Tutto Diabete 23 Settembre 2026 15:50

Diabethon Junior, per la prima volta Verona: giochi, screening e ricerca a misura di bambino

Sabato 26 settembre alla Scuola di Medicina e Chirurgia di Borgo Roma una giornata dedicata a bambini, ragazzi e famiglie. Screening degli autoanticorpi per il diabete di tipo 1 nei giovani a rischio

di Redazione
Diabethon Junior, per la prima volta Verona: giochi, screening e ricerca a misura di bambino

Giochi, attività pensate per le diverse fasce d’età, incontri con psicologi e dietisti, tecnologie per la gestione del diabete e, soprattutto, screening e ricerca spiegata ai più giovani. È il programma del Diabethon Junior 2026, che arriva per la prima volta a Verona e porta al centro non soltanto il diabete di tipo 1, ma anche il ruolo attivo delle famiglie nel percorso di prevenzione, cura e ricerca. L’appuntamento è per sabato 26 settembre, dalle 10 alle 18, alla Lente didattica della Scuola di Medicina e Chirurgia di Borgo Roma. A ospitare l’iniziativa è per la prima volta la Pediatria B dell’Aoui di Verona, diretta dal professor Claudio Maffeis e Centro regionale per la Diabetologia pediatrica, in collaborazione con la Fondazione Italiana Diabete ETS. L’obiettivo è costruire una giornata capace di parlare a bambini, adolescenti e genitori con linguaggi e strumenti diversi, creando uno spazio di incontro tra chi vive direttamente o indirettamente il diabete di tipo 1 e i professionisti impegnati ogni giorno nella prevenzione, nell’assistenza e nella ricerca.

Una giornata pensata per tutta la famiglia

La mattina sarà dedicata soprattutto alle attività rivolte alle diverse fasce d’età. Per i più piccoli e gli adolescenti sono previste sessioni di Yoga Kids e Yoga Teens, mentre per i ragazzi più grandi saranno organizzati momenti di confronto con psicologhe e dietiste. Per i genitori sono previsti incontri con psicologi e attività di arteterapia. Nel corso della giornata sarà inoltre disponibile il Corner tecnologie – “Speed Date con l’esperto”, accessibile su prenotazione. Un’occasione per confrontarsi direttamente con uno specialista sulle tecnologie oggi disponibili per la gestione del diabete di tipo 1.

Screening del diabete di tipo 1: chi può partecipare

Uno dei momenti centrali dell’iniziativa sarà lo screening per il diabete di tipo 1, previsto dalle 10.30 alle 14 e accessibile su prenotazione. Il programma è rivolto a bambini e ragazzi da 1 a 18 anni che abbiano un familiare con diabete di tipo 1 oppure presentino condizioni associate a un maggiore rischio, tra cui celiachia, tiroidite autoimmune o altre malattie autoimmuni. L’esame viene effettuato attraverso un semplice prelievo di sangue capillare dal dito. Il campione viene raccolto su uno speciale cartoncino, attraverso la metodica DBS, Dried Blood Spot, da personale infermieristico qualificato. Lo screening rientra nel progetto internazionale DETECT del network INNODIA e consente di ricercare precocemente gli autoanticorpi associati al diabete di tipo 1. In caso di positività, la famiglia può essere indirizzata verso un percorso di supporto e monitoraggio personalizzato presso il Centro pediatrico di Verona. La diagnosi precoce può contribuire a evitare che la malattia venga riconosciuta soltanto quando sono già presenti manifestazioni importanti, come la chetoacidosi, e, quando indicato, può permettere di valutare l’accesso a terapie innovative finalizzate a rallentare la progressione della malattia.

La ricerca spiegata ai bambini

Nel pomeriggio i riflettori si sposteranno sulla ricerca. L’idea è portare clinici e ricercatori a dialogare direttamente con bambini, ragazzi e famiglie, rendendo comprensibili anche ai più giovani le domande alle quali la ricerca scientifica sta cercando di dare una risposta. Per chi convive con il diabete di tipo 1, conoscere il lavoro dei ricercatori significa anche comprendere meglio quali siano le direzioni verso cui si sta muovendo la scienza: dalla prevenzione dell’esordio della malattia alla possibilità di rallentarne o arrestarne la progressione, fino allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche. Un dialogo che punta a essere rigoroso, senza semplificazioni improprie e senza creare false aspettative, ma permettendo alla comunità di conoscere più da vicino come si costruisce la ricerca di una cura.

Diabethon Junior, la ricerca insieme alla comunità

Quella di Verona è la settima edizione del Diabethon Junior, iniziativa che nelle precedenti edizioni si è svolta online o a Milano. Il format nasce per offrire strumenti e conoscenze, ma anche per creare uno spazio nel quale le persone con diabete di tipo 1 e le loro famiglie possano sentirsi parte attiva del percorso della ricerca. Per l’edizione veronese hanno collaborato con la Pediatria B la Fondazione Italiana Diabete, l’Associazione Italiana Giovani Diabetici (AGD) Italia e Verona e Diabete Italia, secondo quanto riportato nell’organizzazione dell’evento. La Fondazione Italiana Diabete ETS sostiene la ricerca scientifica finalizzata a trovare una cura per il diabete di tipo 1, finanziando progetti selezionati sulla base del loro valore scientifico e promuovendo informazione, sensibilizzazione e partecipazione della comunità delle persone con diabete di tipo 1 e delle loro famiglie. Per FID, la ricerca di una cura comprende lo sviluppo di strategie capaci di prevenire il diabete di tipo 1, arrestarne la progressione, arrivare alla guarigione o rendere possibile vivere senza la necessità permanente di insulina o di altre terapie.

Maffeis: “Prevenzione, diagnosi precoce, cura e ricerca”

“Siamo lieti di ospitare la prima edizione del Diabethon Junior a Verona e di contribuire, insieme alla Fondazione Italiana Diabete, a una giornata che accoglie bambini, famiglie, professionisti sanitari e ricercatori”, sottolinea Claudio Maffeis, direttore dell’Uoc Pediatria B (nella foto). “La nostra Unità operativa, Centro Specializzato Regionale per la Diabetologia Pediatrica e punto di riferimento a livello nazionale ed europeo, è da sempre impegnata in prevenzione, diagnosi precoce, cura e ricerca sul diabete di tipo 1”. Per Maffeis, l’iniziativa rappresenta anche un’occasione per rafforzare il rapporto tra mondo sanitario, associazioni e comunità scientifica. “Questo evento conferma il ruolo di eccellenza di Aoui e dell’Università di Verona nell’assistenza e nella ricerca, nonché l’importanza di una stretta collaborazione tra istituzioni sanitarie, associazioni e comunità scientifica”. E ancora: “Iniziative come questa sono fondamentali per promuovere una corretta informazione, favorire l’accesso allo screening e accompagnare bambini e ragazzi con modalità e strumenti di cura scientificamente validati”. La partecipazione all’iniziativa, conclude Maffeis, “rappresenta inoltre un’espressione concreta della terza missione dell’Università di Verona”.

Ulivi: “Niente su di noi, senza di noi”

Per Francesca Ulivi, direttrice generale della Fondazione Italiana Diabete, la partecipazione della comunità è parte integrante del percorso verso nuove possibilità di cura. “Per FID è fondamentale che le persone con diabete di tipo 1 e le loro famiglie possano conoscere, comprendere e partecipare al confronto sulla ricerca”, afferma. “Con Diabethon Junior vogliamo creare uno spazio in cui anche bambini e ragazzi possano fare domande direttamente a chi lavora sulla ricerca di una cura”. Un principio che Ulivi sintetizza attraverso una frase diventata centrale nel rapporto tra ricerca e comunità: “Niente su di noi, senza di noi”. “Significa anche questo: costruire conoscenza e futuro insieme alla comunità”.

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