Advocacy 2030 2 Aprile 2026 08:30

Psoriasi, oltre la pelle: qualità della vita, terapie e advocacy per i pazienti cronici

Valeria Corazza, presidente di APIAFCO, racconta l’impegno dell’associazione nell’educazione dei pazienti, nella riduzione dello stigma, nell’accesso alle terapie innovative e nella promozione di modelli multidisciplinari, con l’obiettivo di migliorare concretamente la vita delle persone

di Isabella Faggiano
Psoriasi, oltre la pelle: qualità della vita, terapie e advocacy per i pazienti cronici

In Italia circa 1,8 milioni di persone convivono con la psoriasi, di cui 250mila in forma severa. La malattia, cronica e invalidante, non si limita a interessare la pelle: spesso si accompagna a comorbidità gravi come artrite psoriasica, diabete, ipercolesterolemia, malattie infiammatorie intestinali, insufficienza renale, patologie cardiovascolari e disturbi psicologici. “La psoriasi non è solo un problema cutaneo – spiega Valeria Corazza, presidente di APIAFCO – la sua gestione richiede attenzione a tutti gli aspetti della vita del paziente, dalla salute fisica a quella mentale, fino alla qualità delle relazioni e del lavoro”. APIAFCO, nata nel 2017, lavora su due tre fronti: informazione sensibilizzazione, servizi ai pazienti, e advocacy. L’obiettivo è fornire strumenti concreti per vivere meglio con la malattia, riconoscendone la complessità e le conseguenze sulla quotidianità.

Educare per ridurre lo stigma

Uno dei principali ostacoli per chi vive con la psoriasi è lo stigma: molti credono che la malattia sia contagiosa o si limitino a considerarla un problema estetico. “Le campagne di sensibilizzazione di APIAFCO, come #respectpsoriasis, hanno l’obiettivo di promuovere una visione positiva e consapevole della malattia – sottolinea Corazza – i pazienti devono poter accedere a cure adeguate e supporto psicologico senza sentirsi giudicati”. Educazione e comunicazione diventano strumenti essenziali: brochure informative, eventi pubblici, campagne digitali e momenti di sensibilizzazione come la Giornata Mondiale della Psoriasi (29 ottobre) contribuiscono a ridurre pregiudizi e favorire la qualità di vita dei pazienti.

Nuove terapie e accesso equo

La psoriasi richiede trattamenti personalizzati, che tengano conto della gravità, delle aree colpite e delle comorbidità. La disponibilità di farmaci biologici e biosimilari ha aperto nuove prospettive terapeutiche, ma l’accesso resta disomogeneo sul territorio. “È fondamentale che il Servizio Sanitario Nazionale garantisca percorsi chiari e strutturati, con PDTA monitorabili e multidisciplinari, per favorire diagnosi precoce, continuità di cura e aderenza alle terapie”, spiega Corazza. Non meno importante è il supporto psicologico e socio-economico: riconoscere il ruolo dei caregiver e garantire strumenti accessori alla terapia farmacologica è parte integrante del percorso di cura.

Integrazione tra specialisti e territorio

Gestire la psoriasi significa coordinare dermatologia, reumatologia, gastroenterologia e servizi territoriali. APIAFCO promuove incontri e cicli formativi, come “Affrontiamo la psoriasi senza paura“, per favorire il dialogo tra specialisti e pazienti. Il confronto consente di affrontare temi cruciali: percorsi personalizzati, farmaci biologici e biosimilari, fototerapia, psoriasi infantile e relazione tra pelle e mente. L’integrazione tra ospedale e territorio è la chiave per garantire continuità, equità e monitoraggio efficace nel tempo, riducendo il peso organizzativo sulle famiglie.

Advocacy per il riconoscimento della cronicità e delle comorbidità

Il lavoro di advocacy di APIAFCO mira a riconoscere la psoriasi nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e nel PNC (Piano Nazionale di Cronicità), per garantire l’accesso a prestazioni sanitarie a carico del Servizio Sanitario Nazionale e definire percorsi uniformi in tutto il Paese. “LEA e PNC rappresentano strumenti indispensabili per considerare la psoriasi come malattia grave, con monitoraggio e strategie terapeutiche a lungo termine”, afferma Corazza. Il dialogo con le Aziende Sanitarie Regionali e la partecipazione ai tavoli di lavoro dermatologici consentono di definire politiche sanitarie e scelte economiche mirate a garantire cure innovative e diritti dei pazienti.

Qualità di vita al centro

“Riconoscere la giusta dignità della psoriasi significa mettere i pazienti nelle condizioni di vivere la loro vita pienamente, con strumenti adeguati per affrontare la malattia e migliorare la qualità della vita – conclude Corazza – anche questo è un diritto”. Educazione, comunicazione, accesso alle terapie, integrazione tra specialisti e advocacy diventano così leve concrete per trasformare la gestione della psoriasi, ridurre lo stigma e valorizzare la vita delle persone che convivono con questa patologia cronica.

APIAFCO

È un’associazione di pazienti nata nel 2017 e presieduta da Valeria Corazza, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento nazionale per le persone che convivono con psoriasi, dermatite atopica e vitiligine. Inizialmente focalizzata sulla psoriasi – patologia cutanea non contagiosa, cronica e recidivante, con componenti genetiche e autoimmuni, che interessa circa 1,8 milioni di italiani, di cui 250 mila in forma severa – l’associazione ha progressivamente ampliato il proprio impegno alle altre principali malattie dermatologiche autoimmuni.

APIAFCO promuove attività di advocacy ed empowerment in una dimensione di rete, con un duplice obiettivo: orientare le politiche sanitarie verso una piena tutela dei diritti, a partire dall’accesso equo e tempestivo alle cure più efficaci e innovative, e accompagnare i pazienti in un percorso di consapevolezza e accettazione della malattia, supportandoli nella gestione terapeutica, psicologica e relazionale.

Alla base dell’impegno dell’associazione vi è la consapevolezza che psoriasi, dermatite atopica e vitiligine, pur diverse, condividono criticità comuni: lo stigma sociale legato all’alterazione dell’aspetto fisico, il disagio relazionale e lavorativo, la disomogeneità dei percorsi di cura sul territorio nazionale. Inoltre, queste patologie possono essere associate a importanti comorbidità, come diabete e malattie cardiovascolari, richiedendo una presa in carico multidisciplinare che coinvolga, oltre al dermatologo, medici di medicina generale, specialisti e psicologi.

L’azione di tutela di APIAFCO – rivolta a una platea stimata di oltre 5 milioni di persone – si concentra su obiettivi concreti: l’inserimento della psoriasi nel Piano Nazionale Cronicità; l’estensione e l’istituzione di codici di esenzione nei LEA per le forme moderate-gravi di psoriasi e per la dermatite atopica severa; il sostegno a percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali dedicati alla vitiligine, come il progetto per la Regione Lazio.

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