La raccolta coordinata dall’Università di Cagliari analizza stress ossidativo, funzione mitocondriale, perfusione oculare e funzione olfattiva.
La rivista scientifica Nutrients ha pubblicato lo Special Issue “The Effect of Natural Extracts on Aging and Neurodegenerative Diseases”, coordinato da Carla Masala e Antonella Rosa dell’Università degli Studi di Cagliari. La raccolta comprende otto studi originali dedicati al possibile ruolo di estratti vegetali e molecole bioattive nei processi associati all’invecchiamento e alle malattie neurodegenerative. Quattro ricerche sono state condotte nell’uomo, mentre altre quattro hanno utilizzato modelli animali. Il lavoro prende in esame alcuni dei principali meccanismi coinvolti nel deterioramento legato all’età, tra cui stress ossidativo e infiammazione, e i loro possibili effetti sulle funzioni cognitive, sui sistemi sensoriali e sulla perfusione dei tessuti cerebrali. L’obiettivo della raccolta è approfondire il potenziale di composti di origine naturale come strumenti da studiare nell’ambito della prevenzione e del supporto all’invecchiamento in salute, verificandone effetti e meccanismi d’azione attraverso approcci sperimentali differenti.
Due degli studi raccolti nello Special Issue hanno approfondito il possibile ruolo di composti vegetali nei processi cellulari associati alla malattia di Alzheimer. I ricercatori hanno studiato le proprietà antiossidanti delle vescicole extracellulari derivate dal rabarbaro (Rheum rhabarbarum). Le vescicole, considerate potenziali nanocarrier naturali di composti bioattivi, hanno ridotto i livelli intracellulari di specie reattive dell’ossigeno e modificato l’espressione di proteine coinvolte nella risposta allo stress ossidativo e nel metabolismo cellulare.
Un’altra ricerca, coordinata da Rezaee e colleghi, ha invece analizzato gli estratti polifenolici ottenuti da sei varietà di sorgo. Lo studio si è concentrato su alcuni meccanismi molecolari caratteristici dell’Alzheimer, tra cui l’iperfosforilazione della proteina tau e le alterazioni della funzione mitocondriale. Gli estratti hanno mostrato un effetto dose dipendente sulla riduzione della fosfo tau indotta dal peptide beta amiloide. È stato inoltre osservato un recupero del potenziale di membrana dei mitocondri e un incremento della produzione di ATP nelle cellule. I risultati indicano quindi specifici effetti sui processi cellulari studiati, che dovranno essere ulteriormente verificati attraverso ricerche successive.
Lo Special Issue affronta anche altre condizioni associate all’invecchiamento. Hanyuda e collaboratori hanno valutato gli effetti di un integratore multinutriente contenente zenzero rosso (Zingiber officinale) in pazienti con glaucoma primario ad angolo aperto. La patologia è caratterizzata dalla progressiva degenerazione delle cellule ganglionari retiniche e dalla conseguente perdita della vista. Dopo la somministrazione dell’estratto è stato osservato un incremento acuto e a breve termine del flusso sanguigno nella testa del nervo ottico. Il dato suggerisce un possibile effetto sulla perfusione oculare, ma non consente di stabilire un beneficio clinico sulla progressione della malattia.
Un altro studio, guidato da Rosa e colleghi, ha esaminato invece il rapporto tra funzione olfattiva e invecchiamento. La ricerca ha valutato la percezione degli oli essenziali di rosmarino (Rosmarinus officinalis) e cumino (Carum carvi) in diverse fasce d’età. Gli autori hanno osservato che gradevolezza, intensità e familiarità degli aromi si mantenevano relativamente stabili con l’aumentare dell’età. La funzione olfattiva viene considerata di interesse anche nello studio del declino cognitivo, poiché alterazioni dell’olfatto possono associarsi a cambiamenti nelle funzioni cognitive.
Gli altri quattro lavori della raccolta hanno utilizzato modelli animali per approfondire specifici meccanismi biologici. Gli studi hanno analizzato estratti e composti derivati da Vitis vinifera, Dendrobium, Centella asiatica e cacao. Nel modello murino di lesione cerebrale traumatica, l’estratto di foglie di Vitis vinifera è stato studiato in relazione allo stress ossidativo e alla stabilità delle barriere emato encefalica e intestinale. La dendrobina è stata invece valutata per i suoi effetti sulla neuroinfiammazione associata all’attivazione delle cellule della microglia. Gli estratti acquosi di Centella asiatica, ricchi di acidi triterpenici, sono stati studiati per gli effetti sull’apprendimento e sulla memoria, mentre la epicatechina del cacao è stata analizzata in relazione alla perossidazione lipidica e alle prestazioni mnemoniche in ratti anziani. Nel complesso, questi risultati contribuiscono a chiarire possibili meccanismi d’azione dei composti vegetali. La loro trasferibilità all’uomo, tuttavia, richiede ulteriori studi clinici in grado di definirne efficacia, sicurezza, biodisponibilità e dosaggi.
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