Advocacy e Associazioni 15 Maggio 2026 15:22

Tumori, ANDOS: “Per un paziente su tre i costi incidono sull’accesso alle cure”

Al 43° Congresso nazionale ANDOS il tema della prossimità delle cure oncologiche diventa centrale. Il 35% dei pazienti oncologici denuncia una riduzione delle risorse economiche a causa della malattia e per quasi tre persone su dieci le difficoltà finanziarie incidono anche sulla possibilità di curarsi

di Redazione
Tumori, ANDOS: “Per un paziente su tre i costi incidono sull’accesso alle cure”

La malattia oncologica non pesa soltanto sul piano clinico e psicologico. Sempre più spesso il tumore porta con sé anche un costo economico che incide sulla qualità di vita, sull’organizzazione familiare e, in alcuni casi, persino sull’accesso alle cure. A richiamare l’attenzione sul tema è il 43° Congresso nazionale di ANDOS, l’Associazione Nazionale Donne Operate al Seno, in corso a Velletri fino al 16 maggio. L’edizione 2026, dedicata a “L’importanza della prossimità nella presa in carico della fragilità, vulnerabilità e deprivazione”, ha riunito clinici, associazioni pazienti, istituzioni ed esperti di organizzazione sanitaria per discutere di reti oncologiche, screening, qualità dell’assistenza e tossicità finanziaria.

La tossicità finanziaria pesa sulle famiglie

Secondo i dati presentati durante il congresso, il 35% dei pazienti oncologici riferisce una riduzione delle proprie risorse economiche a causa della malattia, mentre per il 29% le difficoltà finanziarie incidono direttamente sulla possibilità di ricevere cure mediche. Tra le spese che pesano maggiormente ci sono quelle legate agli spostamenti necessari per raggiungere ospedali e centri oncologici. Carburante, parcheggi, pedaggi, pernottamenti e giornate lavorative perse si sommano infatti ai costi indiretti sostenuti da caregiver e familiari. Per molte persone il percorso oncologico si trasforma così anche in un problema logistico ed economico, soprattutto nei territori meno serviti o per i pazienti più fragili e anziani.

ANDOS: “Servono cure più vicine alla vita quotidiana delle pazienti”

“La vicinanza delle cure rappresenta un elemento fondamentale del percorso oncologico – afferma Flori Degrassi, Presidente nazionale ANDOS –. Le pazienti non chiedono soltanto terapie efficaci, ma un’assistenza che tenga conto della loro vita quotidiana, della fragilità emotiva, del lavoro, della famiglia e delle difficoltà economiche”. Secondo Degrassi, ridurre distanze, tempi di attesa e difficoltà organizzative significa garantire maggiore equità e migliorare concretamente la qualità di vita delle persone con tumore. “La prossimità dell’assistenza rafforza anche il rapporto di fiducia con i professionisti sanitari e favorisce l’aderenza terapeutica – sottolinea –. Per questo servono reti oncologiche solide, servizi territoriali e modelli organizzativi capaci di accompagnare le persone lungo tutto il percorso di cura”. La presidente ANDOS richiama inoltre il ruolo delle associazioni pazienti, considerate sempre più un punto di riferimento non solo sul piano umano ma anche sociale e organizzativo. “Le associazioni aiutano le donne ad affrontare non soltanto la malattia, ma anche le conseguenze psicologiche, sociali ed economiche che spesso accompagnano una diagnosi oncologica”, aggiunge.

AIOM: “La qualità di vita deve diventare centrale”

Per Massimo Di Maio, Presidente nazionale AIOM, la prossimità delle cure rappresenta oggi uno degli elementi chiave dell’assistenza oncologica moderna. “Ridurre spostamenti, difficoltà organizzative e tempi di accesso ai servizi significa alleggerire il peso quotidiano della malattia e migliorare concretamente il percorso assistenziale”, osserva. Di Maio sottolinea inoltre l’importanza crescente dei PROs, i Patient Reported Outcomes, cioè gli esiti riferiti direttamente dai pazienti senza il filtro del clinico. “Questi strumenti permettono di valutare sintomi, effetti collaterali, impatto psicologico e difficoltà pratiche legate alla malattia – spiega – e consentono ai medici di personalizzare maggiormente l’assistenza”. Secondo il presidente AIOM, la qualità di vita dovrebbe diventare un parametro sempre più centrale sia nell’organizzazione dei percorsi oncologici sia nella valutazione dell’efficacia delle cure.

Fondazione AIOM: “Ridurre le distanze significa ridurre le disuguaglianze”

Sul tema interviene anche Francesco Perrone, Presidente di Fondazione AIOM, che richiama il concetto di “tossicità finanziaria”, ormai riconosciuto come uno degli aspetti più critici della malattia oncologica. “La tossicità finanziaria costituisce un problema concreto anche in un sistema sanitario universalistico come il nostro – afferma –. Tra i fattori che incidono maggiormente figurano proprio gli spostamenti necessari per raggiungere i centri oncologici, soprattutto quando le cure si protraggono nel tempo”. Secondo Perrone, le reti oncologiche territoriali possono rappresentare uno strumento decisivo per costruire percorsi più sostenibili dal punto di vista sociale ed economico. “Ridurre le distanze significa migliorare l’accessibilità delle cure e limitare le disuguaglianze”, conclude.

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