Una ricerca promossa da Novartis Italia su 148 donne con tumore al seno HR+/HER2- in fase iniziale evidenzia un gap tra consapevolezza della possibilità di recidiva e conoscenza del proprio rischio individuale. La Campagna “Facciamo Squadra” punta a rafforzare informazione, dialogo e partecipazione delle pazienti nel percorso di cura
Ottobre è il Breast Cancer Awareness Month, il mese “rosa” dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al seno e all’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce. Per le donne che hanno già ricevuto una diagnosi, la consapevolezza significa anche comprendere il proprio percorso, conoscere il rischio individuale di recidiva, sapere cosa aspettarsi dalle terapie e sentirsi parte attiva delle decisioni di cura.
Su questi aspetti ha indagato una ricerca promossa da Novartis Italia e realizzata da IQVIA su 148 donne con tumore al seno HR+/HER2- in fase iniziale. Ne emerge un quadro di donne informate, che riconoscono il valore della relazione con il medico, ma che non sempre riescono a trasformare la consapevolezza in domande, confronto e partecipazione alle decisioni terapeutiche: solo una su quattro riferisce che la scelta terapeutica è stata realmente discussa e presa in modo condiviso.
Ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 54.000 nuovi casi di tumore al seno e sono circa 925.000 le donne che vivono dopo una diagnosi. Per molte, l’intervento chirurgico non rappresenta la conclusione del percorso di cura. Nel tumore al seno HR+/HER2- in fase iniziale, che interessa circa il 70% delle donne affette da tumore al seno, il rischio di recidiva può persistere anche a distanza di molti anni e deve essere valutato individualmente. Le terapie adiuvanti hanno l’obiettivo di ridurre questo rischio e possono accompagnare la donna per alcuni anni.
Il dato che emerge con maggiore evidenza dalla ricerca è proprio questo. Circa 8 pazienti su 10 sono consapevoli della possibilità che il tumore possa ripresentarsi, tuttavia 1 donna su 4 non conosce il proprio rischio individuale di recidiva.
“Conoscere il proprio rischio individuale significa comprendere meglio le ragioni delle opzioni terapeutiche proposte e che cosa aspettarsi dal trattamento. Per questo è importante che il dialogo con il team di cura prosegua nel tempo e offra a ogni donna lo spazio per porre domande, condividere dubbi e approfondire gli aspetti più rilevanti per il proprio percorso”, osserva Angela Toss, Professoressa Associata presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e Oncologa Medica presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena.
“La ricerca evidenzia che oggi, tra le pazienti, c’è una buona consapevolezza del rischio di recidiva e si è rafforzata la relazione di fiducia con il team curante – afferma Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia – Si tratta di un risultato importante, frutto anche dell’impegno che associazioni di pazienti e Breast Unit hanno portato avanti negli anni per accompagnare le donne lungo il percorso di cura, offrendo informazione e supporto. È ora fondamentale compiere un passo ulteriore, favorendo un dialogo più aperto con il medico e una partecipazione più attiva delle pazienti alle decisioni terapeutiche che le riguardano. Come associazione di pazienti, stiamo lavorando anche in questa direzione”.
Per Novartis, l’impegno nel tumore al seno significa investire nella ricerca e nell’innovazione scientifica, contribuire al miglioramento dei percorsi di cura e collaborare con clinici e associazioni affinché le donne possano trovare informazioni affidabili, strumenti di supporto e occasioni di confronto.
In questa direzione si muove “Facciamo Squadra”, la campagna di sensibilizzazione co-creata dall’azienda farmaceutica con quattro associazioni di pazienti italiane, ANDOS, Europa Donna Italia, Fondazione IncontraDonna e Salute Donna ODV.
Attraverso il sito www.etempodivita.it e le pagine social @etempodivita su Instagram e Facebook, la campagna mette a disposizione materiali informativi dedicati al rischio di recidiva, strumenti per aiutare le donne a prepararsi al dialogo con il team curante e contenuti di approfondimento realizzati con esperti.
Tra questi, spicca la Coach Academy, una serie di contributi dedicati agli aspetti clinici, psicologici e di qualità di vita che accompagnano il percorso dopo l’intervento chirurgico, con testimonianze delle donne che hanno vissuto l’esperienza della malattia.
“Con Facciamo Squadra vogliamo contribuire a creare, insieme ai clinici e alle associazioni, un ecosistema nel quale ogni donna possa trovare informazioni affidabili, strumenti concreti e il supporto necessario per esprimere le proprie priorità. La collaborazione con le associazioni è essenziale per ascoltare i bisogni reali e trasformarli in strumenti e iniziative che possano rispondere concretamente alle esigenze delle persone che affrontano la malattia”, conclude Chiara Gnocchi, Communications & Patient Advocacy Head, Novartis Italia.