Salute 30 Giugno 2026 15:42

Caldo e raggi UV, i consigli dell’Oms: “Evitare il sole tra le 10 e le 16”

Con l'aumento delle temperature cresce anche il rischio legato all'esposizione ai raggi ultravioletti. L'Oms ricorda che bastano poche semplici precauzioni per ridurre il rischio di tumori della pelle, danni agli occhi e alterazioni del sistema immunitario

di Redazione
Caldo e raggi UV, i consigli dell’Oms: “Evitare il sole tra le 10 e le 16”

Non è solo il caldo a rappresentare un rischio per la salute durante l’estate. Con l’aumento delle temperature e delle attività all’aperto cresce anche l’esposizione ai raggi ultravioletti (UV), un fattore strettamente associato all’incremento dei tumori della pelle registrato negli ultimi decenni. Per questo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) richiama l’attenzione sull’importanza di proteggersi dal sole, soprattutto nelle ore centrali della giornata, adottando semplici comportamenti che possono ridurre in modo significativo i rischi per la salute.

Perché i raggi UV fanno male

Secondo l’Oms, l’aumento dei casi di tumore cutaneo è strettamente correlato a una maggiore esposizione ai raggi solari durante le attività all’aria aperta e all’utilizzo di fonti artificiali di radiazioni ultraviolette, come lampade e lettini abbronzanti. L’esposizione eccessiva, però, non aumenta soltanto il rischio oncologico. I raggi UV possono infatti provocare danni agli occhi, favorendo patologie come la cataratta, e compromettere il corretto funzionamento del sistema immunitario. Per questo la prevenzione non riguarda solo la stagione estiva, ma rappresenta una misura di tutela della salute lungo tutto l’arco della vita.

I consigli dell’Oms

Per limitare gli effetti nocivi delle radiazioni ultraviolette, l’Oms raccomanda innanzitutto di evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde della giornata, indicativamente tra le 10 e le 16, soprattutto quando l’indice UV è elevato. Se è necessario rimanere all’aperto, è consigliabile cercare zone d’ombra e indossare abiti protettivi, insieme a un cappello a tesa larga che protegga testa, viso e collo. Fondamentale anche l’utilizzo di una crema solare ad ampio spettro, con un fattore di protezione di almeno SPF 15, preferibilmente superiore, da applicare generosamente e rinnovare ogni due ore o dopo il bagno. L’Organizzazione mondiale della sanità ricorda inoltre di evitare lampade e lettini abbronzanti, poiché le radiazioni ultraviolette artificiali sono note per danneggiare pelle e occhi e aumentare il rischio di tumori cutanei.

Cosa sono le radiazioni ultraviolette

Le radiazioni UV fanno parte dello spettro elettromagnetico e hanno una lunghezza d’onda compresa tra 100 e 400 nanometri. Si distinguono in tre categorie: UVA, UVB e UVC. La quasi totalità dei raggi UVC e circa il 90% degli UVB vengono assorbiti dall’atmosfera terrestre grazie all’azione dell’ozono, del vapore acqueo e di altri gas presenti nell’aria. I raggi UVA, invece, attraversano più facilmente l’atmosfera e rappresentano la componente principale della radiazione ultravioletta che raggiunge la superficie terrestre.

Gli effetti sulla salute

L’esposizione ai raggi UV può provocare effetti immediati, come le scottature solari, ma anche conseguenze a lungo termine. Tra queste rientrano i tumori della pelle, l’invecchiamento precoce cutaneo, la cataratta e altre patologie oculari. Inoltre, le radiazioni ultraviolette possono alterare la risposta del sistema immunitario, rendendo l’organismo più vulnerabile. Secondo l’Oms, anche la progressiva riduzione dello strato di ozono, dovuta all’inquinamento di origine antropica, contribuisce ad aumentare la quantità di radiazioni UVA e UVB che raggiungono la superficie terrestre, con possibili ripercussioni non solo sulla salute umana, ma anche sugli ecosistemi, sugli animali e sulla vegetazione. L’Oms invita a prestare particolare attenzione ai bambini, più vulnerabili agli effetti delle radiazioni ultraviolette perché il loro organismo è ancora in fase di sviluppo. Limitare l’esposizione al sole fin dall’infanzia rappresenta uno dei principali strumenti di prevenzione, dal momento che le scottature in età pediatrica aumentano il rischio di sviluppare un tumore della pelle negli anni successivi.

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