Salute, benessere e prevenzione i consigli quotidiani per vivere meglio.

infanzia 16 Settembre 2022

Scuola e autunno: rischio nuove epidemie da virus respiratorio sinciziale (RSV)

Il virus respiratorio sinciziale (RSV) è tra le principali cause di malattie respiratorie tra i più piccoli

Immagine articolo

Con il ritorno a scuola e alla normalità, senza mascherine e distanziamento tra i banchi, altre malattie infettive emergenti potrebbero diffondersi tra i giovanissimi. È il caso dell’infezione da Virus Respiratorio Sinciziale (RSV) la principale causa di bronchiolite e polmonite nei bambini.

L’allarme di pediatri e infettivologi: «Il virus respiratorio sinciziale potrebbe diffondersi con più forza»

Esperti pediatri e infettivologi presenti al IV Congresso WAidid World Association for Infectious Diseases and Immunological Disorders si dicono preoccupati. Con la fine delle restrizioni da Covid, inevitabilmente alcuni agenti patogeni finora tenuti a bada, potrebbero trovare una nuova diffusione grazie alla mancata azione di contrasto negli ultimi due anni.

Esposito (WAidid): «Restrizioni efficaci anche contro altri agenti patogeni come l’RSV»

«Non c’è dubbio che le restrizioni a cui sono stati sottoposti bambini e piccoli studenti abbiano avuto un impatto efficace anche contro altri agenti patogeni come l’RSV, del quale abbiamo riscontrato un calo complessivo dei casi negli ultimi due anni». A spiegarlo è la prof. Susanna Esposito, professore Ordinario di Pediatria all’Università di Parma e presidente WAidid. «Ecco perché, con la ripresa della normalità di cui siamo tutti contenti, siamo esposti ad un rischio concreto di nuove epidemie che potrebbero mettere a rischio la salute dei più piccoli».

Cos’è il virus respiratorio sinciziale (RSV)?

L’RSV è, durante l’infanzia, la principale causa di malattie respiratorie che richiedono il ricovero in ospedale. A livello globale si registrano ogni anno 33,1 milioni di casi e 3,2 milioni di ospedalizzazioni. Il virus, che rispetto agli altri agenti patogeni causa da solo il 40% delle polmoniti gravi, è responsabile ogni anno di oltre 118.000 decessi tra la popolazione di età pediatrica.

In Europa l’incidenza è tra 10 e 28 casi su 1.000 nei bambini di età inferiore a 1 anno; tuttavia, i tassi di incidenza degli studi possono essere sottostimati. L’RSV è la causa più significativa di morte correlata a infezione delle basse vie respiratorie nel primo anno di vita.

RSV, non esiste una profilassi

L’impatto del virus, in termini di incidenza e gravità, varia notevolmente con l’età: l’RSV causa un notevole carico ambulatoriale tra i bambini di età inferiore ai 5 anni, ma è causa di una morbilità significativa anche nell’anziano e nel paziente di qualsiasi età immunocompromesso. Tuttavia, le conseguenze più gravi sono predominanti tra i bambini di età inferiore ad un anno.

Per i bambini con infezione da RSV grave è disponibile solo una terapia di supporto (ossigeno supplementare, liquidi per via endovenosa e ventilazione meccanica). La profilassi disponibile con l’anticorpo monoclonale palivizumab è limitata ai bambini nati prima delle 29 settimane di gestazione o con comorbidità specifiche, circa il 4-6% dei bambini da 1 a 3 anni.

La prevenzione: vaccini e anticorpi monoclonali

«I potenziali approcci preventivi per neonati e bambini piccoli attualmente in fase di studio – spiega la prof.ssa Esposito –. Includono la vaccinazione delle donne in gravidanza, che può avere però un’efficacia limitata al brevissimo periodo e alla stagionalità. L’utilizzo di anticorpi monoclonali nel neonato e lo sviluppo di un vaccino da impiegare nei primi mesi di vita, che però è reso estremamente complicato dalla possibilità di indurre una risposta immunitaria protettiva».

Si rischia una nuova diffusione del virus RSV, frenata dal Covid

La pandemia da Covid-19 ha avuto un impatto significativo sulla diffusione dell’RSV.  L’attuazione delle misure restrittive ha favorito una drastica riduzione della diffusione del virus che, tuttavia potrebbe avere una nuova diffusione. Questo è dovuto, principalmente, all’aumento di bambini che non hanno acquisito l’infezione nelle scorse stagioni.

«È fondamentale – conclude la Esposito – recuperare il terreno perso, ripristinare un’adeguata sorveglianza dell’RSV per evitare gravi conseguenze. Le attuali opzioni di profilassi sono, oltre che costose, limitate a categorie a rischio. E richiedono la somministrazione di dosi multiple durante il periodo di circolazione dell’RSV che, nel nostro emisfero, inizia in ottobre e termina a fine aprile. Fortunatamente in futuro le strategie includeranno l’impiego di nuovi anticorpi monoclonali in stato avanzato di sperimentazione, i cui risultati si annunciano incoraggianti, sia in termini di efficacia sia di sicurezza e di rapporto di costo-beneficio».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti