peso ovunque.

In particolare, il forte contributo attribuito al fumo e all’alcol nella popolazione cinese evidenzia quanto la distribuzione delle esposizioni nella popolazione possa influenzare il divario oncologico. Nel Regno Unito, invece, l’associazione con obesità, fumo e diabete emerge all’interno di un quadro nel quale la maggior parte della differenza rimane non spiegata dai fattori considerati. Lo studio restituisce quindi un quadro più complesso del semplice confronto tra uomini e donne: il divario oncologico ha molteplici determinanti e il loro peso può cambiare radicalmente in funzione della popolazione esaminata.

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