Uno studio della Flinders University ha analizzato 300 video su alimentazione e benessere pubblicati sulle due piattaforme, valutandone contenuti, credibilità e qualifiche dei creator
TikTok e Instagram sono diventati una fonte sempre più utilizzata per cercare consigli su alimentazione, fitness e benessere, una sorta di bussola quotidiana anche per la salute, tra consigli su cosa mangiare, come allenarsi, quali integratori scegliere e quali prodotti utilizzare. Ma dietro video “convincenti” e migliaia di follower non c’è necessariamente una competenza scientifica, e spesso chi parla non è un esperto. Dunque, quanto possiamo davvero fidarci dei consigli dei creator?
A indagare il fenomeno sono stati ricercatori della Flinders University di Adelaide, in Australia, con uno studio pubblicato il 22 luglio 2026 sul Journal of Technology in Behavioral Science. L’analisi ha esaminato 300 video, 150 TikTok e 150 Instagram Reels, selezionati attraverso gli hashtag #healthylifestyle, #nutrition e #cleaneating e rivolti a un pubblico femminile, con creator donne. L’obiettivo era valutare la presenza di messaggi legati a restrizioni alimentari, immagine corporea, ideali di salute e credibilità delle informazioni. Il quadro emerso mostra una forte presenza di contenuti prodotti da creator senza qualifiche riconosciute e una quota elevata di informazioni giudicate fuorvianti o ingannevoli.
Quali contenuti sulla salute sono stati analizzati
I ricercatori hanno raccolto i primi 50 video restituiti da ciascuno dei tre hashtag su entrambe le piattaforme, eliminando eventuali duplicati. La ricerca è stata effettuata tra il 25 e il 27 maggio 2025, utilizzando account dei ricercatori e la ricerca tramite hashtag per ridurre l’effetto della personalizzazione algoritmica. Sono stati analizzati esclusivamente i contenuti video, senza considerare testi delle descrizioni e commenti. Il lavoro si è concentrato in particolare su alimentazione, dieta, esercizio fisico, immagine corporea e credibilità delle informazioni.
Diete, restrizioni e promozione di integratori
Nel 67,3% dei video era presente un’enfasi sull’alimentazione “sana” o clean eating, mentre il 75,3% mostrava o promuoveva integratori e/o superfood. Quasi un video su tre (28,7%) proponeva regole o restrizioni alimentari e nel 16% comparivano messaggi basati sulla paura o sull’evitamento di determinati alimenti. Nel 19,7% dei contenuti veniva inoltre utilizzato un linguaggio che attribuiva agli alimenti una connotazione morale. Gli autori hanno analizzato questi elementi come temi associati alla sintomatologia dell’ortoressia nervosa, senza però poter stabilire che i contenuti analizzati provochino questa condizione.
Quando salute e immagine corporea si sovrappongono
Un altro elemento rilevante riguarda il modo in cui viene rappresentato il corpo. La oggettivazione del corpo era presente nel 63% dei video, con una frequenza maggiore su Instagram rispetto a TikTok. Nel 49,3% dei contenuti l’alimentazione sana veniva inoltre presentata in una forma estetizzata. In alcuni video, il raggiungimento di un determinato aspetto fisico veniva direttamente collegato alle scelte alimentari. Per gli autori, questi contenuti contribuiscono a rappresentare la salute non soltanto come benessere, ma anche attraverso ideali fisici e modelli corporei specifici.
Creator qualificati e informazioni: cosa cambia
Uno dei risultati più netti riguarda la preparazione di chi produce i contenuti: il 78% dei creator non aveva qualifiche riconosciute in ambito salute, fitness o nutrizione, mentre il 22% risultava in possesso di certificazioni o qualifiche individuabili pubblicamente. Nel complesso, il 68% delle informazioni è stato classificato come fuorviante o ingannevole. La differenza emerge soprattutto confrontando i due gruppi: i creator qualificati hanno pubblicato contenuti classificati come accurati nel 45,5% dei casi, contro il 4,7% tra quelli non qualificati; inoltre, i contenuti fuorvianti o ingannevoli erano il 40,9% tra i qualificati e il 75,2% tra i non qualificati.
Cosa ci dice lo studio e quali sono i suoi limiti
Gli autori concludono che i contenuti analizzati su TikTok e Instagram presentano frequentemente rigidità alimentare, moralizzazione del cibo e ideali di salute legati all’aspetto fisico, insieme a una presenza consistente di informazioni poco affidabili. Lo studio, però, è una content analysis: fotografa ciò che compare nei video, ma non può dimostrare che l’esposizione a questi contenuti provochi ortoressia, disturbi alimentari o altri effetti sulla salute. Inoltre, c’è da dire che il campione riguarda esclusivamente contenuti rivolti alle donne e con creator donne, quindi i risultati non possono essere automaticamente estesi a tutti gli utenti o ai contenuti rivolti agli uomini.
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