Sanità 29 Settembre 2026 12:04

Trapianti, dal CNT due nuovi documenti per aumentare le opportunità e rafforzare la sicurezza

Il Centro nazionale trapianti ha approvato 66 raccomandazioni per la gestione del potenziale donatore di polmoni e 16 proposte sulla sicurezza nella donazione di rene da vivente. I documenti presentati al 49° Congresso nazionale SITO di Bari

di Redazione
Trapianti, dal CNT due nuovi documenti per aumentare le opportunità e rafforzare la sicurezza

Preservare la funzionalità dei polmoni fino al momento del prelievo e garantire la massima tutela della persona sana che sceglie di donare un rene. Sono questi i due obiettivi al centro dei nuovi documenti elaborati e approvati dal Centro nazionale trapianti (CNT), presentati al 49° Congresso nazionale della Società italiana dei trapianti d’organo e di tessuti (SITO), in corso a Bari. Due percorsi diversi, ma accomunati dalla stessa esigenza: definire criteri condivisi, basati sulle evidenze scientifiche e sull’esperienza della Rete trapiantologica italiana, per rendere più omogenee le procedure e rafforzare qualità e sicurezza.

Polmone, 66 raccomandazioni per preservare gli organi

Il documento “Gestione intensiva del potenziale candidato alla donazione di polmoni” raccoglie 66 raccomandazioni cliniche e operative rivolte ad anestesisti-rianimatori, coordinamenti regionali e professionisti dei centri trapianto. Le indicazioni riguardano diversi aspetti della gestione del potenziale donatore: dalla ventilazione e dal reclutamento alveolare alla gestione emodinamica, dagli aspetti infettivologici agli accertamenti necessari per valutare l’idoneità dell’organo. Il documento affronta inoltre la donazione a cuore fermo controllato e il coordinamento delle équipe nei prelievi combinati. Il polmone è l’organo che presenta il tasso di utilizzo più basso tra quelli prelevabili. La sua funzionalità può infatti essere compromessa da alterazioni emodinamiche, infiammazione, infezioni, edema e modalità di ventilazione non appropriate. Una parte di questi danni, tuttavia, può essere prevenuta o trattata durante la permanenza del potenziale donatore deceduto in terapia intensiva. L’obiettivo delle nuove raccomandazioni è quindi rendere più omogenea la gestione clinica e contribuire a recuperare polmoni potenzialmente idonei al trapianto che, in assenza di interventi appropriati, rischierebbero di essere esclusi.

Rene da vivente, la sicurezza al centro del percorso

Il secondo documento, “Valutazione e gestione della sicurezza nella donazione di rene da vivente”, è dedicato invece alla tutela della persona sana che decide di donare un rene. Il documento affronta 12 quesiti prioritari, dai quali sono state elaborate 16 proposte di raccomandazione. Le indicazioni riguardano la valutazione dei rischi prima della donazione, l’informazione e il consenso, l’esperienza delle équipe chirurgiche, le caratteristiche anatomiche del rene da prelevare e la scelta delle tecniche operatorie. Tra gli altri aspetti presi in considerazione figurano la disponibilità di sangue, la gestione delle emergenze, la prevenzione delle trombosi, la sorveglianza postoperatoria e il controllo del dolore. Le proposte sono state sottoposte a una valutazione multidisciplinare indipendente e hanno tutte raggiunto la soglia di consenso prevista. In particolare, 14 delle 16 raccomandazioni hanno ottenuto l’unanimità.

Nel 2025 144 trapianti di polmone e 2.367 di rene

I dati dell’attività trapiantologica italiana aiutano a inquadrare la rilevanza dei due documenti. Nel 2025 in Italia sono stati effettuati 144 trapianti di polmone. Il tempo medio per arrivare al trapianto è stato di 8,7 mesi, mentre il tempo medio di attesa in lista, considerando tutte le persone presenti, comprese quelle che non sono state sottoposte a trapianto, è stato di circa 2 anni e mezzo. Nello stesso anno sono stati realizzati 2.367 trapianti di rene. In 364 casi l’organo è stato donato da una persona vivente, pari a poco più del 15% dell’attività complessiva di trapianto renale.

Feltrin: “Criteri condivisi per aumentare le opportunità e la sicurezza”

“Sono due documenti diversi per contenuti e destinatari, ma nascono dalla stessa esigenza: tradurre le evidenze scientifiche e l’esperienza maturata dalla Rete in criteri condivisi e concretamente applicabili”, spiega il direttore del Centro nazionale trapianti Giuseppe Feltrin. “Desidero ringraziare tutti i professionisti e le società scientifiche coinvolte, che hanno contribuito alla loro elaborazione mettendo a disposizione competenze ed esperienza”, aggiunge. Nel caso della donazione di polmone, sottolinea Feltrin, “una gestione appropriata del donatore deceduto può migliorare la qualità di organi che altrimenti rischierebbero di non essere impiegabili per il trapianto”. Nella donazione di rene da vivente, invece, “ogni passaggio deve partire dalla massima tutela della persona sana che sceglie di donare”. “Rendere questi percorsi più uniformi significa offrire maggiori possibilità alle persone in attesa di trapianto e, nello stesso tempo, rafforzare la qualità e la sicurezza dell’intero sistema”, conclude.

Il lavoro multidisciplinare della Rete trapiantologica

Il documento dedicato alla gestione del potenziale donatore di polmoni è stato elaborato da un gruppo multidisciplinare costituito dal CNT, con il coinvolgimento della SITO e della SIAARTI, la Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva. Il documento sulla donazione di rene da vivente è stato invece approvato dal CNT e condiviso da SITO, SIAARTI, SIC, SIN e SIU, rispettivamente Società italiana di chirurgia, Società italiana di nefrologia e Società italiana di urologia. Al lavoro hanno partecipato anche esperti di etica e professionisti di diverse specializzazioni. In entrambi i casi, le indicazioni sono state formulate sulla base delle evidenze scientifiche disponibili e, negli ambiti nei quali la letteratura risulta ancora limitata, attraverso un percorso di consenso strutturato tra esperti.

La diffusione delle nuove indicazioni

Il CNT ha già avviato la diffusione del documento sul polmone presso i coordinamenti regionali, i centri trapianto e le unità di terapia intensiva. È inoltre previsto un ciclo di webinar rivolto ai professionisti coinvolti nel percorso di donazione. Il documento sulla donazione di rene da vivente sarà invece sottoposto all’Istituto superiore di sanità, nell’ambito dell’iter previsto per l’elaborazione delle Raccomandazioni di buona pratica clinico-assistenziale. Due strumenti che puntano dunque a rendere più omogenei percorsi diversi ma entrambi delicati: da una parte la possibilità di preservare e rendere disponibili più organi per il trapianto, dall’altra la necessità di garantire la massima sicurezza lungo tutto il percorso di una persona sana che decide di diventare donatrice.

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