Nutri e Previeni 30 Settembre 2026 10:23

Dolcificanti non nutritivi, studio clinico valuta effetti sul peso a lungo termine

In 493 adulti con sovrappeso o obesità, il consumo di bevande dolcificate senza zucchero per due anni è stato associato a una perdita di peso simile a quella osservata con l’acqua.

di Arnaldo Iodice
Dolcificanti non nutritivi, studio clinico valuta effetti sul peso a lungo termine

Un nuovo studio clinico randomizzato controllato ha analizzato gli effetti a lungo termine delle bevande analcoliche dolcificate con dolcificanti non nutritivi (NNS) sulla gestione del peso. La ricerca, condotta dall’Università di Liverpool e pubblicata sul British Journal of Nutrition, ha seguito 493 adulti in sovrappeso o obesità per 104 settimane, nell’ambito di un programma strutturato di gestione del peso basato sul comportamento. I partecipanti sono stati assegnati casualmente a consumare ogni giorno acqua oppure bevande dietetiche commerciali contenenti dolcificanti non nutritivi. Tra quelli utilizzati nello studio figuravano aspartame, acesulfame-K e sucralosio, a livelli inferiori alle soglie di sicurezza stabilite dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

L’obiettivo era valutare se la sostituzione delle bevande zuccherate con prodotti dolcificati senza zucchero potesse influenzare il peso nel lungo periodo e verificare eventuali effetti sulla regolazione dell’appetito e sui parametri metabolici. Lo studio rappresenta il più lungo trial randomizzato controllato condotto finora, secondo gli autori, per esaminare questo specifico confronto nell’ambito della gestione del peso.

Perdita di peso simile nei due gruppi

Dopo 104 settimane, la perdita di peso media è stata di 4,8 chilogrammi nel gruppo che consumava bevande contenenti NNS e di 3,7 chilogrammi nel gruppo che consumava acqua. La differenza tra i due gruppi non è risultata statisticamente significativa. Entrambe le strategie sono quindi state associate a una riduzione del peso mantenuta nell’arco dei due anni di osservazione. La perdita ponderale è inoltre proseguita durante il secondo anno, quando i partecipanti non ricevevano più il supporto previsto nella fase iniziale del programma.

Oltre al peso corporeo, i ricercatori hanno valutato diversi parametri antropometrici e metabolici. In entrambi i gruppi sono state osservate riduzioni della circonferenza della vita e dei fianchi, insieme a miglioramenti della composizione corporea e di diversi biomarcatori metabolici. Anche la pressione sanguigna e il colesterolo non hanno mostrato differenze clinicamente significative tra chi consumava bevande NNS e chi beveva acqua.

I risultati, quindi, non hanno evidenziato un peggioramento dei principali parametri metabolici associato al consumo prolungato delle bevande analizzate. L’assunzione complessiva di zuccheri si è inoltre ridotta in entrambi i gruppi, con una diminuzione leggermente maggiore tra i partecipanti assegnati alle bevande dolcificate con NNS.

Nessuna evidenza di alterazioni dell’appetito

Uno degli interrogativi alla base dello studio riguardava la possibilità che l’impiego di dolcificanti non nutritivi potesse influenzare negativamente la regolazione dell’appetito o produrre conseguenze metaboliche nel lungo periodo. I risultati del trial non hanno fornito evidenze a sostegno di queste preoccupazioni. Nel contesto del programma di gestione del peso, le bevande contenenti NNS hanno prodotto risultati complessivamente comparabili a quelli osservati con l’acqua. Il dato è rilevante perché il consumo di bevande rappresenta una delle possibili fonti di zuccheri aggiunti nella dieta e la loro sostituzione può modificare l’apporto energetico complessivo.

Gli autori sottolineano tuttavia che il risultato va interpretato nel contesto specifico dello studio: i partecipanti erano adulti in sovrappeso o con obesità inseriti in un programma comportamentale strutturato, e non una popolazione generale che consumava bevande NNS al di fuori di un intervento per la gestione del peso. Lo studio ha inoltre esaminato specifici dolcificanti, tra cui aspartame, acesulfame-K e sucralosio, e non consente automaticamente di estendere i risultati a ogni dolcificante non nutritivo esistente. Il finanziamento è stato fornito dall’American Beverage Association, mentre i ricercatori dichiarano che il gruppo di ricerca era indipendente dal finanziatore e ha mantenuto il controllo sull’analisi e sulla presentazione dei risultati. Il precedente lavoro dello stesso progetto, pubblicato nel 2023 sull’International Journal of Obesity, aveva già esaminato gli effetti delle bevande NNS sull’appetito durante la perdita di peso.

Il confronto con le indicazioni internazionali

I risultati dello studio SWITCH si inseriscono nel dibattito sull’utilizzo dei dolcificanti non zuccherini per la gestione del peso. Gli autori sottolineano che le evidenze provenienti da studi osservazionali possono essere influenzate da diversi fattori e non permettono di stabilire con certezza un rapporto di causa-effetto. Il trial randomizzato fornisce invece dati raccolti prospetticamente per due anni, consentendo un confronto diretto tra acqua e bevande NNS all’interno di un programma di gestione del peso. Secondo i ricercatori, i risultati possono contribuire alla discussione sulle raccomandazioni relative all’impiego dei dolcificanti come alternativa alle bevande zuccherate. Il riferimento è anche alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha espresso cautela sull’utilizzo dei dolcificanti non zuccherini per il controllo del peso sulla base dell’incertezza delle evidenze disponibili.

I nuovi dati non dimostrano che le bevande NNS siano necessarie per perdere peso, ma indicano che, nelle condizioni dello studio, il loro consumo ha prodotto risultati sul peso comparabili a quelli dell’acqua e non è stato associato a differenze clinicamente significative nei principali parametri metabolici considerati. Saranno necessari ulteriori studi per valutare la generalizzabilità dei risultati a popolazioni diverse e a differenti modalità di consumo.

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