Salute 7 aprile 2014

L’App – mania invade ospedali e studi medici, ma attenzione agli effetti collaterali 

In ambito sanitario indispensabile una certificazione per “dosare” al meglio i progressi di una Mobile Economy più forte anche della crisi

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La “Mobile and App Economy” corre più forte della crisi. È la chiave di lettura del recente studio realizzato dal Politecnico di Milano.

Un’analisi dalla quale emergono numeri giganteschi con un mercato dal valore di 26 miliardi e destinato a rappresentare presto il 2% del Pil. Una porzione di economia con prospettive davvero interessanti anche sulla scorta delle proiezioni future. Se questo trend fosse confermato, nel 2016 si raggiungerebbero i 40 miliardi con un Pil al 2,5. Un altro numero interessante riguarda la diffusione di dispositivi mobili: gli smartphone raggiungeranno quota 45 milioni ed i tablet 12 con le vendite dei contenuti digitali da dispositivi mobili, dai giochi alle news, in crescita già più del 30% e destinata a raddoppiare nei prossimi tre anni. Negli store digitali sono inoltre disponibili già 2,5 milioni di App. L’incremento delle reti a banda larga associata all’aumento delle soluzioni “mobile” sviluppate da imprese e pubbliche amministrazioni costituiscono, infine, un traino di notevole rilevanza.

Terreno fertile per chi ha intenzione di investire ma anche per migliorare la qualità dei servizi. Le due strade  in ambito sanitario sembrano destinate ad intersecarsi. Un’altra autorevole indagine – in questo caso condotta dall’Università di Chicago – ha dimostrato come l’uso di tablet in un reparto di medicina interna abbia incrementato l’efficienza degli specializzandi nella gestione delle attività di corsia. Tre medici su quattro  hanno promosso l’iniziativa, dicendo di sentirsi più efficienti e liberi di dedicare più tempo ai pazienti e di partecipare con più facilità ad attività di formazione. In particolare, il 90% ha detto di usare l’iPad abitualmente, e il 78% ha assicurato di sentirsi più efficiente, mentre il 68% è certo di aver evitato ritardi nel seguire i malati. Un risultato confermato dal monitoraggio delle cartelle cliniche elettroniche prima dell’arrivo dell’iPad e tre mesi dopo.  Dopo la sperimentazione l’University Of Chicago Medicine ha fatto un importante investimento stringendo un accordo commerciale con la Apple convinta di poter davvero migliorare l’assistenza ai pazienti. Una realtà ormai sotto gli occhi di tutti. Però, proprio mentre pullulano device e app di ogni genere (si può perfino  tenere sotto controllo il mal di schiena e  ascoltare il cuoricino dei bimbi durante la gravidanza), sarà inevitabile arrivare ad una certificazione, per evitare pericolosi “effetti collaterali” di un progresso somministrato con le dosi sbagliate.

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