Ddl Lorenzin pronto a luglio. Il Relatore Marazziti (Des-Cd): «Ecco cosa cambia per le professioni sanitarie»

«Rinnovo generazionale e parità di genere» il Ddl sul riordino delle professioni sanitarie in dirittura d’arrivo, a raccontarci i dettagli in esclusiva è il Relatore della Legge, Mario Marazziti, Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera

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Il Disegno di Legge sul Riordino delle Professioni Sanitarie ha preso forma e sarà pronto per il mese di luglio. Tra le principali novità – introdotte dagli emendamenti approvati nelle sedute del 24 maggio e del 1 giugno – l’introduzione di un limite ai mandati per chi ricopre ruoli apicali: a due incarichi consecutivi nello stesso ruolo, ne può seguire soltanto un ultimo. Cambiano inoltre alcuni meccanismi di votazione per il rinnovo degli organismi ordinistici e viene prevista anche l’istituzione di seggi nelle strutture ospedaliere. Sul tema, in esclusiva per Sanità Informazione, l’intervista al Relatore della LeggeMario MarazzitiPresidente della Commissione Affari Sociali della Camera.

«Il Ddl Lorenzin vedrà la luce la prima settimana di luglio, periodo in cui credo avremo finito di votare tutti gli emendamenti. L’impianto non viene stravolto ma viene migliorato in alcuni punti. Per gli Ordini credo che il limite di due mandati, che poi vuol dire tre, sia in linea con tutte le cariche elettive in Italia. C’è un invito anche al rinnovo generazionale e alla parità di genere, ci sono regole più democratiche, c’è un forte invito a una maggiore partecipazione. Quindi, più facilità di voto e quorum più alti, perché chi è alla presidenza di un Ordine sia la persona che rappresenta di più tutti».

«Per quello che riguarda la sperimentazione clinica – prosegue Marazziti – io credo che stiamo andando verso un testo, con gli emendamenti che stiamo considerando, di conferma del Ddl Lorenzin con dei miglioramenti legati sicuramente a trasparenzaindipendenza, ma soprattutto certezza delle regole. Per avviare una sperimentazione scientifica occorreranno garanzie dai Comitati etici, coinvolti in maniera uniforme sul territorio nazionale, con regole e tempi certi. Questo elemento, credo, determinerà un miglioramento formidabile perché la ricerca internazionale italiana possa avere anche il suo inizio all’interno del nostro Paese, e non solo la sua continuazione».

«Per quel che riguarda le professioni – conclude Marazziti riferendosi all’articolo 4 – io credo che dobbiamo garantire, a chi è già riconosciuto, regole chiare fissate dalla Legge, mentre chi ambisce ad essere riconosciuto deve poter trovare in questa normativa un percorso chiaro. Per cui se i requisiti individuati per le professioni già riconosciute sono requisiti che una nuova professione ritiene già di possedere, si può in maniera certa seguire una procedura e avere un sì, un no oppure un no con riserva. È dunque fondamentale avere una Legge aperta e non una Legge chiusa. Io non voglio che ci siano esclusi e privilegiati, e non ci saranno. Il testo è un buon punto di partenza e credo che arriveremo ad una conclusione in tempi brevi».

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